Omicidio alla Stazione Centrale di Cocco e MagellaGuanda ha recentemente pubblicato Omicidio alla Stazione Centrale di Giovanni Cocco e Amneris Magella, secondo capitolo delle indagini di Stefania Valenti, commissario creato dalla fantasia di questa coppia di scrittori che già nel precedente Ombre sul lago (Guanda, 2013) aveva saputo convincere pubblico e critica.
Merito sì di una scrittura pulita, priva di inutili fronzoli e in grado di dare un forte senso del ritmo, ma anche e sopratutto della riuscita figura della protagonista.

Donna separata in grado di crescere sua figlia e lavorare molto sodo senza però dimenticare la sfera romantica, Stefania Valenti è un commissario che si discosta da altri personaggi della letteratura di genere, risulta più quadrato e realistico, privo di particolarità fin troppo strane e peculiari, in grado di far affezionare il pubblico più per la sua condotta e il suo coraggio che per qualche artificiosa idiosincrasia.
Andiamo a scoprire di cosa dovrà occuparsi il commissario Valenti:

Un incidente nei pressi del lago di Como, una Lancia Y che prende una curva a forte velocità, sbanda e infine termina la sua corsa contro il cancello di una villa. Il guidatore viene portato all’ospedale in fin di vita e ben presto l’incidente si trasforma in un vero e proprio tentato omicidio.
Alcuni testimoni hanno infatti udito chiaramente quattro colpi di pistola e a un primo esame della macchina la loro versione viene confermata: qualcuno, a bordo di una moto, ha sparato contro la macchina, forando la ruota e provocando l’impatto.

Il commissario Valenti scoprirà che per far luce sul presente bisogna guardare nel passato: la macchina è molto vecchia ma altrettanto ben tenuta e non mostra i suoi vent’anni, anni che sono anche l’esatta pena scontata dal guidatore, Giampiero Colombo, finito in galera per aver ucciso un uomo conosciuto come “Il Giocatore”.
Colombo è stato preso di mira poco dopo essere uscito dal carcere e per cercare di comprendere il motivo di quegli spari bisogna guardare alla vita precedente dell’uomo, a quel che faceva prima di entrare in prigione.

Colombo negli anni Ottanta era proprietario di un bar molto famoso nella Milano da bere, il Metropolis, meta di vip, milionari e belle donne e ritrovo di gente spietata, pronta a speculazioni e guadagni illegali che finivano e finisco riciclati in Svizzera, gente che ora, vent’anni dopo, ha messo gli occhi su Expo e che è abituata a ottenere quello che vuole.
Per Stefania si prospetta una indagine difficile, gli anni passati hanno coperto segreti e annebbiato memorie e dovrà dar fondo a ogni sua energia e risorsa pur di identificare il colpevole…

Possiamo dire con sicurezza due cose su Giovanni Cocco e Amneris Magella, oltre naturalmente al fatto che sanno scrivere bene: amano Como e sono attirati dai cold case, è infatti la seconda volta che il commissario Valenti deve occuparsi di un caso avvenuto molti anni prima e, se il pubblico gradirà anche questa volta, potrebbe non essere l’ultimo.

Omicidio alla Stazione Centrale – Cocco e Magella

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