Non fare domande thriller psicologico di Sophie HannahCon Non fare domande Garzanti continua a offrirci opere di Sophie Hannah dopo aver completato la pubblicazione, per ora, della serie dedicata a Simon Waterhouse e Charlie Zailer.

L’ultima volta che abbiamo scritto dell’autrice inglese è stato circa un anno fa, in occasione dell’arrivo in libreria di Non tornare indietro, e ora la casa editrice meneghina pubblica un suo thriller psicologico slegato dai cicli principali.

Non fare domande è apparso in lingua originale nel 2015 con il titolo di A Game for All the Family e arriva a noi per la traduzione di Serena Lauzi.

Partita dalla poesia, con varie pubblicazioni e premi all’attivo, Sophie Hannah ha conosciuto un crescente successo grazie al suo ciclo di Waterhouse e Zailer, ma ha continuato a diversificare la sua prosa nel corso degli anni.

Ciò l’ha portata ad avere una bibliografia ormai tanto vasta quanto diversificata, che spazia dagli iniziali componimenti poetici a testi per l’infanzia, con incursioni anche nel campo delle traduzioni, della saggistica e dei romanzi con atmosfere orrorifiche.

Ma questa quarantasettenne nata a Manchester sembra essere al top della forma quando si avventura nei territori del thriller psicologico e Non fare domande è uno dei testi più interessanti nell’intera sua produzione.

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Ciò accade perché al quadro principale del del thriller psicologico Sophie Hannah aggiunge delle pennellate di humor, che è in grado di alleggerire la tensione senza però distanziarci troppo dalle premesse e dall’atmosfera. Il tutto eseguito con alcune tecniche tipicamente post-moderne quali l’impiego di estratti di testo da altre fonti, esterne alla narrazione principale.

Insomma c’è parecchia carne sul fuoco in questo Non fare domande, sia per quel che riguarda i contenuti che per il modo nel quale gli stessi sono esposti. Diamo uno sguardo alla trama di Non fare domande per capire meglio di cosa stiamo parlando.

Justine Merrison è estremamente soddisfatta della sua nuova casa sulle colline, nel Devon. Il trasloco è arrivato al momento giusto: la sua carriera come exec in televisione la stava portando sull’orlo dell’esaurimento nervoso e lo spostamento in una zona più quieta, insieme al marito Alex, un cantante d’opera, e la figlia adolescente, Ellen, non potrà che fare del bene a tutta la famiglia.

E Speedwell House, immersa nel verde e posizionata vicino al fiume Dart, sembra essere il perfetto antidoto per il caos e lo stress di Londra. Purtroppo la pace è destinata a durare pochi mesi, perché Justine comincia a ricevere telefonate anonime sempre più minacciose, che le intimano di tornarsene a Londra se tiene alla sua incolumità. E più o meno allo stesso tempo la donna scopre degli scritti, probabilmente a opera di sua figlia, che descrivono le atroci gesta della famiglia Ingrey, che ha abitato la casa prima di loro.

Ellen diventa sempre più silenziosa e scontrosa e Justine non sa bene se sia solo una classica fase adolescenziale o ci sia sotto qualcosa di più grave. A ogni modo, la madre sa stare dalla parte della figlia e quando Ellen si lamenta a casa per il fatto che un suo amico, George Donbavand, è stato ingiustamente espulso da scuola, Justine andrà a chiedere spiegazioni, salvo scoprire che non esiste un alunno con quel nome.

Nel frattempo le telefonate anonime diventano sempre più minacciose, e menzionano anche alcuni crimini e omicidi descritti da Ellen nelle pagine che ha scritto. Justine è nuovamente sull’orlo della rovina, ma non intende permettere a nessuno di rovinarle la vita e lotterà fino in fondo per scoprire la verità…

Mentre da noi esce Non fare domande, Sophie Hannah continua a essere molto attiva anche sul fronte dei suoi romanzi dedicati a Hercule Poirot ed è da poco uscito il terzo titolo di questa serie, The Mystery of Three Quarters, che arriva dopo La cassa aperta.

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Non fare domande
7 Recensioni
Non fare domande
  • Sophie Hannah
  • Editore: Garzanti Libri