Il marchio dell'inguisitore di Marcello SimoniEinaudi pubblica Il marchio dell’inquisitore di Marcello Simoni all’interno della collana Stile Libero Big, romanzo che propone il ritorno di uno degli autori italiani di maggiore successo, forte sia di successi di vendita, che di diffusione in molte nazioni e anche di un certo consenso della critica, visti i riconoscimenti ricevuti.

Il marchio dell’inquisitore è un romanzo che, sulla carta, rappresenta una certa rottura e discontinuità con i temi e la narrativa di Marcello Simoni e c’è molta curiosità nel poter leggere come se l’è cavata l’autore di Comacchio.
Dopo alcuni titoli singoli e trilogie quali quella del Mercante di Reliquie o la saga del Codice Millenarius, Simoni ha deciso di abbandonare i territori “storici” a lui più noti per accettare la sfida di una nuova ambientazione.

Ne Il marchio dell’inquisitore facciamo infatti un considerevole balzo in avanti nel tempo per sbarcare nella Roma del Seicento, colta in un momento nel quale la stampa ha fatto il suo ingresso ed è destinata a rivoluzionare il mondo.
Nuova ambientazione e di conseguenza nuovo protagonista: l’inquisitore Girolamo Svampa e alcuni suoi aiutanti che, vista l’attitudine a creare trilogie, potrebbero tornare anche più avanti.

Con la consueta attitudine a studiare e documentarsi che gli deriva dalla sua formazione culturale, Marcello Simoni ha accumulato un vasto insieme di dati e personaggi riguardanti l’epoca in questione, creando nuovamente un giallo storico che contiene sì elementi di fiction ma nel quale la cornice e l’ambientazione risultano molto fedeli.
Cerchiamo di stendere una sinossi minima per Il marchio dell’inquisitore

Roma, a pochi giorni dal via alle cerimonie del Tredicesimo Giubileo, un fatto di sangue turba le preparazioni. Un religioso è stato infatti ucciso e l’indizio più promettente è l’incisione di una danza macabra su un libretto dai contenuti libertini. A indagare sull’omicidio viene chiamato l’inquisitore Girolamo Svampa, con tanto di nomina di commissarius.

A coadiuvare l’inquisitore nelle indagini troviamo il fedele bravo Cagnolo Alfieri e padre Francesco Capiferro, segretario della Congregazione dell’Indice. L’investigazione si rivela tanto difficile quanto pericolosa fin dai primi momenti in quanto costringe Svampa a confrontarsi con personaggi molto potenti, il tutto mentre i cadaveri si accumulano e l’assassino rimane ancora in libertà…

Per presentare meglio tutto il potenziale appeal di un personaggio come Girolamo Svampa, non posiamo che rimandarvi alla descrizione diffusa in Rete:

“È razionale come uno scienziato, eppure esperto di demonologia e stregoneria. È scostante, abitudinario, con una patologica avversione per la fugacità del presente; per lui esiste solo la certezza inalterabile di ciò che è già accaduto.”

Il marchio dell’inquisitore – Marcello Simoni

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