L’abbiamo vista di recente su Rai 1, impersonata da Vanessa Scalera nella prima stagione della fiction a lei dedicata; l’abbiamo conosciuta meglio in Come piante tra i sassi (Einaudi 2009), primo romanzo della sua serie. Ora, con Maltempo (Einaudi 2013) prosegue la nostra lettura dei romanzi di Mariolina Venezia aventi come protagonista Imma Tataranni, nonché la nostra conoscenza di questa PM che non teme i chili di troppo, figurarsi l’impopolarità.

Matera, 2005. Quando Donata Miulli viene ritrovata morta in un dirupo, Imma Tataranni si sente, quasi certamente, in colpa: quella bella ragazza, troppo giovane, troppo saputella, troppo impegnata, troppo tutto, aveva chiesto di parlarle. Era persino venuta a cercarla in Procura e l’aveva seguita con insistenza per mezza città pur di dirle ciò che doveva: aveva delle rivelazioni sull’affare dei petroli in val d’Agri, su quell’oleodotto su cui Imma aveva battagliato tanto per incastrare mandanti e pezzi grossi senza riuscirci. Donata lo sapeva e pensava che potesse interessarle ciò che aveva da dire, tanto più che c’entravano un Onorevole candidato alle prossime regionali e un avvocato inglese che Imma già conosceva. Ma lei non le aveva dato ascolto e adesso la ragazza è morta. Suicidio, dicono… ma no, Imma proprio non ci sta a liquidare il tutto così in fretta. Tra trasferte a Roma, relazioni poco chiare, amicizie di dubbia moralità, una famiglia povera, ma dignitosa, le lauree, i master e la difficoltà di trovare lavoro, Donata Miulli aveva molto da dire. Le piste sono tante e tutte plausibili, ma ben presto Imma si accorge che qualcuno sta cercando, per così dire, di darle una mano nella scelta di quella da seguire… Di chi fidarsi allora? Di nessuno, neanche del suo fidato appuntato Calogiuri che se n’è andato a Roma, le manda segnali contraddittori e poi chissà che combina; neanche di Diana, la cancelliera sua ex compagna di banco… neanche di se stessa. E i faldoni si accumulano, aumentano le notti travagliate tra inappropriati sogni bollenti e dubbi amletici, fantasmi e fattucchiere si insinuano ad affollare un banchetto già sovraccarico di convitati… e Imma indaga, altro non può fare, mentre vaglia le piste e indulge in fantasie proibite sull’unica persona che – sente – la possa capire.

Ma come dopo la notte viene il giorno, come dopo l’inverno arriva la primavera, dopo la pioggia arriva sempre una schiarita senza che si sappia come né perché, le cose pian piano si chiariscono e tutto, lentamente, quadra.

In una terra sacrificata per l’interesse economico in cui tutti prendono senza restituire mai nulla, Imma Tataranni procede a tacchi alti e passo marziale nelle sue indagini impopolari, ma serrate nel nome della giustizia. Ed anche se spesso non ha i mezzi, Imma è brava, si applica e alla soluzione, per quanto amara, ci arriva sempre. Ora la conosciamo meglio questa PM che, suo malgrado, sogna tanto e, anche se fa finta di non darci peso,  si porta addosso l’invidia di chi ai suoi livelli non ci è arrivato, pur con tutti gli aiuti del caso.

È brava, Immacolata Tataranni in De Ruggeri, e perciò le si perdona anche quell’antipatia che proprio non riesce a non far trapelare. E per quanto ci riguarda, noi ben presto la ritroveremo ancora.

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Maltempo
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