L'ultimo sospettato - James PattersonTornano le Donne del Club Omicidi in questo nuovo romanzo di James Patterson, scritto assieme a Maxine Paetro.
L’ultimo sospettato vi porterà al fianco del sergente Boxer e il procuratore Castellano in una San Francisco dal volto crudele, ingannevole.
Le vicende si aprono quando Lindsay Boxer, ufficiale decorato, viene avvicinata da una senzatetto che le rivela la presenza di un assassino in città.
Sono casi passati in sordina, quegli omicidi di senza fissa dimora, tanto che la polizia sembra non aver mai preso in considerazione l’idea di un serial killer. Pertanto egli agisce in maniera indisturbata, metodico e scaltro come un assassino di degno rispetto.
Ciò che non sa è che Lindsay Boxer si metterà sulle sue tracce quando la sua informatrice verrà uccisa, malgrado non sia un caso di sua stretta competenza, rischiando di far scoppiare uno scandalo agli Affari Interni.
Intanto Yuki Castellano si ritrova a fare i conti con un delicato caso di violenza sessuale insolito, per certi versi: un uomo afferma di essere stato violentato dal suo datore di lavoro, una donna.
C’è di mezzo una pistola, un gioco erotico spinto e una serie di bugie che faranno a gara per venire a galla durante il processo.
Entrambe le donne percorreranno sentieri pericolosi, senza però mai tradire i valori in cui credono per arrivare alla soluzione dei propri casi.

Devo confessare che è il primo romanzo di Patterson dedicato alla serie del Club degli Omicidi che leggo. Quindi il mio non sarà un parere del tutto obiettivo, immagino.
Malgrado parte di una serie, infatti, il libro si fa leggere, complice uno stile di scrittura nel complesso semplice.
Certo, magari possono sfuggire alcuni dettagli come sicuramente mi sarà capitato – un occhio esperto li avrebbe riconosciuti tutti – ma nulla di troppo trascendentale da ostacolare la lettura del romanzo.
Ciò che contesto a Patterson, questa volta, è la banalità della trama: il serial killer, come il caso processuale, hanno della mediocrità che sembra essere stata buttata lì giusto per stendere due righe di romanzo. Sebbene tenti di sorprendere il lettore, l’identità del killer è facilmente prevedibile già ad un terzo del romanzo. La sua cattura, il modo in cui si muove all’interno della vicenda hanno del parossismo. L’introspezione del personaggio non è minimamente affrontata. Persiste solo un accenno superficiale, ma nulla che possa portare il lettore ad empatizzare con lui, il sergente Boxer o le vittime che miete. Vengono sollevati polveroni. Il lettore è costretto a leggere interi, inutili capitoli che non aggiungono nulla di interessante alla trama. Sono stati messi là per allungare – passatemi il termine – il brodo. Ciò si ripercuote anche sul caso di abuso: il giovane in questione, Marc Christopher, appare da subito quel che non è. Un uomo prestante, bello e in una posizione di potere: questo ci viene detto di lui.
Badate, non voglio fare spoiler o simili, ma l’intero processo viene costruito su un castello di carte che non è realistico. Il sistema processuale americano ne esce ridicolizzato, ci vengono descritte delle reazioni spropositate che ho faticato a immaginare in tutta onestà. Il risultato è il medesimo di quanto prima: i personaggi risultano scialbi, alcuni compaiono qui e là soltanto per dire una battuta o due e scomparire. Il tutto lede la buona riuscita del romanzo che, non nascondo, ho terminato con fatica.
Nel corso della lettura continuavo a sperare che la qualità migliorasse, solo per continuare a rimanere deluso fino all’ultima pagina.
Già il solo affrontare due filoni narrativi differenti, gli omicidi e l’abuso sessuale, senza che questi si collegassero fra loro mi ha lasciato spiazzato, confuso. Nonostante semplice nello stile, è complicato reggere il ritmo di due indagini completamente diverse.
Ammetto di non conoscere gli altri libri del Club degli Omicidi, probabilmente sono impostati tutti a questo modo, ma da lettore medio che si avvicina per la prima volta alla serie posso dirvi che ne sono rimasto deluso.
L’unico dettaglio positivo che mi sento di elogiare è il tema dell’abuso sessuale.
Mi è sembrato attuale, non scontato; un argomento di cui non si sa quasi nulla e che si tende a sminuire troppo spesso, sia esso perpetrato da un uomo o da una donna. Per il resto, purtroppo, questo romanzo non mi ha lasciato niente.
Consiglio tuttavia agli appassionati del Club di dargli una possibilità.