L'ultima cena del commissario LucianiVincitore del premio NebbiaGialla 2014 con L’enigma di Leonardo, Claudio Paglieri è da poco tornato in libreria con L’ultima cena del commissario Luciani, edito come i precedenti da Piemme.
Si tratta del quinto volume della serie dedicata a Marco Luciani, cominciata nove anni fa con Domenica nera, romanzo che si aggiudicò il Premio Bancarella Sport 2005.
In questo libro il commissario viene incaricato di proteggere Dario Dolci, noto critico gastronomico che ha conquistato la fama grazie al programma televisivo Stelle in cucina.
Dolci è un uomo contraddittorio, politicamente scorretto, chiassoso, ma idolatrato da pubblico e discepoli. Ultimamente qualcuno lo minaccia e a Luciani tocca fargli da bodyguard, il che implica aggirarsi come un pesce fuor d’acqua tra ristoranti di grido, cene sopraffine e degustazioni di vino. Lui che è anoressico, non ama mangiare né cucinare. Praticamente una iattura.
Ma chi c’è dietro alle minacce a Dolci? Sono in tanti gli indiziati: dai ristoratori rovinati da cattive recensioni, alla moglie ucraina, bellissima e altrettanto giovane, ai concorrenti umiliati in televisione, all’autista basco sul cui passato non si sa molto. Luciani vorrebbe far chiarezza, ma il rinvenimento di un cadavere senza nome lo richiama in questura. La vita di Dolci tuttavia corre rischi concreti: ben presto il commissario capirà che le minacce non sono affatto parole.

Tratto dal sito dell’editore, vi riportiamo un passaggio del primo capitolo (che trovate per intero qui in PDF)

Marco Luciani uscì dal Baluardo e sorrise, aspirando l’aria fresca e stringendo gli occhi per ripararsi dal sole. La visita era andata bene, il cuore non aveva fatto scherzi neppure al momento del massimo sforzo e anche per quell’anno il rischio di un infarto fulminante sulla cyclette del medico sportivo era scongiurato. Ora aveva il suo bel certificato per l’atletica e volendo avrebbe potuto, chissà, tornare a correre una mezza maratona o addirittura una maratona intera. La giornata era magnifica, limpida, una barca scivolava felice sull’acqua del Porto Antico, sfilando davanti all’Acquario e alla Sfera di Renzo Piano. Marco Luciani chiuse gli occhi. Genova sapeva regalare istanti di assoluta felicità, come la morfina, quando ti dava quella sensazione che tra un attimo il dolore sarebbe passato, e tutto sarebbe andato a posto. La sensazione che tra un attimo, riaprendo gli occhi, ti saresti magicamente trovato a Barcellona, o a Sydney.
Guardò l’orologio. Le nove e mezza. Aveva ancora un po’ di tempo prima di entrare in ufficio. Decise di fare un rapido giro nei vicoli, per rivedere qualche negozio e qualche faccia familiare. Un tempo viveva lì, in uno squallido bilocale tra il Ghetto e la Maddalena, ma dopo aver avuto lo sfratto si era provvisoriamente sistemato a Camogli da sua madre, che era rimasta vedova, in attesa di decidere dove andare a vivere.
In centro storico ormai capitava di rado, e sempre per lavoro. Negli ultimi anni gli omicidi erano calati, e quei pochi erano omicidi squallidi, liti tra poveracci che finivano male, vecchiette uccise dai nipoti o dai vicini di casa o dai rapinatori per poche centinaia di euro. Li risolvevano in fretta, con più amarezza che soddisfazione.

Qui a seguire potete ascoltare con un’introduzione a L’ultima cena del commissario Luciani dalla viva voce dello stesso Claudio Paglieri.

Il nostro consiglio, prima di lasciarvi, è di provare a leggere le avventure di Luciani nell’ordine di pubblicazione: sicuramente comprenderete meglio l’evoluzione del personaggio.

  • Domenica Nera
  • Il vicolo delle cause perse
  • La cacciatrice di teste
  • L’enigma di Leonardo
  • L’ultima cena del commissario Luciani
L’ultima cena del commissario Luciani – Claudio Paglieri

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