Una cosa è certa: scrivere di un argomento conosciuto aumenta di molto le possibilità di tirare fuori un buon lavoro. E se si tratta di descrivere scene di combattimento chi può farlo meglio di un soldato che è stato impegnato in azione?

Joshua Hood è uno di quei militari che ha deciso di tuffarsi nel mondo della scrittura, cimentandosi nel genere action thriller. Laureato in lingua inglese presso l’Università di Memphis, si è arruolato nell’esercito seguendo l’esempio del fratello. Ha servito per cinque anni nei paracadutisti dell’82a Divisione Aviotrasportata, operando in Iraq ed Afghanistan. Una volta congedato dall’esercito è stato tiratore scelto nella SWAT della polizia di Memphis per altri sette anni. Insomma, non si tratta certo di un tizio che millanta esperienze militari avendo svolto servizio allo spaccio della caserma. Le carte in regola per scrivere action ci sono tutte.

Linea di fuoco è il romanzo d’esordio di Hood, scritto dopo aver lasciato la SWAT, tra l’altro ha dato le dimissioni lo stesso giorno della nascita di suo figlio. La motivazione? Non voleva portare la “spazzatura” di quel mondo in casa sua. Quella stessa spazzatura da qualche parte doveva finire e Hood ha trovato il modo di inserirla nel suo romanzo.

No, non sto dicendo che il libro è pessimo, tutt’altro. La spazzatura è tutto quello che ruota intorno ad una guerra. Fatica, sangue, lacrime, dolore e intrighi politici. In questo caso, la guerra in questione è quella al terrorismo.

Il protagonista di Linea di fuoco è Mason Kane, ex operatore della Delta Force e membro di un’unità speciale inserita in un programma denominato Anvil. Questa squadra, comandata dallo spietato colonnello Barnes, si occupa di operazioni nere contro formazioni di terroristi. E lo fa molto bene. Il problema nasce quando alcuni loschi personaggi di Washington stabiliscono che gli Stati Uniti non stanno facendo abbastanza per vincere la guerra al terrore, ragion per cui occorre alzare il tiro per coinvolgere in maniera più massiccia la nazione più potente del Mondo.

L’inizio di questo piano passa dall’assassinio di un’innocente famiglia afgana. Kane rifiuta di partecipare all’operazione e denuncia il suo superiore. Il risultato non sarà quello sperato. Kane si ritroverà marchiato come traditore della Patria e braccato come un animale. Dovrà evitare di farsi uccidere, ma al tempo stesso smascherare la cospirazione per riabilitare il suo nome.

Il soggetto non è una novità, anche se bisogna dire che nel corso degli anni si è già scritto di tutto ed è sempre più difficile creare qualcosa di nuovo. Per fare la differenza si deve puntare sul modo in cui si scrive.

Il punti di forza di Linea di fuoco sono a mio avviso le scene d’azione. Niente americanate esagerate, ma azioni calibrate e descritte in modo lucido da una persona che conosce l’argomento.

Ho apprezzato molto la cura di certi dettagli, che arrivano proprio dall’esperienza sul campo. Ad esempio c’è una scena in cui Kane beve dalla valvola del suo CAMELBAK, uno zaino speciale che contiene all’interno una sacca idrica. L’autore descrive che al primo sorso l’acqua è tiepida, ma che si rinfresca continuando a succhiarla.

In un’altra scena Barnes e gli uomini del team Anvil devono servirsi di fucili d’assalto AK 47, sprovvisti di slitte per agganciare accessori come torce e puntatori laser. Per risolvere il problema costruiscono delle slitte ad hoc e le montano sulle armi.

Riguardo all’introspezione dei personaggi, penso che si possa affermare che non era una delle priorità di Hood. I soldati del team Anvil si somigliano un po’ tutti, i tizi che tirano le fila a Washington sono i soliti trafficoni senza scrupoli. In generale quasi tutti i personaggi sono pregni del machismo dei rudi soldati. Atteggiamento da pitbull pronto ad attaccare e battute da caserma sono delle costanti in tutto il libro. Mason Kane non fa eccezione, a parte gli sporadici inserimenti dei suoi ricordi del matrimonio fallimentare. Personalmente, preferisco cercare di dare ai miei personaggi quel tocco di umanità e quotidianità che fa distinguere in qualche modo anche il più secondario dei personaggi. Per concludere, è probabile che Linea di fuoco non sarà uno dei libri che passerà alla storia. Tuttavia, per chi è appassionato di action risulterà una lettura interessante e che invoglierà a seguire le altre opere di Joshua Hood.

Recensione di Alessandro Cirillo.

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Linea di fuoco. Search and destroy
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