Con uscita editoriale italiana datata 11 febbraio 2021, la saga de Le donne del club omicidi giunge al diciottesimo capitolo (e infatti nella titolazione originale si continua a seguire lo spunto numerico – il titolo originale è 18th abduction, forse più efficace e adrenalinico).

La serie principale è composta dai romanzi e da alcuni racconti e scritti brevi (la collana Bookshots, sempre ideata dall’autore); tra gli adattamenti si annoverano due versioni televisive e avventure grafiche videoludiche per PC.

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L’enigma del rapitore è scritto dal celebre romanziere James Patterson e dalla statunitense Maxine Paetro.

La trama segue alcune delle tante vicende precedentemente avviate, con forti derive spionistiche.

Joe Molinari, agente antiterrorismo e compagno di Lindsay Boxer, dovrà affrontare un truculento criminale bosniaco, nel tentativo di aiutare una delle vittime di quest’ultimo: Anna, una sopravvissuta dall’animo tormentato. Lindsay, invece, protagonista indiscussa della serie (è sergente della polizia di San Francisco), viene coinvolta nella sparizione di tre insegnanti del college, una delle quali viene ritrovata assassinata.

La trama dei crimini umanitari è preponderante e occupa buona parte del filone dell’indagine, ben orchestrata in punto di suspense e dettagli tecnici (tanto che in una nota finale gli autori ringraziano molti esperti del settore internazionale per i pareri offerti).

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Dopo così tanti volumi, è necessario un breve commento sulla struttura essenziale di questa narrazione, potenzialmente senza fine.

L’enigma del rapitore, come anche i precedenti capitoli, è uno dei rari casi di romanzi scritti a quattro mani ove è quasi intuibile dove finisce il contributo di uno scrittore e inizia quello dell’altro: se a Patterson è da attribuire il ritmo sincopato, inarrestabile (i capitoli molto brevi, il fenomeno del page turner, di cui è praticamente indiscusso inventore, tanto nella corazzata di Alex Cross, quanto nei deliziosi romanzi per ragazzi, ad es. Maximum Ride), per quanto riguarda la Paetro è intuibile riferirle l’irresistibile cornice patinata, una quadruplice presenza femminile che seduce con carisma e stile tipicamente americani, e una buona dose di sentimenti, anche molto marcati, che rendono dunque Le donne del club omicidi uno dei rari casi odierni di thriller sentimentali, caso di paraletteratura oramai quasi estinto.

Ergo è necessario rendere omaggio a tale scelta artistica – che sembra quasi richiamare le antiche riviste pulp, non è un azzardo affermare ciò – proprio perché coniugare l’azione e il rosa è gesto nobile e intelligentemente sprezzante, in un momento in cui il mondo della letteratura tende a prendersi un po’ troppo sul serio: ciò nuoce sempre allo stato dell’arte, di qualunque arte. L’aspetto più eccitante – la formula vincente – risiede a parere di chi scrive in un gioco di parole, in una fusione inedita: letteratura di genere (donne inarrestabili) e genere letterario (thriller, non romanzo a tutto tondo). E questa è l’intuizione di un giallista, non di un intellettuale: ancora una volta, il pop si dimostra più vicino allo spirito del tempo, ovverosia allo spirito del popolo.

Ma c’è chi ha da ridire… Sulla netta divisione che c’è tra il suo pubblico mondiale e la critica, sempre più aspra nei suoi confronti, si è pronunciato più e più volte Patterson stesso: “(…) about my critics. People who call themselves open-minded but then make judgments about what I write”.

A noi (lettori) la scelta.

Recensione di Claudio Mattia Serafin.

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L'enigma del rapitore
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L'enigma del rapitore
  • Patterson, James (Author)