Le vite parallele - Antonio FuscoL’ultimo romanzo dei quattro finora scaturiti dalla penna di Antonio Fusco è intitolato Le Vite Parallele, sempre edito da Giunti, che ci offre un nuovo, avvincente viaggio nel noir all’italiana, colpendo le nostre più vive sensibilità e la nostra anima più intima.

In una Valdenza minacciata dalla neve e dal gelo, l’ormai amatissimo commissario Casabona ha preso temporaneamente le distanze dalla squadra mobile per stare accanto alla moglie Francesca convalescente. Tuttavia la scomparsa di una piccola bimba di tre anni lo costringe a tornare in ufficio per aiutare la sua squadra a venire a capo di una storia dagli aspetti potenzialmente terrificanti, che sembrerà risolversi nella morte di un balordo, fuggito all’estero perché ricercato per la mostruosa scomparsa della piccola Martina.

La vicenda, dai tratti sconvolgenti, coinvolge intimamente il lettore, che si immedesima nel protagonista e nei suoi dissidi interiori, nelle sue contraddizioni. Ma davanti alla disperazione di una madre che piange invocando la verità sulla sua piccola bambina, il lettore, così come il commissario Casabona, non potrà voltarsi dall’altro lato, dovrà affrontare la verità, o le verità, che si troverà innanzi al suo cammino.

Casabona, in questa sua ultima avventura, spende tutto se stesso per arrivare ad una soluzione.

Con impegno, dedizione e forza di volontà lotta con determinazione per porre fine a questo martirio, attività che lo porta a trascurare anche i suoi affetti più cari.

Antonio Fusco, funzionario della Polizia di Stato, è come sempre abilissimo nell’offrire spunti, pagine di tecnica forense, di particolari che solo un poliziotto saprebbe descrivere con tale minuziosità ma allo stesso tempo semplicità. In questo romanzo, diverso per tanti aspetti dai precedenti, i colpi di scena non mancano, anche abbastanza sconvolgenti, con cambi di casacca, di ruoli e di punti di vista che soddisfano il palato del lettore esigente soprattutto nella parte finale della storia.

Tuttavia, deve ammettersi, questo quarto romanzo appare più piatto rispetto ai precedenti, con fasi statiche, poco adrenaliniche, riuscendo finalmente a spiccare il volo solo nei capitoli conclusivi. Insomma, Le vite parallele è un noir vecchio stampo, di impatto ma che non spicca di particolare originalità.

L’autore coinvolge il lettore nel turbinio pacato delle indagini, regalando un’immagine più lenta del solito, sostituendo le corse contro il tempo a passeggiate alla ricerca della verità che poco poco cozzano con l’urgenza della scomparsa di una piccola bambina.

“Quando scompare una persona, è come se si fosse persa in una terra di mezzo tra la vita e la morte. Un limbo che alimenta l’ansia della speranza e impedisce la rassegnazione. È lì che dovremmo cercarla Fabio, nelle nebbie di quel luogo indefinito”.

Nonostante queste piccole pecche inaspettate, l’ultimo romanzo di Fusco rimane un ottimo noir, restituendo al lettore un’emozione scaturente dalla tematica, ma non solo. È infatti un ingranaggio perfettamente oliato, con personaggi azzeccati, che fanno però solo da contorno sfumato ad un limpido e cristallino Tommaso Casabona, vero, sincero, crudo come solo la realtà scaturente dalle pagine di Fusco potrebbe donare.

Pertanto, a prescindere da qualche piccola sbavatura nel ritmo della narrazione, Le vite parallele è un romanzo che merita il nostro tempo, merita le nostre riflessioni sulla vita quotidiana, sul dolore e sulla rabbia, sull’indifferenza e sul mostro, quella bestia che alberga sopita nell’animo di ciascuno di noi, pronta ad evadere dalla prigione del nostro intelletto alla più piccola distrazione.

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Le vite parallele. Un nuovo inizio per il commissario Casabona
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