L'assassino ci vede benissimo - Christian Frascella

Oggi al Thriller Café recensiamo “L’assassino ci vede benissimo” di Chistian Frascella, edito da Einaudi.
Il romanzo è il terzo capitolo della serie dedicata a Contrera, ma può anche essere letto in modo indipendente (anche se poi sicuramente vi verrà voglia di recuperare le storie precedenti!).
Chi è Contrera? Un investigatore privato. Se lo cercate, dovrete andarlo a stanare nel suo improbabile ufficio, una lavanderia a gettoni in Barriera, un quartiere di Torino multietnico e violento. Lo riconoscerete per via della giacca militare e degli anfibi, una birra Corona stretta in mano come una specie di distintivo.

È lì, appoggiato al suo frigo bar, che riceve i clienti. I casi dei disperati che gli chiedono aiuto sono complicati almeno quanto la sua stessa vita.
Già, perché la lista dei guai di Contrera è piuttosto lunga: un tempo faceva il poliziotto, ma ha perso il lavoro a causa di una faccenda poco pulita con una partita di cocaina. Era anche un marito e un padre felice, ma oggi sia la ex-moglie che la figlia lo detestano. Vive in casa di sua sorella, odiato dal cognato che non sopporta più la sua presenza. In Barriera sono molti quelli che vorrebbero fargli la pelle, ma lui continua la sua vita sgangherata alla ricerca perenne di qualche ingaggio che gli permetta di tirare avanti.

Se il quadro che vi ho dipinto vi sembra complesso, meglio che prendiate fiato: il libro non è ancora iniziato. La storia di questo volume, infatti, inizia con Abdellah, un cliente maghrebino che chiede a Contrera di aiutarlo con un “bidone” automobilistico: un commerciante disonesto gli ha rifilato un catorcio che si è rotto irreparabilmente dopo pochi chilometri.

Intanto, in Barriera soffiano venti di guerra: c’è la Ronda, un gruppo di neofascisti e razzisti armati fino ai denti, che aspetta l’occasione buona per mettere a ferro e fuoco il quartiere e dare la caccia agli extracomunitari. E l’occasione arriva, proprio grazie a una sparatoria in cui viene coinvolto Contrera: sia la polizia che la Ronda hanno già identificato il colpevole, ma Contrera lotterà fino alla fine per salvarlo e scoprire la verità.

“La lunga notte di Contrera” si svolge nell’arco di una notte di nebbia nella giungla d’asfalto della Barriera, dove il fumo dei gas di scarico si mescola con quello della polvere da sparo e del sangue. Oltre a indagare, Contrera dovrà fare i conti anche con i fantasmi e i problemi che tormentano la sua vita personale e sentimentale: un groviglio di rancori, amori e rimpianti che sembra essere giunto al punto di non ritorno.

Il cocktail ideato da Christian Frascella è assolutamente vincente, non a caso il romanzo è già stato ristampato tre volte nell’arco di poche settimane. Contrera coniuga, ibridandoli, vari ingredienti: il noir classico si mischia con le peripezie esistenzialiste di un antieroe cialtrone e irriverente, la tragedia degli “ultimi”, di coloro che sono costretti a vivere ai margini, si fonde con la commedia, e una Torino brutta, sporca e cattiva fa da sfondo a una girandola di eventi imprevedibili ma orchestrati con maestria.

Al fondo di tutto, però, si avverte prepotente la voglia di esplorare le contraddizioni dell’animo umano: “Penso che l’assassino, tirando le somme, sia un privilegiato: è l’unico a conoscersi fino in fondo, l’unico a sapere fin dove è capace di arrivare un essere umano. Noi tutti siamo a metà di un tunnel buio, lui invece ci vede benissimo”.

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L'assassino ci vede benissimo. La lunga notte di Contrera
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