L'appuntamento - Piergiorgio PulixiL’usura come tema iniziale, le frodi informatiche come epilogo e nel mezzo un sadico gioco di potere di un uomo su una donna. Qualcuno vincerà?

Titolo: L’appuntamento
Autore: Piergiorgio Pulixi
Editore: E/O
Anno: 2014

Incipit: “Ore 22.27 – Ormai non sarebbe più arrivato. Lo sapeva. Si vedeva da come si guardava intorno. Da come giocherellava col bicchiere, su cui era rimasto impresso il rossetto. Eppure continuava a guardare ossessivamente la porta del locale. Con avidità quasi.”

L’incontro di una donna con un emissario degli strozzini che la stanno vessando si rivela ancor più allucinante di quanto si possa immaginare. Seduti al tavolo di un lussuoso ristorante, assieme ai protagonisti, infatti, banchettano démoni di ogni tipo: possesso, violenza, lussuria, perversione, vendetta, sopraffazione, potere. Démoni che attanaglieranno entrambi, trascinandoli sempre più nelle viscere di un mondo deviato e fuorviante, dove tutto ciò che è positivo si dissolve e la realtà soggiace a regole occulte.

Il mio primo appuntamento con la scrittura di Piergiorgio Pulixi non si è rivelato folgorante. Le prime pagine mi avevano preso perché il ritmo dei dialoghi e degli accadimenti era serratissimo. Mi piaceva molto l’ambientazione e il tema: l’usura ha molti risvolti e l’Autore ne aveva centrato uno alquanto inquietante, quello della pressione psicologica sulle donne commercianti in balia di strozzini senza scrupoli. Il primo colpo di scena però non mi ha centrata (complice anche quel “con avidità” dell’incipit), come pure un’incongruenza che la mia forma mentis da giallista non poteva non notare (vi darò solo un indizio, quasi una sciarada, per non togliervi il piacere della lettura: se A è costretta telefonare a B e C, come può poi A sostenere che B e C non esistono dopo aver ricevuto da C anche un sms?).  Uscendo dal claustrofobico ristorante dopo un secondo colpo di scena più efficace, due protagonisti prendono strade (apparentemente) divergenti. L’attenzione del vessatore sembra essersi distolta dalla preda lasciando però presagire una “felice” riunione finale, che puntualmente arriva e sbalordisce più per eccesso che per difetto.
Proprio nell’epilogo rilevo il punto critico del libro di Pulixi. Perdendo la dimensione teatrale delle prime pagine, il dialogo diventa monologo delirante, esponendo al ridicolo, e non esaltando, il personaggio del cattivo che Pulixi aveva avuto l’abilità di tratteggiare così bene, tanto che già a pagina 17 lo odiavo profondamente. La parabola del cattivo, in definitiva, rischia di non apparire né veritiera né congruente. La sua figura, peraltro, ha perso efficacia ai miei occhi nello stesso momento in cui egli stesso dichiara: “Aveva previsto ogni cosa. Aveva ingannato tutti quanti con la sua falsa malattia, me compreso“. Ma questo perfido individuo è allora bravissimo o sciocchissimo?
Forse la sua parabola discendente è una metafora del fatto che la manipolazione di cose, persone e dati risulta fallace tanto quanto lui? Penso di no, perché il furto di dati personali in internet e la manipolazione degli stessi è considerato dagli investigatori il reato del futuro, in rapida ascesa e in costante crescita, assieme alla captazione di codici informatici per il conseguente uso fraudolento.
Tanti gli spunti per altri racconti, molti i temi da sviluppare in altrettanti romanzi. Piergiorgio Pulixi è uno scrittore prolifico e sono certa che mi sbalordirà al prossimo appuntamento!

NotedellaRossa

“Ho ritoccato la posologia della tua terapia, prediligendo dei dosaggi che ti rimbambissero senza però toglierti la facoltà del pensiero.” (pag. 88 e-book).
SOTTOLINEATO perché… rappresenta l’incongruenza maggiore che, a mio avviso, stravolge il finale, di per sé già abbastanza sopra le righe.

“Provai a interpretare il labiale. Ci vediamo all’inferno… mi parve di leggere.” (pag. 92 e-book)
CASSATO perché… è un po’ troppo banale per essere efficace.

Curiosità sul libro
L’appuntamento è dedicato a Federica Angeli “Donna coraggiosa, cronista di razza, persona perbene”, per dirla con le stesse parole dell’Autore. Ma chi è Federica Angeli? E’ una cronista di nera del quotidiano La Repubblica che attualmente vive sotto scorta per aver denunciato con forza infiltrazioni di stampo mafioso nel territorio laziale. E’ cronaca proprio di questi giorni che una maxi inchiesta abbia travolto esponenti di spicco di politica ed imprenditoria di Roma e dintorni. Una grande vittoria morale per una professionista seria e scrupolosa.

L’appuntamento – Piergiorgio Pulixi

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