“L’angelo delle ossa”, di John Connolly
Parliamo oggi de L’angelo delle ossa, l’ultimo dei romanzi di John Connolly pubblicato finora in Italia, in attesa che arrivi anche da noi The Unquiet, capitolo più recente della serie con protagonista Charlie Parker.
Titolo: L’angelo delle ossa
Autore: John Connolly
Editore: Rizzoli
Anno di pubblicazione: 2006
ISBN: 9788817014014
Pagine: 555
Prezzo: € 19,00
Trama in sintesi:
Il passato è in attesa dell’investigatore privato Charlie Parker. Il presente ha la forma di una ragazza, giovane, bella e scomparsa misteriosamente. Una ragazza sola. O almeno questo è ciò che crede il suo rapitore. Ma si sbaglia di grosso: la ragazza è la cugina di Louis, l’ombra di Parker, il suo braccio destro. Più l’indagine si avvicina alla verità e più i due amici scoprono che la pista che stanno seguendo è lastricata di ossa, pergamene e antichi miti biblici. La loro ricerca li porta a spaziare dagli squallidi vicoli newyorchesi, a un’antica abbazia della Boemia che conserva le tracce di un sanguinoso massacro medievale, e infine in Francia, nei luoghi che furono teatro di altri drammatici eventi accaduti nel corso dellà Seconda guerra mondiale. La chiave del mistero sembra celata nei frammenti di una vecchia pergamena che parla di una statua d’argento: l’Angelo nero, l’angelo ribelle bandito da Dio e caduto sulla Terra, un simbolo misterioso e fortemente ricercato anche della setta dei Credenti. Chi sono? Sembrano spietati e pronti a tutto pur di ritrovarlo. Agiscono nell’ombra, seminando morte e orrore: angeli caduti che non trovano pace. Il mito diventa realtà. La realtà mito. Tra religione e storia, tra fede e leggende millenarie Parker si ritrova ad affrontare il più subdolo dei nemici: una voce nella sua testa. “Sei stato trovato”. È questa volta dovrà vedersela con qualcosa che non ha mai affrontato prima: il proprio passato.
(dalla scheda su IBS)
Quinto libro imperniato sul detective privato Charlie “Bird” Parker, “L’angelo delle ossa” ripresenta alcune delle tematiche caratteristiche dei lavori di John Connolly, prima tra tutte quella continua lotta al Male che il protagonista combatte dal giorno in cui il Viaggiatore ha ucciso sua moglie e sua figlia. Rispetto ai precedenti romanzi, è da sottolineare in questo un’esplicita introduzione di elementi soprannaturali nella trama, che conferma la tendenza dell’autore a voler battere terreni più vasti che quelli soliti del thriller. La scelta è stata da alcuni fan criticata, da altri apprezzata: personalmente ritengo che l’importante sia offrire una storia ben costruita e che tenga alta la tensione, pur se i miei gusti personali preferirebbero si restasse entro confini del razionale. Coloro che non amano virate del genere dunque potrebbero storcere un po’ il naso leggendo quest’opera, indipendentemente dal suo valore intrinseco; per chi invece non è prevenuto rispetto a un pizzico di sovrannaturale ci saranno – credo – soddisfazioni ed emozioni. I punti forti de “L’angelo delle ossa” sono a mio parere soprattutto due: il primo, ed è scontato dirlo, resta Charlie Parker, personaggio capace di conquistare l’empatia del lettore quasi immediatamente e che ormai, col passare degli anni, ha completato un processo di evoluzione che l’ha reso a mio avviso uno dei più sfaccettati attori del panorama mondiale del genere. Il secondo è invece la verisimiglianza con cui vengono innestati nella trama gli spunti mistici che dall’ossario di Sedlec e dal lontano 1400 allungano la loro ombra fino alla New York del ventunesimo secolo (da rimarcare la potenza visionaria che si palesa nelle digressioni che ci riportano alla genesi dell’Angelo Nero). La scrittura di Connolly, poi, capace di differenti registri, di passaggi ironici e di momenti dolorosi, di metafore e similitudini affatto banali, oltre che di dialoghi di spessore, confeziona pagine da cui è difficile staccarsi.
Sull’altro piatto della bilancia, quello delle cose meno riuscite, credo siano da collocare una lunghezza un po’ eccessiva (in alcuni casi si poteva tagliare qualcosa senza arrecar danni alla storia) e la poco incisiva caratterizzazione del cattivo di turno: Brightwell rimane una figura incapace di suscitare particolare repulsione – nonostante l’aspetto fisico abominevole e gli strani “poteri”. Lo scioglimento della vicenda nella cripta di Sedlec, con un colpo di scena un tantino forzato, non mi ha infine convinto del tutto.
Dovendo esprimere un giudizio in assoluto e senza fare confronti coi libri precedenti, ritengo comunque che con questo romanzo Connolly si sia confermato su ottimi livelli, tuttavia consiglio di arrivare a leggere “L’angelo delle ossa” passando prima per gli altri titoli, in modo da poter apprezzare al meglio la continuity e poter valutare la complessa saga dalle diverse prospettive che ciascuno dei volumi propone.









































Lascia la tua deposizione