La spia inglese di Daniel SilvaDopo essere stato pubblicato a lungo, in Italia, da Giano Editore e dopo un rapido passaggio per Neri Pozza, ecco che Daniel Silva giunge a far parte del parco autori di HarperCollins Italia e lo fa con uno dei suoi migliori romanzi in assoluto, La spia inglese, quindicesimo capitolo delle gesta di Gabriel Allon, uscito in originale con il titolo The English Spy e tradotto per l’occasione da Giovanni Zucca.

Né il pluripremiato scrittore statunitense né la fortunata serie dedicata a una delle migliori spie letterarie degli ultimi decenni hanno bisogno di presentazioni, ma è sempre sorprendente constatare sia la grande e puntuale prolificità di Daniel Silva (praticamente un romanzo all’anno dal 2001 i poi) sia l’alta e omogenea qualità dei suoi romanzi.
Silva accumula esperienza a ogni nuovo volume e Gabriel Allon acquisisce spessore e psicologia man mano che passano gli anni, non mancando mai di sorprenderci per l’intreccio e le svolte della trama.

Una tanto violenta quanto accuratamente programmata esplosione fa saltare in aria un lussuoso yacht, uccidendo anche un membro di spicco della famiglia reale inglese che era a bordo per passare qualche giorno di vacanza.

Il responsabile sembra essere Eamon Quinn, un mercenario irlandese esperto in esplosivi che è sempre pronto a vendere i suoi servizi al miglior offerente, e il capo dell’M16 chiede aiuto alla leggendaria spia israeliana Gabriel Allon che si trova costretta ad abbandonare momentaneamente la seconda moglie, in dolce attesa di due gemelli, per cercare di fermare l’assassino.

Allon ha un conto in sospeso con Quinn e per l’occasione chiede di essere coadiuvato da Christopher Keller, ex soldato dei corpi speciali inglesi e ora sicario al soldo della mafia corsa, anche lui voglioso di mettere le mani su Quinn per motivi personali.

E quando al lavoro si mischia anche la sete di vendetta privata ecco che il quadro diventa più confuso e pericoloso. I due dovranno cercare di fermare il killer prima che colpisca ancora, ma l’impresa sembra essere fra le più difficili mai tentate da Allon…

Le opere di Daniel Silva sono uno dei massimi esempi mondiali di quella che possiamo chiamare narrativa d’intrattenimento: è l’autore stesso a impiegare questa definizione e ad ammettere di non avere chissà quali mire autoriali, ma la sua gestione del ritmo e dell’azione con il passare degli anni si è sempre più perfezionata, al punto che ora è un meccanismo così oliato da spiccare in un campo da sempre popolato di scrittori molto abili.

E anche in questo La spia inglese, quindicesimo volume della serie dedicata a Gabriel Allon troviamo una girandola di avvenimenti che mantiene sempre altissima l’attenzione del lettore: siamo dalle parti della spy story più classica e insieme molto moderna, che inizia “con il botto” in tutti i sensi, per poi procedere a non far calare mai la tensione, accumulando personaggi interessanti e luoghi affascinanti fino al climax finale.

L’antagonista è uno dei migliori “cattivi” mai usciti dalla penna di Silva, e fra i volti e nomi che i fan di questo scrittore riconosceranno in quanto già visti in precedenti capitoli spuntano sia il già menzionato Keller che Madeline Hart (La ragazza inglese), ma come in ogni storia di spionaggio che si rispetti sono i vari luoghi toccati a farla da padrona, in un caleidoscopio internazionale che ci porta a spasso per il mondo.
Il lettore rimbalzerà quindi da Lisbona a Londra, da Gerusalemme a Mosca, e ancora Corsica, Austria, Iran e Irlanda, in un quadro che diventa sempre più complesso e che coinvolge, oltre ai servizi segreti israeliani e britannici, anche quelli russi del SVR e il VEVAK iraniano.

Qualsiasi lettore di romanzi di spionaggio sa bene che, proprio per la natura del loro mestiere, non è possibile aspettarsi degli eroi senza macchia e possibilmente anche simpatici: sia Allon che Keller non esitano a utilizzare metodi spietati pur di ottenere le informazioni di cui hanno bisogno, così come non si fanno problemi morali nell’uccidere agenti nemici, ma il tutto risulta digeribile pensandoli comunque schierati dalla parte “giusta” e impegnati a debellare attentati mortali che potrebbero portare a conseguenze disastrose.

In questo caso vi è in ballo nientemeno che la sicurezza politica ed economica del Regno Unito e non mancano alcuni azzeccati cenni alla contemporaneità, in particolare per il coinvolgimento dell’Iran, mentre altri potenti appartenenti alle alte sfere russe o statunitensi rimangono più nell’ombra, appena tratteggiati.

Dove Silva appare evidentemente meno brillante, volendo cercare qualche neo ne La spia inglese, è proprio nella comprensione e nel trattamento di certa scena medio orientale e in questo l’autore si mostra un po’ meno preparato di alcuni suoi colleghi, così come può dare fastidio certa islamofobia molto superficiale che spunta in alcune pagine del libro.

Ma sono difetti di ben poco conto all’interno di un romanzo che incolla il lettore alla pagina fin dall’incipit e conferma ancora una volta la posizione di assoluto rilievo di questo scrittore nel panorama contemporaneo del thriller e della spy story.
Chi già conosce Daniel Silva non ha bisogno di nessun tipo di incoraggiamento per acquistare e divorare questo nuovo titolo di Gabriel Allon, chi ancora non ha mai letto nulla di questo ciclo scoprirà una delle narrazioni più adrenaliniche, entusiasmanti e coinvolgenti degli ultimi anni.

La spia inglese – Daniel Silva

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