Salvatore Paci - 2012
In due si uccide meglio

“La luna fredda”, di Jeffery Deaver


Jeffery Deaver - la luna freddaLa luna fredda di Jeffery Deaver: è il romanzo recensito oggi. Ritroviamo dunque Lincoln Rhyme e Amelia Sachs, coppia collaudata fin dai tempi de Il collezionista di ossa, e facciamo la conoscenza con Kathryn Dance, l’esperta di cinesica protagonista poi de La bambola che dorme.

Titolo: La luna fredda
Autore: Jeffery Deaver
Editore: Sonzogno
Anno di pubblicazione: 2006
Pagine: 464
ISBN: 9788845413377
Prezzo: € 9,50

Trama in sintesi de La luna fredda:
In una gelida notte di dicembre, con una luna piena che si staglia nel cielo nero di New York e la paura diffusa tra la gente di un nuovo 11 settembre, un killer spietato colpisce due volte a poche ore di distanza. Sulle scene dei delitti lascia il suo “biglietto da visita”, un costoso orologio con le fasi lunari sul quadrante e un messaggio firmato “L’orologiaio”. Tutto lascia supporre che i due omicidi non siano destinati a rimanere gli unici. Il criminalista Lincoln Rhyme e i suoi collaboratori hanno a disposizione solo poche ore per fermare quel killer geniale e meticoloso ossessionato dal tempo, che pianifica i suoi delitti con precisione cronometrica. E Amelia Sachs fatica a conciliare la caccia all’Orologiaio con la sua prima indagine autonoma, il caso di un apparente suicidio che la porterà a scoprire inquietanti rivelazioni sul proprio passato che potrebbero minare alle basi il particolarissimo rapporto con Lincoln. Fortunatamente compare sulla scena dell’inchiesta un’inattesa quanto provvidenziale alleata per Rhyme: l’agente speciale del Bureau of Investigation della California Kathryn Dance, esperta nella lettura del linguaggio non verbale negli interrogatori. Nonostante Rhyme si mostri scettico sull’attendibilità delle testimonianze e Kathryn nutra poca fiducia sulle prove fornite dai rilievi effettuati, la loro bizzarra collaborazione riesce a smontare quello che via via si configura come un meccanismo a scatole cinesi fatto di inganni e doppi giochi.
(dalla scheda su IBS)

Dopo l’impressione non del tutto soddisfacente ricavata da La dodicesima carta, torno a leggere un romanzo della serie di Lincoln Rhyme. Se devo dire meglio o peggio del precedente, direi meglio, anche se qualche cosa contro cui puntare il dito c’è comunque.
Tra gli aspetti più positivi del romanzo, oltre alla consueta caratura dei personaggi abituali, è l’ingresso in scena di Kathryn Dance. Figura nuova e affascinante, l’esperta di cinesica dà subito l’impressione di avere qualità sufficienti per calcare il palco anche da sola, e Deaver infatti ha deciso di inaugurare poco dopo una serie imperniata su di lei. L’introduzione di questo nuovo personaggio fa in parte deviare – in modo positivo – il romanzo dalla routine “SuperRhyme contro SuperCattivo” che riassumeva molti precedenti lavori, da Il collezionista di ossa a L’uomo scomparso. Anche l’uso della trama secondaria, incentrata su Amelia Sachs, contribuisce in questo senso, e la scelta dell’antagonista di turno, inizialmente scontata, si rivela in seguito ben diversa da quella che appare. Ma proprio dal connubio del filone parallelo e della svolta nelle motivazioni dell’Orologiaio, esce fuori una seconda parte del libro che per alcuni versi sembra un po’ eccessivamente diversa dalla prima. Deaver costruisce un palazzo a molti piani ed è come se salendo le scale si passasse a un certo punto e con un po’ di bruschezza da un intonaco giallo a uno violetto; ma quel che è peggio è che pare che qualcosa scricchioli, che si sia voluto aggiungere qualche piano di troppo. Sintomatico a mio parere è che lo stesso autore dia spiegazioni di un progetto criminale così complicato da sfiorare l’inverosimile. La continua voglia di stupire il lettore con inaspettati colpi di scena a volte fa perdere di vista il punto di partenza, e soprattutto il fatto che per giungere a quello di arrivo ci sarebbero percorsi più logici e meno pirotecnici. Il libro si legge rapidamente, come sempre accade per quelli di Deaver, ma la sensazione di esagerazione alla fine a me è rimasta. Per motivi che non posso dire senza rovinarvi la sorpresa, sono certo che questo romanzo avrà un seguito diretto. Speriamo sia più realistico.

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Articolo protocollato da Giuseppe Pastore

Da sempre lettore accanito, Giuseppe Pastore si diletta anche a scrivere e ha pubblicato alcuni racconti su antologie e riviste e ottenuto vittorie e piazzamenti in numerosi concorsi letterari. E' autore (assieme a S. Valbonesi) del saggio "In due si uccide meglio", dedicato ai serial killer in coppia. Dal 2008 gestisce il ThrillerCafé, con la poco recondita ambizione di farlo diventare il locale virtuale dedicato al thriller più noto del web.

Giuseppe Pastore ha scritto 808 articoli: visita la sua pagina.

Archiviato il 13 ottobre 2008 in Jeffery Deaver, Recensioni libri, Sonzogno. Puoi testimoniare, o lasciare una traccia dal tuo sito.


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