La fuga - David BaldacciLa fuga di David Baldacci – edito da Fanucci Editore per la collana TimeCrime e tradotto da Federica Raverta – è il libro che recensiamo oggi al Thriller Café.

L’autore nasce a Richmond (Virginia) nel 1960 e dopo la laurea in legge esercita per diversi anni la professione di avvocato per poi pubblicare il suo primo romanzo – “Il Potere Assoluto” – nel 1996 ottenendo un grande successo in patria. Tra i vari personaggi nati dalla penna di Baldacci troviamo John Puller, qui alla sua terza indagine dopo “Sotto tiro” e “Doppia Verità“.

John Puller è un investigatore militare, sottufficiale capo dell’Esercito degli Stati Uniti d’America, figlio di John “Ossoduro” Puller, una vera leggenda per il Paese, ora a riposo in un ospedale per veterani dove passa i suoi giorni con lo sguardo vago e non riconoscendo nemmeno i suoi figli.

Il fratello di John, Robert, ha intrapreso anche lui una brillante carriera militare nell’Aeronautica utilizzando il suo geniale istinto informatico per rafforzare la sicurezza dei dati sensibili americani ed aiutare a combattere il terrorismo diventando anche un esperto di armi nucleari ma da due anni sconta un ergastolo al DB, unica prigione militare di massima sicurezza esclusivamente maschile tra le colline boscose del Kansas, accusato di crimini ed alto tradimento contro la sua stessa Patria.
La fuga che dà il titolo al romanzo è proprio la sua: “In quel momento era tutto tranquillo, ma una violenta tempesta che veniva monitorata già da un po’ incombeva ululando da Nord (…) e tutta la zona si stava già preparando al suo arrivo.”

La forza dirompente del temporale toglie l’elettricità e cancella i programmi di sicurezza in caso di emergenza, lasciando di fatto che i detenuti possano uscire dalle loro celle per tentare di riprendersi la libertà perduta. L’unico che riesce nell’impresa e sparisce senza lasciare alcuna traccia è proprio Bobby Puller, diventando così il nemico numero uno degli Stati Uniti, da catturare ad ogni costo.

John Puller, fratello del fuggitivo, viene incaricato da esponenti di spicco del mondo militare – forse contro ogni logica – di indagare sulla fuga e trovare Robert ma quello che verrà allo scoperto, grazie anche all’aiuto di Veronica Knox – agente NSA – è un quadro complesso, intricato e pericoloso: infatti non sono gli unici sulle tracce del fuggitivo e non tutti hanno l’obiettivo di riportarlo vivo in prigione.
Inoltre John non si fida del tutto della Knox, comparsa più o meno dal nulla e sul libro paga dell’Agenzia per la Sicurezza Nazionale, e come se non bastasse scopre inquietanti particolari che riguardano la condanna del fratello e di svariati sotterfugi e insabbiamenti per non far emergere la verità. Robert è realmente colpevole di alto tradimento? O è stato abilmente incastrato? E da chi ma soprattutto perché? Come è possibile che una delle prigioni più controllate al mondo venga messa KO da una tempesta? Perché Knox non è quella che vuol far credere e come può essere che il governo incarichi proprio John per l’indagine sul fratello?

Tra colpi di scena e testimonianze dal passato che lo portano nel mezzo dell’eterno scontro tra America e Russia per il potere supremo del mondo, John non sa più cosa pensare e quindi fa quello che sa fare meglio: indaga fino in fondo senza paura di scoprire la verità, qualsiasi conseguenza professionale e privata avrebbe comportato.

“La lealtà contava per John Puller. Quasi quanto la famiglia. E a volte erano la stessa maledetta cosa.”

Come molti libri americani, anche questo trasuda patriottismo, fedeltà alla bandiera a stelle e strisce e disciplina militare – il che può essere un po’ complicato per il lettore se non conosce sigle e termini dei vari apparati governativi e dei servizi segreti – rendendo ogni tanto difficile la comprensione della storia che ha il merito di avere sempre un incalzante ritmo narrativo, dialoghi perfetti e svariati colpi di scena.

Offre anche diversi spunti di riflessione sul nostro diritto alla privacy e su come, in quest’era di tecnologia portata all’estremo e sorveglianza globale, possa essere (troppo) facilmente violata.

Se interessati, o anche solo per districarsi meglio tra le varie sigle e uffici presenti nel romanzo, suggerisco la visione del film “Snowden” – storia vera di Edward Snowden, ex tecnico CIA conosciuto per aver reso noti dettagli top secret dei programmi di sorveglianza di massa del governo USA.

Recensione di Elena Rossi

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La fuga
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