Oggi al Thriller Café parliamo dell’ultimo romanzo di Gabriella Genisi, I quattro cantoni, ottavo della serie del commissario Lolita Lobosco… Cosa? Non conoscete Lolita Lobosco? Grave, gravissimo! Va bene, allora partiamo dal primo romanzo, La circonferenza delle arance, uscito per Sonzogno nel 2010 e di recente ripubblicato nell’Universale economica Feltrinelli.
Tanto per cominciare, Lolita Lobosco, trentasei anni, nata a Bari da madre siciliana e padre napoletano, al momento in cui la conosciamo è da sole tre settimane in servizio a Bari con funzione di commissario, dopo tre anni da ispettore in Sicilia nei quali ha avuto modo di stringere amicizia con un commissario vigatese molto noto ed apprezzato nel panorama letterario e televisivo. Lolita Lobosco, detta Lolì, è una donna meridionale e si sente: bella, procace, ottima cuoca, intelligente, irriverente, tosta, passionale nel privato e seria, serissima quand’è in divisa. Non è una donna da contraddire perché, un po’ per carattere, un po’ perché da sempre ha dovuto confrontarsi con uomini abituati a vedere le donne come il sesso debole, non è una che le manda a dire. Lo sa bene il suo amico e collega Forte:

“Forte Antonio poliziotto anni trentotto sposato due figli da sempre innamorato di me innocuo. Abbiamo fatto insieme dall’asilo all’università e adesso ci lavoro da poche settimane, da quando insomma dopo tre anni da ispettore in Sicilia, mi sono ritirata al paese mio e sono diventata commissario. A cinquant’anni esatti dall’ingresso delle donne in Polizia. Ogni tanto lo strapazzo, mi arrabbio, ma in fondo ci vogliamo bene. Gli altri, be’ gli altri impareranno a sopportarmi. Sì lo so ho il mio carattere, ma mica è facile farsi accettare in questa Paperopoli di un Sud imprecisato, con trecentomila abitanti e altrettanti pregiudizi. Soprattutto se hai trentasei anni i capelli lunghi la quinta di reggiseno e ti chiami Lolita. E non è poco, perché al Sud qui da noi fino alla quarta non fai nemmeno notizia”.

Ha un bel caratterino, dunque, che le servirà non poco anche in questo suo primo caso, quello in cui è coinvolto lo stimato professionista Stefano Benedetto Morelli, oggi attraente dentista, un tempo fidanzato del liceo della nostra commissaria dai tacchi alti e dai vestiti eleganti. È la mattina del 24 dicembre 2009 quando Morelli approda alla scrivania di Lolita per un’accusa di violenza sessuale ai danni di Angela Capua, la sua assistente alla poltrona, nonché ex baby sitter del figlio, nonché grande amica della moglie.
Non sarà facile, per la commissaria, risolvere un caso con più implicazioni emotive di quanto sarebbe auspicabile e soprattutto con più insidie di quante lei desidererebbe… tra nemiche sul lavoro, amiche in situazioni complicate, una pletora di persone che le ricordano che dovrebbe togliersi… ehm, qualche sfizio in più, Lolita Lobosco riuscirà a sventare con arguzia e sangue freddo un piano radicato e infarcito d’odio che avrebbe altrimenti portato solo ingiustizia là dove proprio non ce ne sarebbe stato bisogno. Per farlo, però, rischia di giocarsi la carriera.

“Quando esco dall’arco di pietra che dalla chiesa porta direttamente al mare, so dove devo andare. Al mio ingresso in commissariato tutti tacciono. Solo il piantone mi saluta come al solito, gli altri si fingono impegnati in importantissime mansioni. Abbottonare la divisa, temperare una matita, pulirsi gli occhiali. Li guardo uno a uno tenendo la testa alta e il petto pure, che non tengo paura di niente e di nessuno nossignore, e vado dritta nella mia stanza. Forte arriva due secondi dopo, con la faccia da funerale.
“Che cazzo fai quella faccia, Antò?”
“Niente, Lolì, statti calma. Tu come stai?”
“E come devo stare secondo te? Frastornata. Perciò sono venuta qua adesso. Devo capire bene. Tu adesso mi fai la copia di tutti i verbali perché me li devo studiare a memoria. E dimmi ‘na cosa, qua che si sa?”
“Eh, si sa, si sa…”
“Poche storie, Antò, che tanto non tengo paura. Dimmi i fatti come stanno.”

Un racconto in prima persona, ricchissimo di espressioni dialettali, folclore, dinamismo, passionalità, rendono La circonferenza delle arance un giallo leggero e godibilissimo e ci aiutano a conoscere Lolita, che tra un’arancia (ne va davvero ghiotta!), una crostata, una mise provocante ed una verve spumeggiante, sarà difficile non voler incontrare ancora. Un ottimo inizio di serie.

A proposito di serie… a breve dalle inchieste di Lolita sarà tratta una serie Tv e la nostra commissaria sarà… Luisa Ranieri!

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La circonferenza delle arance. Le indagini di Lolita Lobosco: 1
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