Jihad Roma di Carlo BracciniCasini Editore ha recentemente pubblicato Jihad Roma, controverso romanzo di Carlo Braccini che ha destato curiosità e discussioni in occasione del recente tour di presentazione dell’opera.

Jihad Roma nasce da riflessioni e constatazioni che molti fra noi avranno sicuramente avuto anche più volte nel corso degli ultimi anni, alla luce di vari eventi: perché l’Italia non è stata ancora colpita dal terrorismo di matrice islamica fondamentalista?

Le risposte a una domanda così complessa sono altrettanto complesse e riguardano per molti versi quella che possiamo definire l’unicità del nostro Paese sotto molti punti di vista, da quello meramente geografico a quelli sociali, politici e culturali.

Da questa constatazione Carlo Braccini immagina uno scenario distopico che crea scalpore a partire dalla copertina, con quell’immagine di San Pietro sulla quale campeggiano le nere bandiere dello Stato Islamico.

Con una mossa provocatoria che può ricordare, ma solo per certi versi, il Michel Houellebecq di Sottomissione, l’autore porta, come potete immaginare dal titolo, la Jihad e la guerra civile direttamente nel cuore del nostro Paese.
E su questo scenario già di per sé interessante e raro se non unico nella produzione letteraria italiana, Carlo Braccini segue le vite dei suoi protagonisti alle prese con rivoluzioni e guerre molto personali, che riflettono quelle sociali in corso in questo thriller geopolitico.

Jihad Roma è il secondo romanzo per Carlo Braccini, 54 anni, regista, autore televisivo e giornalista che ha all’attivo incarichi di direzione per vari canali televisivi di Sky, Stream, Tele+, nonché produzioni per Rai, 7 Gold, Odeon e Cinquestelle.
Al momento Braccini è impegnato con la direzione del canale 148 di Sky Italia Automoto TV.
Cerchiamo ora di fornirvi alcuni elementi della trama di Jihad Roma.

2001. una breve introduzione che ci riporta al passato, con una bambina piccola che, piena di paure e domande, è accompagnata dal padre a visitare la Domus Aurea.
Poco dopo i due, come tutto il resto del mondo, assisteranno al morboso, affascinante e mortale spettacolo di due aerei che finiscono contro le Torri Gemelle. Niente sarà più come prima.

Roma, qualche anno nel futuro da ora. L’equilibrio mondiale ormai compromesso, a causa dei sempre più frequenti attriti fra Occidente e Medio Oriente, ha portato a un confronto nucleare fra Iran, Libia ed Egitto da una parte e Stati Uniti, Israele e alleati dall’altra.
A patire le conseguenze di questo evento è anche l’Italia, che vede la sua posizione destabilizzata e si trova con una vera e propria guerra civile che impazza per le vie della Città Eterna.

Sullo sfondo di questo tumultuoso scenario si intrecciano le vicende personali di quattro personaggi molto diversi fra loro.
Angela è poco più di una ragazza, ma deve confrontarsi con il suo essere già donna, con un amore forte ma per certi versi problematico, e con una tragedia devastante.
Padre Leonard ha da poco scoperto un amore più possente della Fede e deve confrontarsi con questa scoperta.
Haamid, messo di fronte a ben altra scelta, si è sentito incapace e, vuoi per mancanza di coraggio o forse, al contrario, perché ha avuto coraggio, è fuggito.
Amjad, al contrario, non fugge da nessuna parte: l’estrema devozione che prova nei confronti del suo credo lo porta ad avere una fermezza incrollabile.

Eccovi infine, per darvi un assaggio dello stile dell’autore, un breve estratto da Jihad Roma.
“Alcune ore più tardi, nel cuore della notte di Raqqa, Amjad non riusciva a prendere sonno. Gli risuonavano nella testa le parole dell’uomo della fumeria. “La battaglia finale non sarà qui” aveva detto e Amjad non poteva fare a meno di pensare a uno degli ultimi filmati che l’IS aveva diffuso: la bandiera nera del Califfato issata sulla Basilica di San Pietro. Adesso ogni cosa gli appariva di una chiarezza assoluta. Là dove tutto era cominciato, tutto avrebbe avuto fine.”

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Jihad Roma
  • Carlo Braccini
  • Editore: Casini