Invito a Capri con delitto di Emilio MartiniCon Invito a Capri con delitto Corbaccio torna a pubblicare le indagini del commissario Gigi Berté, personaggio di fantasia ideato da Emilio Martini sulla base di un tutore dell’ordine realmente esistente.
In Invito a Capri con delitto, come già suggerisce il titolo dell’opera, Gigi Bertè si troverà a dover indagare fuori dalla sua consueta giurisdizione, fatto che complicherà ancora di più l’investigazione già resa difficile dal fatto che si riferisce ad avvenimenti accaduti 40 anni fa.

Trasferito da Milano nell’immaginaria ma verosimile località ligure di Lungariva, il commissario Bertè, pur in trasferta, troverà in Capri un ambiente tutto sommato simile a quello cui è stato assegnato, visto che, pur tenendo conto delle dovute differenze, ci troviamo comunque in una cittadina turistica in riva al mare.
Quel che però mancherà al nostro commissario è senza dubbio la sua Marzia, una assenza pesante sia per quanto riguarda gli ottimi piatti che è solita preparagli, sia per quel che pertiene la sfera dell’intimità.

In Invito a Capri con delitto Gigi Bertè formerà una temporanea e inusuale coppia con il professor Alberto Sorrentino che, per modi, stile e attitudine, sembra essere agli antipodi del corpulento e brizzolato commissario.
Andiamo a scoprire cosa accadrà nell’Isola Azzurra.

La lettera che il professore Alberto Sorrentino riceve è più che preoccupante e richiede un intervento immediato.
“Alberto, amore mio… aiutami! Uccideranno anche me…”, così si esprime Diana Meyer: peccato che la lettera sia vecchia di ormai quarant’anni e sia arrivata a Sorrentino in modo completamente casuale.

Cosa fare, dunque? La lettera risale al 1976, anno che il professore ricorda molto bene perché aveva trascorso un agosto da sogno, completamente innamorato della bella austriaca che non esitò a sparire, lasciandolo alle prese con un abbandono che fu difficile da superare.
Ma ora la lettera getta una nuova luce sulla scomparsa di Diana Meyer, che forse fu obbligata a lasciarlo, presa nel mezzo di accadimenti pericolosi che mettevano a repentaglio la sua stessa vita.

Desideroso di fare i conti con il passato, Sorrentino decide di invitare a Capri il suo amico Gigi Berté, confidando nelle sue capacità investigative.
Il commissario con la coda giunge quindi a Capri e si scontra con due evidenti difficoltà: una è rappresentata dai decenni che sono ormai passati dalla stesura di quella lettera e l’altra deriva dal fatto di agire fuori sede ed essere quindi molto più limitato.

E mentre si tuffa sempre più nelle profondità del passato, Berté scopre che quel che è accaduto ha legami con il presente e che chi ha colpito allora può colpire anche adesso. Fra qualche telefonata a Marzia e l’immancabile stesura di nuovi racconti, il commissario Gigi Bertè si avvicinerà sempre di più alla verità, fino al colpo di scena finale.

Dietro lo pseudonimo di Emilio Martini si celano Elena e Michela Martignoni, due sorelle scrittrici milanesi che frequentano abitualmente la Liguria e che hanno costruito il loro personaggio sulla base di un vicequestore aggiunto, in carne e ossa, che le due conoscono.
Oltre a Invito a Capri con delitto, la serie del commissario Gigi Berté è composta dai romanzi La regina del catrame, Farfalla nera, Chiodo fisso, Doppio delitto al Grand Hotel Miramarem e Il mistero della gazza ladra, ai quali si aggiungono le antologie I racconti neri del commissario Berté e Talent Show.

Invito a Capri con delitto – Emilio Martini

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