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Intervista ad Alessia Gazzola, autrice di Un segreto non è per sempre

| 23 aprile 2012 | Lascia una deposizione
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Alessia GazzolaIl Thriller Café è solitamente frequentato da brutti ceffi, lo sapete, ma ogni tanto ci mettono piede delle ospiti che ingentiliscono un po’ il locale (anche se pure loro spesso scrivono roba tosta, a essere onesti). Oggi è il turno di Alessia Gazzola, giovane scrittrice messinese che dopo il successo de L’allieva torna in libreria con il suo nuovo romanzo, Un segreto non è per sempre. Le abbiamo fatto qualche domanda a proposito di questo, e non solo.

[D]: Ciao Alessia, benvenuta al Thriller Café. Iniziamo subito con una domanda difficile: il secondo romanzo dopo un successo all’esordio è uno scoglio duro. Quanto temi il giudizio dei lettori?
[R]: Buongiorno a tutti e grazie per l’invito. Temo molto il giudizio dei lettori, perché è il pubblico che comanda e decide le sorti di un autore. Vivo la mia avventura come un sogno e dipende da chi legge i miei libri la possibilità di continuare o no.

[D]: Com’è nato Un segreto non è per sempre? C’è una genesi particolare dietro questo tuo nuovo romanzo?
[R]: E’ nato dall’unione di piccoli particolari che mi andava di esplorare. In primo luogo, l’aspetto insano della creatività e dell’ambizione di pubblicare. Poi, il desiderio di scrivere una storia di libri, un po’ remota, ambientata quindi in un’epoca passata e in una città stimolante come Parigi.

[D]: Che tipo di scrittrice sei? Plot driven, alla Deaver, o Character driven, alla King?
[R]: Una via di mezzo: so da dove partire e dove arrivare. Tutto quello che c’è in mezzo lo scopro solo scrivendo.

[D]: Alice Allevi è alla sua seconda apparizione: la trovi evoluta rispetto alla prima? In cosa è cambiata, se lo è?
[R]: Desideravo che fosse un po’ cresciuta, ma per una questione di congruenza cronologica non potevo farla diventare improvvisamente matura e professionale. Quindi in questo libro Alice è più sensata e ragionevole, meno pasticciona, ma conserva sempre i tratti più divertenti del suo carattere, l’intuito e l’emotività su tutti.

[D]: Perché pensi che piaccia ai lettori?
[R]: Perché è una ragazza apparentemente mediocre ma è appassionata e cerca la sua strada con tenacia. E’ un personaggio in cui è semplice immedesimarsi.

[D]: Ironia: nei tuoi libri ce n’è parecchia. Quant’è importante nella vita e quanto per un romanzo?
[R]: L’ironia è la chiave per non prendersi troppo sul serio e ritengo sia fondamentale in ogni ambito della vita perché aiuta a dare il giusto peso alle cose. Con ironia si vive molto, molto meglio!

D]: Cosa legge Alessia Gazzola che dovrebbero leggere anche i visitatori del Thriller Café?
[R]: Immagino che i visitatori del Thriller Café siano amanti dei “gialli” per definizione, quindi che ne sappiano più di me quanto a letteratura di genere. Mi piacerebbe però consigliare Poirot sul Nilo, di Agatha Christie, La principessa di ghiaccio di Camilla Lackberg, i romanzi di Donato Carrisi e di Tess Gerritsen e Il lupo rosso di Liza Marklund.

[D]: Patricia Cornwell, Kathy Reichs, Robin Cook. Pensi di essere debitrice di qualcosa nei loro confronti, o di altri, eventualmente?
[R]: E’ il momento di ammettere che questi tre autori non li ho mai letti. Ho letto e amato i romanzi di Tess Gerritsen, ma dopo aver esordito, quindi non mi sento debitrice verso nessun autore di medical thriller anche perché ritengo che il mio libro non sia un vero thriller. Non cerco la suspense, né l’orrore, né il dramma. Racconto la storia di una ragazza che svolge una professione “nera” in maniera molto “rosa”. Una “favola” medico legale, insomma.

[D]: Sei già al lavoro su un nuovo libro? Se sì, ci anticipi qualcosa?
[R]: Sto lavorando a un libro un po’ particolare che vedrà la luce entro la fine dell’anno, ma è ancora troppo presto per parlarne.

[D]: Ok, ti abbiamo dissezionato abbastanza, direi. Ti passo il filo? Semmai ti ricuci da sola che sei più brava. Grazie per essere passata al Thriller Café, speriamo di rivederti da queste parti ogni tanto.
[R]: Grazie a voi per l’ospitalità e per l’opportunità di parlare di me e del mio nuovo libro.

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Articolo protocollato da Giuseppe Pastore

Da sempre lettore accanito, Giuseppe Pastore si diletta anche a scrivere e ha pubblicato alcuni racconti su antologie e riviste e ottenuto vittorie e piazzamenti in numerosi concorsi letterari. E' autore (assieme a S. Valbonesi) del saggio "In due si uccide meglio", dedicato ai serial killer in coppia. Dal 2008 gestisce il ThrillerCafé, con la poco recondita ambizione di farlo diventare il locale virtuale dedicato al thriller più noto del web.

Giuseppe Pastore ha scritto 1430 articoli:

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