Romanzo thriller Peter Schiera

Intervista a Stefano Di Marino


Stefano Di Marino - VendettaOspite graditissimo oggi al ThrillerCafé: ho avuto il piacere di fare qualche domanda a Stefano Di Marino, scrittore che da anni apporta un enorme (e forse meno pubblicizzato di quanto meriterebbe) contributo al panorama della letteratura “di genere”. Cominciando con il recente volume illustratto, Vendetta, e continuando con Gangland Blues (di prossima uscita per Segretissimo), ecco cosa ci ha raccontato.

[ThrillerCafé] Ciao Stefano, benvenuto al ThrillerCafé. Ci parli di Vendetta? Come mai la scelta di una Graphic Novel?
[Stefano Di Marino] Chiariamo un punto. Vendetta è un romanzo  illustrato, quindi una ‘ Graphic Novel’ ma non esattamente nel senso che si attribuisce oggi a questo genere. Di solito le GN sono romanzi a fumetti.  Doveva esserlo anche questo quando concepimmo il progetto con Tito Faraci … credo che ne parlammo per la prima volta nel 2008, poi ci trovammo più concretamente nel 2009 e alla fine siamo arrivati al 2010.  Era una sceneggiatura di 64 tavole e doveva essere una delle storie di Gangland, ossia un’avventura del Professionista a Milano. Poi per una serie di motivi vari Francesco Mortarino dopo la 24 tavola ha avuto dei problemi e sembrava che la cosa dovesse morire lì. A giugno dell’anno scorso con Tito abbiamo deciso di farne un romanzo  breve illustrato con estratti di alcune tavole e disegni nuovi. Il problema è stato  trasporre una storia nata per i fumetti in prosa. Tempi e ritmi risultavano tutti sfalsati. Ho scritto perciò un romanzo che partiva dalla trama originale rispettando la parte già realizzata ma per forza doveva diventare più complesso e più ‘parlato’ di quanto non fosse in origine. Un lavoro interessante di adattamento.

[TC] Vendetta è la prima apparizione del Professionista in versione illustrata: sei stato interpellato per dare un volto al tuo personaggio? Che effetto ti ha fatto vederlo?
[SDM] Avevo dato da leggere Gangland a Mortarino ma ho l’impressione che non lo abbia quasi sfogliato. Però nella sceneggiatura c’erano descrizioni abbastanza dettagliate. Il Professionista alla fine è come uno se lo immagina. La versione di Mortarino non è aderentissima a quella dei romanzi ma funziona. Recentemente sto preparando un progetto con un altro illustratore (Alberto Lingua) che sta realizzando cose molto interessanti ma su una linea molto differente. Anche queste mi piacciono molto. Spero che il progetto si concretizzi perché è nato per essere un fumetto.

[TC] Cosa credi che questa forma di narrazione dia in più e in meno rispetto a quella classica?
[SDM] Sempre parlando di fumetto credo semplicemente sia diversa, come diverso è il cinema. Sono media che si sfiorano ma hanno linguaggi diversi. Il fumetto si basa su una serie di ‘shot’ fissi, quindi selezionati, e non ha musica o movimento. Ha a disposizione un certo numero di tavole e richiede una notevole sintesi nei dialoghi. Al contrario le sequenze d’azione possono essere dilatate. Un esempio? La scena iniziale del colpo al portavalori prendeva quasi sei tavole con dettagli della sparatoria e altre cose interessanti dal punto di vista visivo. Sulla pagina durava poco più di una pagina. Per questo ti dicevo che ho dovuto cambiare la vicenda per riportarla nella forma del romanzo.

[TC] Il romanzo si colloca tra i volumi di Gangland in cui ai meccanismi della spy story si sovrappongono con decisione toni da nero e hard boiled. Il Professionista sarà sempre più “noir” col passare delle storie?
[SDM] È un cambiamento un po’ inevitabile anche perché la spy story si sta evolvendo in questo senso. Anche nei romanzi della serie regolare (per esempio Gangland Blues che esce a  marzo) è evidente che, pur restando validi certi meccanismi della narrazione avventurosa, il contesto diventa più nero, più urbano e legato alla nostra cronaca.

[TC] Vendetta è un romanzo probabilmente più impegnato rispetto ad altri sotto il punto di vista della denuncia sociale: è davvero così? Come mai questa scelta?
[SDM] È una scelta che riguarda tutta la serie, sin dai tempi del primo romanzo ambientato a Milano (Gangland,2007), proseguita poi con la trilogia di Montecristo e con Tiro all’italiana e arriva al suo culmine (attuale) con Gangland Blues. Trovarsi sul territorio di casa implica certamente uno sguardo più attento se non a temi sociali alla realtà. Anche il fatto di scegliere di raccontare la storia al presente, in prima persona ha un suo significato. Vendetta è scritto più tradizionalmente al passato in terza persona, ma Milano esce comunque con i suoi giri di mala legati alla politica, l’atmosfera delle strade. Che forse ci sembra più sociale perché è sotto i nostri occhi. In effetti certe osservazioni valgono anche per Hong Kong, solo che me ne accorgo più io che ci sono stato che il lettore che ricostruisce un paesaggio con la fantasia.

[TC] La storia va posta idealmente dopo Gangland Blues che esce a breve per Segretissimo. Ci fai qualche anticipazione anche su questo nuovo lavoro?
[SDM] Gangland  Blues nasce due anni e mezzo fa come un progetto di racconti uniti dal filo comune. La città. Una sorta di Sin City. Però durante la lavorazione emergevano sempre di più le connessioni  tra un racconto e l’altro e mi è sembrato giusto compattare il tutto trasformando i singoli racconti in parti. In effetti noterete che a mano a mano che si procede semplici storie di malavita assumono connotati più inquietanti di intrigo internazionale. In effetti è il romanzo che più mi soddisfa tra quelli scritti in questo periodo. È un atto d’amore per la mia città… come la vedo io.

[TC] Ci saranno altre Graphic Novel o resterà un caso isolato?
[SDM] Come dicevo sto lavorando a un progetto veramente Graphic Novel, ossia ‘tutto fumetto’, ma finita la fase preparatoria del progetto bisogna vedere se troviamo un editore. Il problema è che il disegnatore che deve fare gran parte del lavoro richiede giustamente un prezzo più alto dello sceneggiatore e per una storia come l’abbiamo pensata io e Alberto sulle 90 tavole diventa un impegno. Vedremo. L’idea del racconto lungo illustrato però mi piace ancora molto e mi piacerebbe realizzarne altri. Negli anni 90 uscì per metro libri Giungla mortale che aveva delle bellissime tavole di Cinzia Leone. Il romanzo è stato ampliato e pubblicato su Segretissimo nel volume Professional Gun ma senza le immagini purtroppo che richiedono un formato più grande come appunto Vendetta.

[TC] E altri progetti futuri?
[SDM] Sempre moltissimi. Sto scrivendo un romanzo di Avventura a 360° che uscirà spero entro il 2011 (ancora non vi posso dire l’editore ma lo saprete), poi altri episodi del Professionista e un Giallo di tipo completamente differente, diciamo argentiano, ma è presto per parlarne. Intanto continuo a scrivere racconti  thriller per Confidenze che mi danno grosse soddisfazioni perché sono molto seguiti. Sul fronte saggistico sto scrivendo un testo per le Edizioni Bloodbuster insieme all’amico Corrado Artale… Su un filone molto… popolare… e pieno di belle donne… per quanto in situazioni un po’… particolari. Ne riparleremo.

[TC] Grazie, Stefano, per la tua disponibilità. Spero di ritrovarti presto al ThrillerCafé :)
[SDM] Grazie a te e ai lettori. Ormai realizzare una rivista sul thriller è una possibilità che va oltre le possibilità dell’edicola e la risposta è solo in rete. State facendo un ottimo lavoro.

Archiviato il 8 febbraio 2011 in Interviste.

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Da sempre lettore accanito, Giuseppe Pastore si diletta anche a scrivere e ha pubblicato alcuni racconti su antologie e riviste e ottenuto vittorie e piazzamenti in numerosi concorsi letterari. E' autore (assieme a S. Valbonesi) del saggio "In due si uccide meglio", dedicato ai serial killer in coppia. Dal 2008 gestisce il ThrillerCafé, con la poco recondita ambizione di farlo diventare il locale virtuale dedicato al thriller più noto del web.

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