Rachel WardImmaginatevi di guardare una persona in viso e di scorgervi dei numeri. Numeri ai quali sulle prime non riuscite a dare un significato, numeri che forse solo voi potete vedere. Immaginate poi che quegli stessi numeri indichino la data della morte di quella persona e a farvelo comprendere è proprio quello sul viso di vostra madre il giorno della sua morte… ecco l’inizio del primo romanzo di Rachel Ward edito da Piemme (collana Freeway); un linguaggio giovane e spigliato per una penna londinese che ha debuttato in Italia con il romanzo Numbers. Un thriller dai toni un po’ surreali e una storia d’amore atipica sono gli ingrediente di questo romanzo che si legge davvero tutto d’un fiato. Non manca neppure la componente tipica di un thriller che ti pone di fronte alla ineluttabilità della vita, ai nostri timori più inconsci e all’importanza delle proprie scelte.

D: Prima di tutto grazie Rachel per aver deciso di rispondere alle domande di Thriller Cafè.
R: Grazie a voi per avermelo chiesto…

D: Cosa diresti ai lettori se dovessi convincerli a comprare il tuo libro “Numbers”?
R: “Numbers” permettere di conoscere la data di morte delle persone, siete in grado di gestirlo?

D: Tema davvero forte… noi lo abbiamo gestito con un po’ d’ansia mista ovviamente all’entusiasmo per la storia, vedremo come si comporteranno i lettori di Thriller Café. Ma perché hai deciso di scrivere “Numbers”?
R: Volevo scrivere un libro tagliente per gli adolescenti, qualcosa che mia figlia avrebbe potuto leggere, aveva 14 anni quando l’ho scritto, l’idea dei due personaggi mi è venuta tutta in una volta, è stato come se il libro fosse già dentro la mia testa ancora prima di essere scritto.

D: Se dovessi descrivere “Numbers” in poche parole, come lo descriveresti?
R: E’ una storia d’amore ma ha anche un risvolto thriller.

D: Pensi che Jem, la protagonista, abbia qualcosa che ti somigli?
R: Non pensavo che Jem avesse a che fare molto con me quando ho iniziato a scrivere il libro, poi ho compreso che lei probabilmente è un aspetto di me, certo, ho scritto ricordando le mie emozioni da adolescente, ero tranquilla, un po’ depressa, molto diversa da Jem ma penso che abbiamo condiviso la stessa rabbia e isolamento. Ho tenuto questi sentimenti dentro e con Jem sono venuti fuori in quella sorta di ostilità verso gli altri.

D:Credi nel vero amore?
R: Ci credo, amo mio marito da venti anni come la prima volta che l’ho incontrato, è troppo sentimentale?

D: No, affatto, è un pensiero dolcissimo. Pensi che il tuo primo romanzo sia divertente e profondo allo stesso tempo?
R: Non spetta a me dirlo, mi auguro che le persone si relazionino ai miei personaggi o che li trovino interessanti. Spero anche che il libro faccia pensare ai lettori alla vita e di quanto sia preziosa. Mi piace il fatto che il libro affronti alcuni grandi temi ma anche che le persone alle prese con gli stessi, siano imperfetti e incappino in errori come chiunque altro.

D: Ora che hai scritto il tuo primo libro, cosa ti piace o non ti piace e quali altri generi esploreresti?
R: Non sono sicura del genere cui appartiene “Numbers”, suppongo sia un thriller paranormale e mi è piaciuto tutto quello che ho scritto. Penso però di essere cresciuta come persona durante la stesura del romanzo. Ho scritto altri due libri ambientati nel futuro pertanto credo che rientrerò nella “science fiction”. Mi piace scrivere per gli adolescenti e giovani adulti ma non posso assicurare al 100% cosa scriverò per il futuro.

D: Qual è il tuo ideale utopico?
R: E’ difficile… potrebbe essere quello che non ci sia piĂą povertĂ  e fame al mondo, dove la gentilezza è una cosa normale, ma non ne sono sicura…

D: Qual è il messaggio più forte che stai tentando di divulgare con il tuo libro?
R: Suppongo sia quello di far apprezzare ai lettori la vita, voglio far anche capire quanto sia importante trovare qualcuno che ti ama per quello che sei e di come apprezzare l’amore quando lo si trova.

D: Qual è la cosa di cui non riesci a fare a meno quando scrivi?
R: Scrivo direttamente sul computer, per cui non potrei farne a meno, ma anche avere a portata di mano una tazza di tè. Riesco a scrivere quasi ovunque, mi piace farlo anche nei posti affollati, mi riesce facile bloccare il rumore di fondo per entrare nel mio mondo.

D: Se potessi scegliere solo una cosa da mangiare per il resto della vita, cosa sceglieresti?
R: Patate naturalmente! Bollite, purè, al forno, patate fritte e croccanti, sono così versatili, nutrienti e gustose!

D: Mhhh con la storia delle patate ci hai fatto venire l’acquolina in bocca! C’è altro che vorresti aggiungere?
R: Grazie infinite per avermi intervistato, sono davvero entusiasta del debutto di Numbers in Italia, mi auguro che i lettori trovino affinitĂ  con il libro. Invito tutti a scrivermi attraverso il mio sito www.rachelwardbooks.com e ringrazio chi lo fa giĂ , cerco di rispondere sempre a tutti.

Grazie Rachel e ancora complimenti per il tuo debutto italiano!