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Intervista a Bruce DeSilva (autore de Il piromane)

| 30 aprile 2012 | Lascia una deposizione
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Bruce DeSilvaRecensito qualche giorno fa il suo bel Il piromane, abbiamo deciso di fare qualche domanda a Bruce DeSilva a proposito di questo libro, del protagonista e di scrittura/lettura in generale. N’è venuta fuori l’interessante chiacchierata che trovate a seguire. Se vi va, prendete un crime drink con noi…

[D]: Benvenuto al Thriller Café a… DeMan. DeLegend. DeSilva! Un’autodefinizione ironica: è l’ironia la caratteristica che hai in comune con Liam Mulligan?
[R]: Una di esse, sì. Mulligan sono io, a parte che per il fatto che lui è sei pollici più alto, venticinque anni più giovane e più veloce con le battute spiritose. Mulligan non lega molto con l’autorità; io faccio peggio. Ha una bocca insolente, io ricevo un sacco di lamentele per lo stesso motivo. Come lui, ho trascorso diversi anni lavorando come un reporter investigativo in Rhode Island. Abbiamo entrambi un forte ma flessibile senso di cosa è giusto e cosa è sbagliato che ci porta a contatto e a lavorare con brutta gente per assicurare alla giustizia altra ancora peggio.

[D]: Sul tuo blog, non ti meravigli che il titolo italiano di Rogue Island sia stato cambiato in Il piromane. Sei dispiaciuto?
[R]: Il titolo americano, un gioco di parole sul nome dello Stato, non si traduce bene nelle altre lingue. Quello italiano mi piace: è breve e va subito al punto.

[D]: Abbiamo apprezzato la tenacia di Mulligan nell’andare a caccia della verità, ma, onestamente, credi che non avesse scelta? La corruzione in Rhode Island è così endemica come la descrivi?
[R]: Il Rhode Island, lo stato più piccolo degli USA, ha un lascito di crimine organizzato e corruzione politica che si può far risalire a uno dei più governatori coloniali che cenava con un pirata chiamato Captain Kidd. All’epoca coloniale, la regione era una paradiso per i pirati e i trafficanti di schiavi. Per gran parte del 19esimo secolo è stata controllata da una corrotta macchina politica che era arrivata al potere comprando apertamente voti. Per buona parte del 20esimo secolo, l’uomo più potente è stato il capo di un’organizzazione criminale che decideva qualunque cosa, da chi dovesse vivere o morire a quali dischi dovevano essere programmati in radio. E per un secolo, fino a oggi, una lunga sequela di politici sono stati in prigione per corruzione, estorsione e altri crimini. Comunque, lo stato ha anche un’eredità di integrità e decenza che risale al suo pio fondatore, Roger Williams. Questi due fili conduttori s’intrecciano alla storia del Rhode Island e sono ancora presenti tutt’ora. La tensione tra essi è una delle cose che lo rende un posto così interessante – è un’ottima ambientazione per romanzi. Un recensione ha definito il mio ritratto dello stato “cinico ma affezionato”, è credo che sia esattamente così.

[D]: Sulla cover italiana troneggia un apprezzamento di Micheal Connelly. Ti inorgoglisce?
[R]: Prima che Rogue Island fosse pubblicato, inviai email a quattordici famosi scrittori di crime per chiedergli di scrivere qualcosa per la cover. Speravo che uno o due accettassero. Furono tredici; tanto materiale che l’editore non potette usarlo interamente, anche se è stato poi utilizzato per promuovere il libro su Internet. Ovviamente sono stato lusingato e grato per la loro disponibilità a raccomandare il lavoro di un esordiente. Quando il libro vince l’Edgar Award , Micheal Connelly fu la persona che me lo attribuì alla cerimonia di premiazione. Ero così emozionato che quesi lo feci cadere.

[D]: Libro o ebook?
[R]: Come lettore preferisco avere un libro tangibile tra le mani. Come scrittore apprezzo qualunque cosa incoraggi la gente a leggere.

[D]: Puoi darci qualche anticipazione su Cliff Walk, il tuo secondo romanzo, in uscita il 22 Maggio negli Stati Uniti?
[R]: Cliff Walk è ispirato a una storia vera. Nel 1980 il Rhode Island ha rivisto le sue antiquate leggi contro il crimine, ma quando la legislatura votò, una pagina fu inavvertitamente omessa. Come risultato, la legge faceva riferimento alla prostituzione solo come “passeggiare per strada”. Questo significò che il sesso in cambio di soldi diventava legale in Rhode Island se il pagamento non avveniva all’esterno. Così proliferarono dozzine di case d’appuntamento che vendevano sesso apertamente. Per anni, i politici tennero discorsi su questa vergogna, ma non si preoccuparono di sistemare le cose fino a un paio di anni fa. Quando Cliff Walk inizia, Liam Mulligna sta cercando di provare che i proprietari dei bordelli avevano pagato tangenti per far mantenere la legge fallata. Non sta avendo molta fortuna, ma mentre scava, dei teppisti lo minacciano. Il braccio di un bambino viene poi ritrovato in un cumulo di spazzatura, il corpo di un fotografo di porno viene rinvenuto in fondo al famoso Cliff Walk di Newport, e si scopre che c’è un’organizzazione dedita alla pornografia infantile che opera nella capitale. Mulligan è alle prese con cose troppo grandi per lui, ma trova aiuto in un paio di vecchi amici del libro precedente, così come di altri nuovi personaggi. L’investigazione lo porta all’interno del sottobosco del sesso-per-profitto, e ciò che trova scuote i suoi credo riguardo al sesso e alla relgione. Cliff Walk è allo stesso tempo un romanzo mystery e un’esplorazione di sesso e religione nell’era della pornografia.

E con questo ringraziamo Bruce DeSilva per aver accettato il nostro invito e speriamo di averlo al Thriller Café di nuovo per il suo prossimo romanzo.

Articolo protocollato da Monica Bartolini

Monica Bartolini è autrice di romanzi e racconti gialli, i cui plot sono tracciati nel solco della tradizione del giallo britannico, con uno sguardo ai risvolti psicologici e alle atmosfere d'Oltralpe. "Interno 8" (Albatros-Il Filo editore, 2008) è il suo primo romanzo. Ha collezionato numerosi piazzamenti a concorsi di narrativa gialla, tra cui spiccano "Giallocarta", "Carabinieri in Giallo 3" ("Tanti auguri, maresciallo!" è stato pubblicato sul Giallo Mondadori n. 3009 a luglio del 2010) e "Gran Giallo a Castelbrando". Con il racconto "Cumino assassino" ha vinto il Gran Giallo Città di Cattolica, nell'ambito della XXXVII edizione del MystFest. Nel giugno 2010 ha anche pubblicato con Colosseo Editore un libro di narrativa dal titolo "Ti ricordi, amore mio?", quindici racconti sul tema del ricordo, concepiti come preziose didascalie a foto scattate dalla stessa autrice. Il numero 3019 dei Gialli Mondadori del 2/12/2010 contiene al suo interno il racconto vincitore a Cattolica "Cumino assassino", giudicato dalla Giuria "il miglior racconto giallo di ambientazione italiana dell'anno". A maggio scorso con il racconto "Al comma 4 dell'art. 612-bis" ha guadagnato la seconda posizione nella finale per la II edizione del Gran Giallo a Castelbrando. E' stata finalista al Premio Tedeschi 2011 con il romanzo "Le geometrie dell'animo omicida".

Monica Bartolini ha scritto 30 articoli:

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