Inciso nelle ossa - Dolores RedondoSalani ha da poco pubblicato Offerta alla tormenta, l’ultimo volume dell’affascinante Trilogia del Baztàn di Dolores Redondo; qui al Thriller Café potete già trovare la recensione del primo volume, Il guardiano invisibile, ma noi oggi parleremo del secondo, Inciso nelle ossa.

Sta crescendo e trova sempre più spazio nel panorama del genere poliziesco, un filone di romanzi, spesso strettamente legato alla narrativa di genere, che mette al centro l’ambientazione. Non è difficile pensare, ad esempio, ai romanzi di Ilaria Tuti, Cristina Cassar Scalia, Gabriella Genisi, Piera Carlomagno, solo per citare autrici italiane. A questo stesso filone appartiene anche la trilogia del Baztàn, interamente pubblicata in Italia da Salani, scritta dall’autrice spagnola Dolores Redondo e così denominata proprio perché ambientata sulle rive del fiume Baztàn. Si tratta di un fiume che, come spesso accade ai territori sorti vicino a un corso d’acqua, che ha un’influenza pregnante sugli abitanti dei luoghi che bagna, fin quasi ad assumere una personalità propria. Così accade anche nella valle del Baztàn, nella Navarra, alle pendici dei monti Pirenei: nei secoli si è sviluppata in questa valle una tradizione, un modo di pensare e di vivere legato alle creature mitologiche che ne abitano i boschi, i monti, il fiume stesso nonché le menti di chi ci vive. Questa cultura è qui così radicata che da sempre convive con la religione cristiana fino a compenetrarsi con essa e persiste ancora oggi. E’ con questo background culturale che deve confrontarsi Amaia Salazar, ispettrice della Policia Foral nata e cresciuta a Elizondo – paesino della valle – e che ora vive e lavora a Pamplona; sarà lei, refrattaria a qualunque forma di superstizione e credenza popolare, a dover affrontare le indagini legate ai crimini che da tempo turbano il fragile equilibrio della valle. Già una volta, poco tempo prima degli eventi narrati in questo frangente, Amaia ha dovuto tornare nella sua valle per risolvere i delitti del Basajaun e proprio da qui riprende la narrazione in questo secondo volume: un’altra creatura, il Tarttalo, appone la propria firma nei suicidi ricorrenti quanto inquietanti di uomini che precedentemente avevano ucciso le loro donne. E non è difficile intuire, dietro le modalità rituali dei singoli casi, il piano di una mente manipolatrice e diabolica che, incredibilmente, sembra mirare proprio ad Amaia. Con l’aiuto della sua famiglia e della sua squadra in assestamento, tra le rivelazioni dal passato e le insicurezze del presente, Amaia Salazar dovrà affrontare, ancora una volta, la potenza dei demoni che dall’esterno attaccano la parte vulnerabile del suo io più profondo, quella che ancora turba il suo sonno.

Romanticismo, personaggi ben caratterizzati e che si fanno ricordare, indagini scientifiche e psicologiche sottili e non da ultimo un’ambientazione mozzafiato sopperiscono all’originalità che purtroppo manca. Dolores Redondo ha una penna molto femminile, attenta ai dettagli, con quella capacità di creare empatia che è tipica delle autrici donne. Vi sono, poi,  passaggi all’interno dei suoi romanzi che sembrano proprio delle mini-lezioni di criminologia da manuale: potrebbero risultare se non odiose quantomeno indigeste se l’autrice non sapesse calarle così bene all’interno della narrazione, utilizzandole anche, talvolta, a spezzare una tensione che altrimenti impedirebbe di seguire gli sviluppi con la giusta lucidità e attenzione.

Il secondo volume di una trilogia che non delude le aspettative ci porta ad indagare ancora più a fondo nel cuore di un popolo controverso, sullo sfondo di una natura insidiosa e bellissima, con quel pizzico di irrazionalità che lascia spazio ai territori del magico, dell’inesplorato, di ciò che non si conosce e a cui, forse per questo, non si vuole credere. Una protagonista di tutto rispetto, con un passato ancora oscuro e doloroso, per una trilogia tutta da leggere.

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Inciso nelle ossa
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Inciso nelle ossa
  • Dolores Redondo
  • Editore: Salani