Incipit – “Non dire una parola”, di Andrew Klavan
Ho deciso di inaugurare oggi una rubrica settimanale dedicata a incipit thriller; l’idea è duplice: scorrere in rassegna qualche titolo che ritengo da possedere assolutamente, e vedere al contempo come gli autori bravi attacchino subito il lettore. Comincio con “Non dire una parola”, di Andrew Klavan, che inizia il suo romanzo così:
Era difficile trovare l’appartamento adatto, perciò uccisero la vecchia signora. L’uomo chiamato Sport bussò alla porta. Aveva indosso una tuta verde, così l’avrebbero preso per un idraulico. Maxwell stava da parte, in modo che la vecchia signora non potesse vederlo dallo spioncino. Anche Maxwell era in tuta verde, ma non rassomigliava affatto a un idraulico. Nessuno avrebbe mai aperto la porta a Maxwell.
Ora ditemi, non è un incipit che lascia il segno? Un morto già nel primo rigo, e due personaggi che promettono scintille. Io all’epoca non ho resistito e ho comprato il libro… indovinate un po’? Non me ne sono pentito












































Sono d’accordo. E’ perfetto: incuriosisce, colpisce, e dice già tantissimo sui personaggi e su cosa ci aspetta nel libro. Senza fronzoli e solo facendo emergere, senza “dire”.
Ah, bella idea questa degli incipit.
(E’ un po’ che voglio scrivere un articolo su come non inziare una storia…).
PS [divinità a scelta]! Perché ora sono un doppelganger?
uhm, questa tua moltiplicazione mi intimorisce: non è che mi ritrovo il locale pieno di gatti?
Ah. Hai sparato al mio fottuto clone. Grazie.