Incipit – “L.A. Confidential”, di James Ellroy
The Demon Dog of American crime fiction, così è stato definito James Ellroy, colui che si è autoproclamato “maestro della fiction” e ha dichiarato in una intervista al NY Times: “Sono il più grande scrittore di crime fiction che sia mai vissuto. Io sto al romanzo criminale come Tolstoj sta a quello russo e Beethoven sta alla musica.”
Un po’ megalomane? Probabilmente sì, ma è indubbio che Ellroy sia uno dei maggiori scrittori di genere in circolazione, autore dallo stile personalissimo, fotografo impietoso dell’America più marcia e corrotta.
L’incipit di oggi è quello di L.A. Confidential, terzo titolo del cosidetto “L.A. Quartet”.
Un motel abbandonato ai piedi delle colline di San Berdoo. Quando Buzz Meeks arrivò, aveva con sé novantaquattromila dollari, nove chili d’eroina pura, un fucile a pompa calibro 12, una 38 special, una 45 automatica e un coltello a serramanico che aveva comprato da un pachuco alla frontiera, un momento prima di accorgersi dell’auto parcheggiata proprio sulla linea di confine: gli scagnozzi di Mickey Cohen in una macchina senza insegne della polizia di Los Angeles, e lì accanto in piedi un paio di poliziotti di Tijuana, pronti ad alleggerirgli le tasche e a scaraventarlo nel fiume San Ysidro.
Ci scommettereste un centesimo sulla pelle di Buzz Meeks? Non credo, ma per sapere con sicurezza che fine farà, non potete che leggere il romanzo.














































Sarà megalomane.
Ma ha di che esserlo, porcapupazza.
Te l’ho già detto, kick, che questa rubrica degli incipit è una figata?
ehehe, grazie per l’apprezzamento
comunque effettivamente Ellroy è forte, anche se lo stile è un po’ duro da digerire all’inizio (soprattutto negli ultimi libri)
guarda un po’
sto proprio scrivendo un post su LA Confidential, adesso comunque lo ritardo un po’ per non far credere a chi legge (molti di più nel tuo caso) che ti sto scopiazzando
bella l’idea dell’incipit, cmq
a presto
ti confesso che attualmente pure il mio numero di lettori non è proprio così stratosferico, ma ho in mente un po’ di cose per risollevarlo.
In ogni caso, il tuo post su LA Confidential lo leggerò con curiosità, è un libro che mi è rimasto dentro veramente.