“Gorky Park”, di Martin Cruz Smith: incipit
E’ un po’ che non vi propongo un incipit e ho deciso di rimediare con un bel libro davvero: parlo di “Gorky Park”, il romanzo cult di Martin Cruz Smith.
Ogni notte dovrebbe essere così buia, ogni inverno così mite, tutti i fari così abbaglianti.
Il furgone slittò, rallentando, e andò a fermarsi contro un banco
di neve. Ne scese la Squadra Omicidi: agenti ricavati da uno stesso stampino – braccia corte e fronte bassa – in pastrano foderato di pecora. L’unico in borghese era un uomo alto e pallido: l’Investigatore-capo. Questi ascoltò con attenzione il racconto della guardia che aveva trovato i cadaveri fra la neve, allorché si era un po’ allontanato dal sentiero – per un’urgenza corporale. Li aveva visti, allora, a e momenti gli prendeva un accidente. Era mezzo gelato dal freddo, dopo. Gli agenti si fecero avanti, alla luce del faro del furgone.













































… di questo libro è geniale la chiusura.