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In vetta al mondo di Roberta MelliLeone Editore pubblica In vetta al mondo di Roberta Melli all’interno della collana Mistéria e, per capire meglio come e perché l’autrice abbia scelto atmosfere e tematiche di questo suo nuovo giallo, crediamo sia importante soffermarci su qualche dato biografico e sulla sua bibliografia precedente.

Roberta Melli è nata, vive e lavora a Vicenza dove insegna in un liceo scientifico, ma sono le sue passioni a riflettersi nei romanzi che scrive. Nel tempo libero, infatti, oltre ad allevare alcuni insetti particolari quali l’insetto stecco e l’insetto foglia, ama praticare free climbing, escursioni in alta montagna e allenarsi per la maratona, con risultati prestigiosi quali la partecipazione, per tre volte, alla maratona di New York.

Già il suo precedente romanzo, Senza tregua, con il quale ha vinto la settima edizione del Premio Letterario del Leone, aveva come protagonista una donna appassionata di maratone e quindi l’esperienza personale giocava un ruolo cruciale nell’aggiungere realismo alla vicenda.

Spostandoci avanti di un anno arriviamo a In vetta al mondo, che questa volta ha come protagonista un ispettore di polizia e non una donna in fuga da degli assassini. Ma anche se cambiano trama e ambientazione, rimangono importanti le passioni personali dell’autrice. Andiamo a scoprire il perché esponendo parte della trama di In vetta al mondo.

Teo Alberti è un ispettore di polizia che lavora nella sezione omicidi del distretto di Torino. Molto legato a sua madre, Teo è un uomo tormentato, con un matrimonio fallito alle spalle e diverse avventure sentimentali ma un rapporto mai semplice con le donne. Anche dal punto di vista professionale non sempre fila tutto liscio e Alberti deve confrontarsi con alcuni fantasmi del passato.

Teo si trova improvvisamente costretto a tornare nel paesino natio, sulle Dolomiti, per poter accudire sua madre, malata e con ormai pochi giorni da vivere. Lì, mentre si occupa della genitrice, conosce una ragazza che vive in Svizzera e fra i due scoppia improvvisa una intensa relazione sentimentale, che sorprende entrambi per la potenza.

Purtroppo l’idillio sarà interrotto da un violento omicidio che trascinerà Teo in una indagine molto complicata, con risvolti internazionali. Si scoprirà infatti che la vittima aveva alcuni legami con dei cartelli del narcotraffico sudamericano e il suo passato è difficile da decifrare e ricco di misteri.

E sullo sfondo di un caso doloroso e impegnativo, appare di tanto in tanto un magnifico lupo albino che pare in qualche modo seguire le gesta di Alberti. Il lupo però non è soltanto un simbolo o una apparizione misteriosa bensì diventerà una traccia che contribuirà ad arrivare al termine dell’indagine.

Se in Senza tregua contava molto l’esperienza da maratoneta dell’autrice, In vetta al mondo capitalizza invece sull’amore che Roberta Melli nutre per le Dolomiti, che conosce molto bene fin da piccola, e che continua a frequentare grazie alla sua passione per free climbing e alpinismo.
In particolare, la malga nella quale è ambientata parte della storia è ispirata a una malga della quale la Melli conosce a fondo sia la storia che gli ex proprietari. Se a questo aggiungiamo il forte interesse scientifico che l’autrice nutre nei confronti del fenomeno dell’albinismo, possiamo contare sul fatto che In vetta al mondo, pur essendo opera di fantasia, poggia su forti basi di realismo.

In vetta al mondo – Roberta Melli

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