In nome del male di Fabrizio CarcanoFabrizio Carcano torna al suo protagonista più noto e amato con la pubblicazione de In nome del male per Mursia.
Rivedremo quindi in azione il commissario Bruno Ardigò, questa volta alle prese con un pericoloso gruppo di satanisti per contrastare i quali potrà però contare sull’aiuto del demonologo Dario Vanner.

Avevamo lasciato Fabrizio Carcano circa un anno fa con Il mostro di Milano, suo settimo romanzo e primo esperimento fuori dalla serie di Ardigò, un esperimento a nostro avviso riuscito anche perché l’autore aveva insistito su due fronti, il grande amore per Milano e l’interesse per l’esoterismo e l’occulto, che sono due delle carte vincenti in tutta la sua narrativa.

E se squadra che vince non si cambia, ecco che sia la capitale lombarda che le vicende che confinano pericolosamente con il soprannaturale tornano anche ne In nome del male la cui trama, tanto per rimanere in odor di zolfo, si struttura attorno a “sei peccati, sei peccatori, sei delitti annunciati”, fate voi i satanici conti…

E, per continuare con il numero della bestia, andiamo a riassumere le altre sei indagini che il permaloso e irrequieto commissario Bruno Ardigò ha ormai alle spalle, raccolte in sei volumi che ci hanno intrattenuto dal 2011 in poi, tutti pubblicati da Mursia.

Ne Gli angeli di Lucifero, suo esordio, Ardigò ebbe a che fare con una serie di omicidi collegati a una figura del Seicento, il marchese Ludovico Acerbi, storicamente noto come “Il diavolo di Porta Romana”.

Un anno dopo, nel 2012, toccò quindi a La tela dell’Eretico, un caso particolarmente macabro che lo portò a indagare fra presunti suicidi degli ultimi seguaci dei catari.

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Saltiamo un anno e arriviamo al 2014, momento molto importante per il protagonista creato da Fabrizio Carcano, visto che il commissario si trova ad affrontare due casi in rapida successione. In Mala tempora qualcuno sembra voler imitare le imprese di un serial killer ante litteram che operava a Milano nell’Ottocento, il Mostro della Bagnera; mentre ne L’ultimo grado il commissario deve risolvere in fretta il caso di un cadavere rinvenuto sulle rotaie proprio nel giorno di Sant’Ambrogio, mentre Milano si prepara per le feste.

Il 2015 è il momento de L’erba cattiva e di un Ardigò più pressato che mai, visto che dovrà affrontare un caso particolarmente morboso a pochi giorni dall’inaugurazione dell’Expo.
Con Una brutta storia, pubblicato nel 2016, arriviamo all’ultima indagine prima di quella attuale, con il nostro che, all’ombra dei modernissimi grattacieli di Porta Nuova, cerca di trovare il nesso fra gli omicidi di una prostituta, un giornalista e un antiquario.

Ed ecco che si conclude il nostro viaggio che ha ripercorso i vari casi affrontati da questo personaggio: ora possiamo affrontare la trama de In nome del male.

Tutto ha inizio con il rinvenimento di un cadavere carbonizzato in un cimitero abbandonato, nella valle di Bergamo. Ci sono i segni di rituali e messe nere e Bruno Ardigò si impegna a collegare questa morte a una serie di omicidi che avvengono a Milano e che paiono compiuti da un satanista che si pensa anche giustiziere e che accompagna i suoi gesti con macabri messaggi.

Sei i peccatori che dovranno morire, e la micidiale sentenza pende anche sul capo dello stesso Ardigò che, per interrompere la brutale catena, può contare solo sull’intuito dell’enigmatico Dario Vanner, l’esperto demonologo in grado di decifrare gli occulti misteri di una Milano mai così diabolica.

I due passeranno quindi dagli enigmi nascosti nelle opere d’arte e nelle chiese meneghine a quelli che aleggiano nelle valli bergamasche, in una indagine che sfiora più volte uno dei casi di cronaca nera più drammatici degli ultimi anni: l’omicidio di Yara Gambirasio.

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In nome del male
  • Fabrizio Carcano
  • Editore: Ugo Mursia Editore