Il segno della morte di Peter JamesCon grande gioia dei tanti fan che ha nel nostro Paese, Peter James continua a essere pubblicato in Italia da Longanesi che, con Il segno della morte, ci offre una nuova indagine del detective Roy Grace.
Apparso in lingua originale nel 2015, Il segno della morte prosegue la felice seppur macabra intuizione dell’autore, che ha inserito la parola “dead” in ogni titolo di questa serie.
Il volume si intitola infatti You Are Dead e arriva a noi con la traduzione di Alessio Lazzati.

Roy Grace, ispettore di Brighton, ha ormai all’attivo una lunga carriera iniziata nel 2005 con Dead Simple: Il segno della morte è l’undicesimo titolo della serie ed è stato preceduto da Voglio la tua morte, mentre lo seguono Love You Dead (2016) e Need You Dead (2017), ancora inediti in Italia.

Pur essendo la sua creazione più nota, il ciclo di Roy Grace compone solo una piccola parte della produzione di Peter James, uno scrittore poliedrico con interessi diversificati che ha firmato più di una trentina di romanzi e ha figurato spesso come produttore o sceneggiatore di film.
Cerchiamo di scoprire quale caso attende l’ispettore Grace ne Il segno della morte.

Una breve telefonata, seguita da un urlo straziante e un silenzio ancora più doloroso: sono le ultime tracce lasciate dalla futura moglie di Jamie Ball, Logan Somerville. La donna era appena entrata nel garage sotterraneo vicino al palazzo in cui vive, una serie di parcheggi male illuminati che non erano mai piaciuti ai due, e aveva telefonato a Jamie, dicendogli che le sembrava di aver scorto uno sconosciuto nelle ombre. Poco dopo il grido, poi più nulla.

Quando la polizia arriva sul luogo troverà l’automobile di Jamie e il suo cellulare, ma nessuna traccia di lei. Per uno strano gioco del destino a questa scomparsa di affianca un rinvenimento, visto che nello stesso pomeriggio alcuni operai, scavando in un’altra zona di Brighton, hanno disseppellito i resti di una ragazza morta oltre trent’anni prima.

I due casi sembrano inizialmente ben diversi l’uno dall’altro, ma alcune caratteristiche delle vittime convincono l’ispettore Roy Grace che troverà presto ulteriore conferma dei suoi sospetti in due altri macabri avvenimenti. Scompare infatti un’altra persona e, allo stesso tempo, un secondo cadavere ritrovato, più recente, mostra lo stesso marchio a fuoco che segna i resti rinvenuti nel parco.

Troppe coincidenze per pensare all’azione di vari assassini: Brighton sembra essere diventata il terreno di caccia di un serial killer, il primo da oltre ottant’anni di storia della cittadina.

Noto per il suo metodo di lavoro che lo vuole spesso a bordo delle pattuglie della polizia per studiare il loro modo di operare e donare maggiore verosimiglianza ai suoi romanzi, Peter James è anche famoso per lo stile di scrittura, con romanzi composti da un alto numero di capitoli, spesso cortissimi.
Intervistato tempo fa a tal proposito da Repubblica, l’autore dichiarò:

Penso che il modo in cui si legge sia cambiato rispetto a 50 anni fa. Tutte le informazioni o l’intrattenimento che riceviamo, dalla tv come da internet, oggi sono somministrati in rapidi bocconi, molto diversamente dai romanzi di Dickens. Io scrivo nel modo in cui mi piace leggere. Quand’è che si legge un libro, di solito? La sera, a letto, dopo una lunga giornata di lavoro, prima di addormentarsi. Se inizi un capitolo e vedi che ha 53 pagine, pensi che non ce la farai mai. Se ne ha 2, pensi che riesci a finirlo prima che ti si chiudano gli occhi. E se quello dopo ne ha 1, magari leggi anche quello.

Il segno della morte – Peter James

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