Il rumore della pioggia - Gigi PaoliRecuperiamo oggi, per i frequentatori del ThrillerCafè, il primo romanzo scritto da Gigi Paoli dal titolo “Il rumore della pioggia”, edito da Giunti.
Paoli, caposervizio della redazione della Nazione di Empoli, per quindici anni responsabile della cronaca giudiziaria di Firenze, è un giornalista d’assalto, un professionista della notizia giudiziaria, frequentatore degli ambienti forensi e abile conoscitore delle dinamiche che si nascondono dietro la diffusione dell’informazione di cronaca, settore inevitabilmente vincolato a ritmi incalzanti e repentini colpi di scena.
E proprio in questa sua prima esperienza da giallista, mette in campo le sue competenze per creare, nel complesso, un romanzo che merita certamente di occupare un posto nelle librerie degli amanti del genere noir.
Giallo forse, più che noir, poiché l’azione è dinamica, l’ambientazione è mutevole e i dialoghi serrati, alla ricerca di un assassino intangibile, un fantasma apparso e volatilizzatosi in pochi minuti.
La vicenda è ambientata nella magica Firenze, scenario di misteri ed intrighi vecchi di secoli, celati dietro le facciate preziose e le sublimi statue che rappresentano un imperituro rinascimento. Carlo Alberto Marchi, giornalista di cronaca giudiziaria del Nuovo Giornale di Firenze, trascorre le sue giornate saltando da una parte all’altra della città, alle prese con una figlia non più bambina ma non ancora adolescente ed il suo senso di colpa nel non essere presente quanto vorrebbe, e gli uffici del Palazzaccio, del nuovo Palazzo di Giustizia di Firenze che il protagonista chiama Gotham, come la città di Batman. Un omicidio è stato commesso in un importante negozio di antiquariato del centro e la vittima, un commesso sessantenne, darà non pochi indizi, ancorché contraddittori, per svelare l’identità del suo assassino. Una storia nella quale Marchi si getterà a capofitto inseguendo quello scoop o quella notizia inaspettata che porterà lustro alla sua redazione, attività che però si trasformerà in una corsa contro il tempo per svelare il mistero di un omicidio che nasconde tra le sue pieghe non pochi segreti, da un possibile movente sessuale, all’ombra della potente massoneria fiorentina. Un colpevole verrà scovato, ma tanti misteri i personaggi di questo romanzo dovranno risolvere a ritmi serrati fino al duplice colpo di scena finale.
Opera prima che scivola davanti agli occhi affamati del lettore che divorano le pagine in poche ore. Una scrittura, quella di Paoli, limpida e scorrevole, con dialoghi reali, concreti e a tratti anche ironici.
L’autore riesce a restituire l’immagine della moderna Firenze, viva, caotica, ma allo stesso tempo segreta. La Firenze del Palazzaccio, la Firenze di Via Tornabuoni con i suoi negozi costosi, ma anche la Firenze dei vicoli ciechi, dei giardini ombrosi, degli uffici del potere arredati con mobili di pregio.
La verità sarà dietro l’angolo, uno dei tanti che si presenteranno nella mente degli investigatori, personaggi riuscitissimi e carichi di vissuto. Il protagonista è un uomo normale, un uomo con i suoi problemi e le sue angosce, con l’amore per il suo stressante lavoro da bilanciare all’amore per la piccola Donata.
Come un funambolo, Marchi dovrà mantenersi in equilibrio tra le varie storie intrecciate nel romanzo, prestando attenzione a non cadere nell’errore.
Tutti elementi, questi, che caratterizzano questo primo lavoro del Paoli e lo rendono a tutti gli effetti un giallo all’italiana, con la suspense, il colpo di scena, l’ambientazione realistica e la giustizia, quella giustizia all’italiana, molto più efficiente di ciò che l’opinione pubblica possa mai immaginare nel perseguire la verità.
Quella verità che fa male, quella verità che scaturirà sono nelle ultimissime pagine e che lascerà il lettore interdetto, sorpreso e perché no, magari anche un po’ dispiaciuto, perché la verità, si sa, non sempre piace, non sempre accontenta. Perché la verità è vera quando non ha più maschere da indossare.

Il rumore della pioggia
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