Il respiro della marea - Jean FaillerIl respiro della marea – edizione TEA con traduzione di Alessandro Zabini (già apparso in Italia nel 2004 presso Robin Edizioni con il titolo di “Omicidio a Lorient“) è il libro che recensiamo oggi al Thriller Cafè.
L’autore bretone, Jean Failler, ambienta nell’estremo Nord-Ovest della Francia le indagini di Mary Lester, ottenendo in patria un enorme successo con all’attivo più di quaranta romanzi e una serie tv.
La giovane ispettrice inizia la sua promettente carriera tra il commissariato di Lorient e la piccola stazione di Polizia di Lanester dove, fresca di diploma, svolge tirocinio occupandosi di noiose statistiche di delinquenza e verbalizzando denunce per furtarelli di conigli e altri piccoli reati della vita di provincia cercando di non perdere l’entusiasmo e di sopravvivere ad un ambiente chiuso e decisamente maschilista.
Tutto cambia quando viene scoperto il cadavere di Toutousse, barbone benvoluto da tutti, e viene denunciata la scomparsa di Antoine Sallabert, direttore del supermercato locale, in contemporanea con il ritrovamento del suo furgone, usato da dei teppisti di strada per un furto in zona.
Marc Amédéo, ispettore capo, banalizza gli eventi cercando di distogliere Mary dall’ipotizzare altro se non l’accidentale caduta di un ubriaco e la fuga di un uomo per ragioni passionali o semplicemente per cambiare vita sparendo nel nulla ma Mary è testarda e, fidandosi del suo brillante intuito, avvia un’indagine personale coinvolgendo il commissario Lebret, fino ad inchiodare il colpevole con un’abile ricostruzione degli eventi.

Il romanzo sembra concludersi in fretta ma, in seguito ad un colpo di scena abbastanza prevedibile, Mary compie una sorta di pellegrinaggio nei luoghi dell’indagine e, seguendo il suo istinto da neo poliziotta, ci porta verso il vero finale, risollevando un po’ la trama.
La brevità del libro non lascia spazio alla caratterizzazione della protagonista né di alcun personaggio in particolare rimanendo su descrizioni generali e luoghi comuni (il barbone innocuo e alcolizzato, l’ispettore capo originario della Corsica scorbutico e misogino, il commissario prossimo alla pensione e paterno, una zingara diffidente e avida, tra gli esempi) e purtroppo l’ambientazione bretone quasi inesistente, che avrebbe potuto essere uno dei punti di forza, unita ad uno stile semplice rende il romanzo il tipico episodio seriale un po’ insipido, senza infamia e senza lode.

Recensione di Elena Rossi

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Il respiro della marea
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Il respiro della marea
  • Jean Failler
  • Editore: TEA