Il rapporto segreto di Tom Rob SmithIl rapporto segreto di Tom Rob Smith, uscito con il titolo originale di The Secret Speech e pubblicato in Italia da Sperling & Kupfer con la traduzione di A. Garavaglia, ha rappresentato la conferma dell’importanza di questo autore all’interno del panorama del thriller contemporaneo.

E se già con Bambino 44 aveva esordito impressionando pubblico e critica (ricordiamo le vittorie a premi prestigiosi quali International Thriller Writers Award e CWA Ian Fleming Steel Dagger Award), ecco che con questo secondo capitolo della sua trilogia (completata nel 2011 con Agent 6) lo scrittore inglese continua la sua personalissima indagine della recente storia russa, narrata attraverso l’efficace travestimento del thriller:

Sono passati ormai tre anni da quando l’ex agente della Sicurezza di Stato, Leo Demidov, era riuscito a fermare uno spietato serial killer, e se al tempo l’impresa gli fece meritare l’onore e l’onere di fondare a Mosca un Dipartimento Omicidi, ora il suo stesso passato sembra metterlo in un grave pericolo.
Nikita Chruscev ha infatti appena fatto trapelare alla nazione il suo noto Rapporto Segreto, nel quale denuncia il culto della personalità e gli immensi crimini compiuti da Stalin e come immediata risposta si scatena in tutta l’Unione Sovietica una inesorabile caccia a chi al tempo seguiva e collaborava con il dittatore.

E se Demidov cerca di dimenticare e riscattare certe sue azioni passate attraverso un presente fatto di lavoro e impegno nei confronti della giustizia, c’è invece qualcuno che non è disposto a perdonare così facilmente e potrebbe approfittare della diffusa sete di vendetta per attentare alla sua vita…

Ecco che una vicenda particolare e personale, narrata da Tom Rob Smith con ottimo senso del ritmo e un periodare più complesso e ricco rispetto alla media di altri autori di thriller, diventa anche occasione per riflettere su importanti avvenimenti storici, in questo caso il fondamentale rapporto di Nikita Chruscev sul culto della personalità e sulle sue conseguenze, un discorso che, si ama narrare, provocò immediatamente la morte per infarto (e poco dopo quella per suicidio) a parecchi potenti fedeli di Stalin, che ne intuirono le conseguenze.

La coraggiosa denuncia dei crimini del dittatore segnò l’inizio del disgelo, processo che purtroppo subì parecchie battute d’arresto, venne in seguito ripreso da un grande statista come Michail Gorbačëv ed è al momento contrastato da Vladimir Putin.

Il rapporto segreto ha ottenuto ottimi riscontri da parte di pubblico e critica, con USA Today che ha parlato di “un thriller esplosivo, dal ritmo mozzafiato in grado di catturare l’atmosfera della Guerra Fredda ancora meglio di Bambino 44”, mentre Kirkus lo ha recensito come “thriller superbo dall’atmosfera perfetta”.

Il rapporto segreto – Tom Rob Smith

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