Il purgatorio dell'angelo - Maurizio de GiovanniIl purgatorio dell’angelo – Confessioni per il Commissario Ricciardi è il libro di Maurizio de Giovanni che recuperiamo oggi al Thriller Cafè.

Purtroppo siamo quasi alla fine – questo è il penultimo romanzo della serie ambientata a Napoli negli anni ’30 con protagonista l’ombroso commissario Luigi Alfredo Ricciardi, barone di Malomonte: occhi verdi, ciuffo ribelle perennemente in disordine, animo schivo e portatore del “fatto”, la malattia dell’anima che lo porta a vedere i morti nel loro ultimo attimo di vita e a sentire il loro ultimo pensiero, ereditata dalla madre Marta, morta in giovane età e in completa solitudine.

E pensò che il suo purgatorio, fatto di morti e di dolore e di sussurri e urla, era forse eterno, e in questo caso si chiamava inferno. Perché l’inferno esiste solo per chi ha provato un attimo di paradiso.Siamo a Maggio, le temperature sono splendide e l’estate è alle porte ma gli animi più cupi non possono avere pace e il crimine non si placa mai: all’alba un pescatore scopre il corpo senza vita di Padre Angelo De Lillo, accasciato su un lembo di roccia a Posillipo, sul mare.

Padre Angelo faceva parte della Compagnia dei Gesuiti ed era molto amato ed apprezzato sia dai suoi confratelli che dall’aristocrazia cittadina, di cui era il confessore prediletto. Perché uccidere un uomo di Dio, un colto religioso sempre disposto ad ascoltare le confessioni altrui e ad assolvere i loro peccati? Perché portare un uomo anziano alla fine di una stradina sconnessa per poi giustiziarlo crudelmente davanti al mare?

Ricciardi e Maione indagano minuziosamente sia nella Compagnia dei Gesuiti ipotizzando invidie e ambizioni da parte di alcuni confratelli sia tra i “discepoli” borghesi che era solito confessare, tra i quali spicca la Marchesa Maria Civita Berardelli: personaggio acutissimo, lucido e tagliente – regala cristalline risate al lettore e informazioni importanti ai nostri poliziotti ossia che, dopo la morte del marito, il loro castello di Velletri è stato donato appunto a Padre Angelo e ai suoi confratelli per dare un tetto ai bambini poveri della zona suscitando così l’ira e la frustrazione del nipote Tullio, portandolo a maledire e a minacciare il Gesuita in pubblico vedendosi privato di un’eredità legittima ma guadagnandosi così la prima posizione nella scarna lista dei sospettati.

In questo libro, come in tanti altri, leggiamo parallelamente anche un’altra storia: ci viene raccontato un altro delitto, commesso in un altro tempo ma negli stessi luoghi che si rivelerà un prezioso antefatto per portarci, dopo una lunga serie di confessioni, all’incastro perfetto dei due omicidi nelle pagine finali.

Meravigliose e struggenti anche le pagine in corsivo con cui de Giovanni riesce magistralmente a fare il punto della situazione descrivendo tutte le situazioni che i protagonisti stanno vivendo: i loro sentimenti, i loro pensieri, le loro confessioni fatte o sepolte nel profondo seguendo un unico filo conduttore – può essere una canzone, un’immagine o un oggetto – in questo caso veniamo accompagnati dalle spine di una bellissima rosa.

Naturalmente ritroviamo come sempre tutti i personaggi che ci hanno fatto innamorare di questi romanzi: il brigadiere Raffaele Maione e famiglia, il dottor Bruno Modo e il cane randagio che lo accompagna da uno dei primi libri della serie, il vicequestore Garzo e il sottoposto Ponte, Bianca, Nelide, Don Pierino, Bambinella e la dolce Enrica, che finalmente vede in qualche modo premiate le sue lunghe attese alla finestra di fronte alla casa di Ricciardi.

Sarà molto difficile salutare tutti loro e queste storie mai banali né scontate, ricche di spunti di riflessione e malinconia ma anche di intelligente ironia e descrizioni stupende di una Napoli d’altri tempi… ma anche le cose più belle devono pur finire prima o poi, e possiamo già leggere la recensione de Il pianto dell’alba, l’ultimo atto, il calar del sipario su uno dei personaggi più interessanti mai creati.

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Il purgatorio dell'angelo. Confessioni per il commissario Ricciardi
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