Il porto delle anime di Lars KeplerLars Kepler accelera il ritmo della sua produzione e Il porto delle anime è il suo secondo romanzo che vediamo apparire nelle librerie italiane in questo 2015, dopo l’interessante Nella mente dell’ipnotista di cui vi abbiamo scritto a gennaio.
Pubblicato da Longanesi con la traduzione di Alessandro Storti, questo nuovo romanzo probabilmente stupirà i fan di questo autore di thriller di grande successo, perché la sua trama sembra deviare molto dai normali territori in cui ama addentrarsi lo scrittore svedese.

Scrivo “autore” al singolare solo per comodità in quanto ormai non è più un segreto da molto tempo che dietro il nome di Lars Kepler si “nasconde” la coppia costituita da Alexander e Alexandra Coelho Ahndoril, che continuano a usare con grande successo questo pseudonimo inventato nel 2009 e portato a enorme fama dal best seller L’ipnotista.
Questa volta però più che una ipnosi ci aspetta un sogno, o addirittura un viaggio in un’altra dimensione, sospesa fra la vita e la morte: cerchiamo di scoprire cosa accade fra le pagine de Il porto delle anime

Jasmin è una donna che presta servizio nell’esercito svedese ed è motivata a vivere da un solo, immenso amore, quello per suo figlio Dante.
Ha avuto quel bambino in seguito a una relazione con un commilitone, ma l’uomo è ormai sempre più perso in fondo a un abisso fatto di droga e alcol, gli unici deboli rimedi capaci di fargli dimenticare tutti gli orrori che può vedere un soldato quando si trova in guerra, e così la donna è praticamente da sola con suo figlio.

Anche Jasmin è stata in guerra, in Kosovo per la precisione, e anche lei ha incontrato e affrontato la sua dose di orrore, ma le è anche accaduto qualcosa di molto particolare e difficilmente spiegabile.
Quando fu ferita gravemente, mentre lottava fra la vita e la morte, si è ritrovata in un luogo che non appartiene a nessuno dei due reami: per alcuni giorni Jasmin ha percorso le strade e vicoli di un porto misterioso, una città caotica e piena di persone, una città nella quale vide chiaramente uno dei suoi uomini imbarcarsi e avventurarsi al largo di quell’insolito e macabro mare, abbandonare il porto per non farvi mai più ritorno, così come non fece più ritorno alla vita.

Ora, ad anni di distanza da quella tragica e anomala esperienza, Jasmin si trova a tornare in quel porto delle anime: lei e il figlio hanno avuto un terribile incidente d’auto ed entrambi giacciono in pericolo di vita e quindi finiscono in quella interzona nella quale gli spiriti attendono di poter effettuare l’ultimo viaggio.
Jasmin si riprende però molto in fretta, mentre suo figlio rimane in condizioni critiche: la donna e madre non può permettere che Dante compia così prematuramente quell’ultimo viaggio e non le rimane altro da fare che tornare in quel porto ultraterreno, deve di nuovo rischiare la morte per salvare la vita del suo affetto più caro…

Non è certo un caso che il figlio della protagonista si chiami Dante, in omaggio al più famoso “viaggiatore” d’oltretomba che il mondo abbia mai avuto; resta da vedere se questo passaggio dai thriller aventi come protagonista un personaggio ormai molto noto e amato come Erik Maria Bark a una storia a fosche tinte soprannaturali riuscirà a convincere i lettori di questa coppia di scrittori.
Noi scommettiamo di sì.

Il porto delle anime – Lars Kepler

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