Il morto di Maigret – Georges Simenon
Settantasei romanzi e ventisei racconti dedicati alle inchieste di Maigret: questo ha partorito la lucida e geniale mente del grande scrittore francese Georges Simenon. Tra essi ho selezionato per voi Il morto di Maigret edito nella collana a lui dedicata da Adelphi Edizioni.
Titolo: Il morto di Maigret
Autore: Georges Simenon
Editore: Adelphi
Traduzione: Ida Sassi
Trama in sintesi:
Che ci fa Maigret dietro il bancone di un bistrot di periferia? E perchè mai c’è un agente di polizia che serve ai tavoli? E’ una lunga storia. Tutto è cominciato in una fulgida giornata di febbraio: uno sconosciuto ha chiamato Maigret dicendo di essere braccato e in pericolo di vita. Il solito burlone? Un esaltato? Ma lo sconosciuto ha continuato a chiamare, a invocare aiuto, tracciando con i suoi spostamenti una mappa dall’angoscia, un diagramma del terrore. E quella stessa notte il corpo dell’uomo, barbaramente accoltellato, è stato ritrovato in place de la Concorde. Da allora il commissario non ha più pace. Quel morto gli appartiene, è suo e ne vuole rintracciare la storia e vendicarne la morte, come fosse un amico.
Un uomo che giace cadavere riverso in terra, privo di una scarpa e Maigret che se ne impossessa, lo fa diventare suo, motivato dal profondo desiderio di scoprire chi sia, perché sia morto e soprattutto chi ne è responsabile. Nel libro si avvicendano appostamenti, inseguimenti e sopralluoghi ma il tutto si svolge con il solito ritmo lento, pacato, tipico della scrittura di Simenon e del carattere del suo personaggio che è sì un uomo della legge, un investigatore, ma è anche un marito con una moglie a casa che lo aspetta per il pranzo, che lo aspetta anche se rientra a casa a ora di pranzo e non vuole mangiare, si chiude in camera e disteso sul letto riflette sul caso, sulle mosse dell’assassino, dell’indiziato e sulle proprie. Un romanzo che non riserva grossi colpi di scena ma cattura forse grazie anche alla linearità del fraseggio, alla semplicità della storia e dei suoi protagonisti in cui il lettore può facilmente riconoscersi, gente comune, persone normali, ambienti quotidiani. Un libro che va letto con rispetto, lo stesso che merita uno scrittore del calibro di Simenon.
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Grazie per l’ottimo consiglio (mi sono affrettata a ordinare il libro alla mia libreria di fiducia). Visto che non ho mai letto i libri di Simenon dedicati a Maigret (mentre invece ho letto “Pedigree”, che mi è sembrato davvero un ottimo volume), potresti cortesemente dirmi con quale romanzo dovrei incominciare il cammino alla conoscenza di questo illustre personaggio? Va bene “Il morto di Maigret” o sarebbe più opportuno leggere prima qualche altro titolo?
Un saluto e un ringraziamento anticipato.
Giada
Ciao Giada,
di testi di Simenon dedicati a Maigret ce ne sono tanti, a me sono piaciuti tanto anche Il cane giallo, I sotterranei del Majestic, Maigret e il ladro indolente, ma se proprio vuoi cominciare bene fallo dall’inizio con la Prima inchiesta di Maigret. Io, a leggere Simenon, ci sono arrivata dopo aver letto Sciascia, se impari ad apprezzare i realisti italiani, lo farai anche con quelli europei e capirai che dietro l’apparente semplicità della loro scrittura, della loro narrazione si cela la profondità della conoscenza e del loro sapere e potrai apprezzare anche opere come il Processo di Kafka, altrimenti valutato come ostico. Fammi sapere come è andata la lettura.
A presto.
Irma Loredana
Ciao Loredana,
come ben sai,pur essendo una appassionata lettrice, le mie nottate sui libri raramente ospitano la lettura di gialli.
Quello che pero’mi ha colpito del tuo articolo,a parte la curiosita’atavica di voler approfondire il personaggio “Simenon”attraverso la lettura delle sue opere,e’stata la tua analisi sullo stile apparentemente “semplice”dell’autore.
Come te ,anch’io credo che uno stile lineare ,come quello di Simenon,non viene etichettato come”banale”soltanto se c’e’ dietro un personaggio di spessore che riesce,con frasi apparentemente semplici,ad esprimere delle verita’universali…
E’per questo motivo che di recente apprezzo uno scrittore che ben conosci…
Al tempo stesso devo ammettere che esistono autori,piu’spesso autrici (vedi Margareth Mazzantini) che invece,con una scrittura “ricca” e piu’”nervosa”non ti fanno abbandonare facilmente la loro lettura.Se a tutto cio’si aggiunge una bella storia,quel libro allora merita di essere letto,non credi?
Come no! Un lavoro se è ben fatto lo è e basta, e merita tutto il rispetto e la considerazione del caso. A te che ami le grandi storie consiglieri più gli autori americani che i classici per avvicinarsi al genere giallo. Loro hanno l’hollywoodiana mania di grandezza che forse ti prenderà, contrariamente alla “semplicità” di noi europei che ci concentriamo più sulla scrittura e sulla realtà, cose che raramente fanno presa. Nel frattempo comunque ti lascio ancora deliziarti per un pò con le delicate poesie di De Luca. Non mi diventare troppo romantica però, mi raccomando.
Un abbraccio
Irma Loredana