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Il castello della clessidra di Simone FazzinaSimone Fazzina ha recentemente pubblicato Il castello della clessidra, un romanzo atipico nell’attuale scena italiana, che aggiunge ai tratti del genere giallo anche le atmosfere del gotico, a partire dall’ambientazione prescelta dal giovane autore siciliano.

Il castello della clessidra che fornisce il titolo al romanzo si trova infatti nei pressi del villaggio di Fochabers, in Scozia, scelta geografica che ha richiesto lavoro di documentazione e allo stesso tempo di fantasia.

Mentre è facile imbattersi in romanzi, scritti da esordienti o da autori ormai esperti, che scelgono ambienti metropolitani o, al contrario, cercano di dare una connotazione più provinciale e alle volte dialettale, ma sempre nei confini dello Stivale, è già più raro incontrare gialli scritti da un autore italiano ma ambientati altrove.

A questa scelta originale si aggiunge il fatto che ne Il castello della clessidra sono assenti i consueti personaggi che affollano le pagine di molta narrativa di genere, dal commissario con traumi e manie fino al detective privato più o meno scalcinato, passando per tutto il vasto ma stereotipato spettro di poliziotti, profiler e carabinieri.

Quel che Simone Fazzina ci propone è il ritorno a un giallo molto classico: un ambiente ben delimitato e isolato, un gruppo di personaggi fra i quali probabilmente si nasconde l’assassino, la conta dei cadaveri in progressivo aumento, così come aumentano sospetti, rancori e scontri, fino alla, si spera, risoluzione finale.

Nato a Siracusa nel 1990, Simone Fazzina è laureato in ingegneria civile e, come larghissima parte degli scrittori, è prima di tutto un accanito e onnivoro lettore, che affronta con uguale curiosità sia la narrativa che la saggistica.
Inizia a scrivere molto presto, così come molto presto (a diciotto anni) completa il suo primo romanzo, L’uccello di fuoco, pubblicato due anni dopo con Arnaldo Lombardi Editore.

La stesura de Il castello della clessidra è stata dominata da una domanda alla quale molti fra noi hanno sicuramente pensato almeno una volta nella vita: i fantasmi esistono?
Per rispondere a questa domanda, o meglio, far rispondere i suoi personaggi, Simone Fazzina utilizza una classica situazione da mistero della camera chiusa, trasformando però il tutto in modo più sofisticato e complesso grazie a un attento lavoro sula psicologia dei personaggi.
Chiudiamo quindi con alcuni cenni alla trama di Il castello della clessidra.

Fiorenzo, un giovane scrittore, riceve un invito a passare alcuni giorni a Hourglass Castle, ovvero il Castello della Clessidra. Si tratta di una fortezza che da una collina domina il villaggio di Fochabers, in Scozia, e che è da tempo immemore residenza del clan nobile dei Macpherson.

Il giovane si reca nel castello insieme a Giada, la sua compagna, e con un gruppo di amici e scopre ben presto il motivo dietro al nome del luogo: una clessidra di proporzioni enormi occupa la sala più grande, una clessidra che è legata a una antica maledizione.

Ben presto gli invitati scoprono che la maledizione non è solo una vecchia storia priva di fondamento: nel castello si aggira una figura ammantata che comincia a uccidere gli ospiti, i quali sono comunque costretti a rimanere entro le mura dell’antica costruzione per via delle condizioni atmosferiche proibitive.

A peggiorare la situazione c’è il fatto che è impossibile comunicare in alcun modo con l’esterno e quella che inizialmente sembrava essere una splendida vacanza corre il rischio di trasformarsi, citando un noto romanzo dell’orrore, in una splendida festa di morte.

La tensione che si accumula comincia a pesare sui rapporti delle persone intrappolate nel castello e la pressione psicologica porta allo scoperto passioni e rancori appartenenti al passato, rendendo ancora più difficile per tutti il confronto con i macabri accadimenti nel castello.

Gli ospiti, non potendo contare sull’aiuto delle forze dell’ordine, dovranno cercare di risolvere il mistero da soli, ma il tempo stringe e la maledizione incombe…