Il cartello di Don WislowDa sempre una delle collane più significative per il nostro genere preferito, Einaudi Stile Libero Big piazza l’ennesimo colpo da novanta e porta nelle librerie italiane Il cartello di Don Winslow, un romanzo che un nome importante come James Ellroy ha salutato come “il Guerra e Pace della lotta alla droga”.

A distanza di dieci anni da Il potere del cane (apparso in originale nel 2005 e da noi nel 2009, sempre per Einaudi), ecco che uno dei massimi esperti mondiali sulla lotta alla droga e in particolare sulla scena messicana torna a raccontarci il mondo dei cartelli e sceglie di farlo in uno dei momenti più complessi, con vari cambiamenti mondiali che potrebbero lentamente cambiare gli equilibri di quella che abbiamo sempre concepito come una sorta di guerra.

Sono tante le coincidenze che circondano la creazione di questo Il cartello e senza alcun dubbio la più significativa è la recente fuga di Joaquín Guzmán Loera, l’imperatore assoluto dei narcos messicani, il noto “El Chapo”.
Proprio su di lui era stato modellato Adán Barrera, il boss protagonista del precedente Il potere del cane.
Scopriamo come Il cartello prosegue quelle vicende ormai vecchie di una decina d’anni…

2014: la cattura di Adán Barrera, il potente boss a capo di El Federación, ha avuto pesanti ricadute anche per quel che riguarda la vita delle singole persone coinvolte nell’operazione.
Barrera stesso si trova ormai in stretto isolamento in un carcere a San Diego, e anche Art Keller, l’agente della DEA che è riuscito a catturarlo e prima ancora a uccidergli fratello e nipote ha scelto in pratica di chiudersi in una galera di tipo diverso.

Keller si è infatti ritirato in un monastero nel Nuovo Messico, ha lasciato alle spalle quella che ormai definisce una “vita di menzogne” e passa i giorni in solitudine, occupandosi delle sue api.
Ma il passato è pronto a trasformarsi nuovamente in presente e fuggire da determinati gesti e situazioni non è così semplice: gli avvocati di Barrera riescono infatti a farlo trasferire in un carcere messicano e da lì il boss può nuovamente tornare a influenzare il mondo criminale, alterando drasticamente gli equilibri che stavano formandosi dopo la sua caduta.

Si scatena così una guerra di una ferocia inaudita fra i vari cartelli, con il redivivo Barrera pronto a ogni tipo di azione pur di riappropriarsi del potere, una guerra che attira nel gorgo anche chi non vorrebbe.
E anche Keller, dal suo rifugio monacale, si trova nuovamente coinvolto, senza riuscire a comprendere se quel che lo anima è la ricerca di giustizia o la sete di vendetta.

Non sappiamo se Il cartello sia o meno un romanzo migliore rispetto a Il potere del cane, quel che però sappiamo è che giunge in un momento cruciale di quella che è ormai una guerra alla droga che dura da più di quaranta anni e non ha prodotto risultati significativi nonostante l’enorme quantità di fondi spesi e l’altro costo in termini di vite umane.
Una guerra che, come dice lo stesso Winslow a fine di questa intervista, potrebbe ben probabilmente essere risolta in modi molto più semplici e pacifici.

Il cartello – Don Winslow

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