Invitiamo oggi gli affezionati amici del ThrillerCafé alla lettura del romanzo, edito da Mondadori, di Fabrizio Benedetti, dal titolo Il cacciatore di ricordi. Quattro casi gialli per un neuroscenziatoin un viaggio diverso, per certi versi unico e profondo, nelle riflessioni più intime. Un romanzo che non è un giallo, non è un thriller o un noir, ma che riesce comunque a rievocare le medesime sensazioni a cui siamo abituati. Conosciamo brevemente l’autore.

Il Prof. Fabrizio Benedetti è docente di Fisiologia umana e Neurofisiologia all’Università di Torino e dirige il Centro ipossia di Plateau Rosà. Tra i massimi esperti mondiali dell’effetto placebo, ha pubblicato per Oxford University Press Placebo Effects (pubblicato in Italia con il titolo L’effetto placebo. Breve viaggio tra mente e corpo), The Patient’s Brain (Il cervello del paziente) e, per Mondadori, La speranza è un farmaco (2018), vincitore del premio Zanibelli – Leggi in salute 2019 e ora, alla sua seconda esperienza in Mondadori, il romanzo che oggi vi consigliamo.

Definirlo romanzo è, invero, molto arduo, trattandosi in questo caso di una sorta di “saggio di esperienze romanzato” strutturato in quattro storie, quattro casi clinici con i quali il protagonista/autore dichiara di aver avuto a che fare e che molto hanno lasciato nella sua vita e nella sua esperienza professionale.

Quattro casi diversi tra loro, quattro misteri nascosti, celati negli anfratti della mente umana che con l’ausilio della scienza e del supporto psicologico vengono pian piano a galla offrendo risposte, ma anche tante nuove domande.

Dalla storia di Sonia, nella quale un trauma del passato nasconde un dubbio spaventoso e difficilmente ricostruibile, alla storia di Magda, forse rara vittima di anestesia cosciente, dal racconto della debolezza di Andrea, dipendente da LSD e dei suoi viaggi interspaziali che nasconde un’inaspettata esperienza di rimorso, alla cruda esperienza traumatica vissuta da Marcus, vittima scampata alla strage di Srebreneca ora alla ricerca di se stesso e di un Dio che possa salvarlo.

Quattro forti esperienze, rese in forma vivida, lucida, visiva, in cui il lettore si immerge e segue l’autore in un viaggio dantesco negli angoli bui e reconditi della mente, cercando di percepirne i meccanismi complessi – invero semplificati dall’autore a beneficio dei non esperti – alla ricerca di quelle risposte che il protagonista si pone contemporaneamente al lettore.

Liscia e scorrevole la scrittura, intense le storie narrate e trattate, ma soprattutto vere, profonde, utili e coinvolgenti le riflessioni interiori, riflessioni di ciascuno di noi, pensieri e paure, consapevolezze e ricordi, in un viaggio dentro i protagonisti che ha tanto le sembianze di un sogno, di un percorso nel nostro inconscio per il quale si parte lasciando la riva sicura, alla volta di una meta sconosciuta, forse pericolosa, forse salvifica, ma l’arrivo alla quale è l’obiettivo di un’intera esistenza.

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Il cacciatore di ricordi. Quattro casi gialli per un neuroscienziato
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