Pubblicato da Sellerio lo scorso 18 giugno, Il borghese Pellegrino è il secondo giallo con cui Marco Malvaldi omaggia il gastronomo Pellegrino Artusi, autore di La scienza in cucina e l’arte di mangiar bene, primo vero libro di ricette italiane nonché base letteraria della nostra gastronomia. Nel 2011, con Odore di chiuso – sempre pubblicato da Sellerio – Malvaldi ricordava il centenario della morte dell’Artusi, avvenuta nel 1911; con Il borghese Pellegrino ne celebra, invece, il bicentenario dalla nascita (1820).

Siamo alle porte di Firenze, nel 1900. A cinque anni dai fatti di Odore di chiuso, Pellegrino Artusi è ospite del Commendator Secondo Gazzolo, proprietario del castello di Campoventoso, per un fine settimana all’insegna del buon cibo e, soprattutto, degli accordi commerciali. Alla tavola del Gazzolo – imprenditore di un’industria conserviera innovativa ed in via d’espansione sul mercato estero – sono, infatti, riuniti l’Artusi che oltre a intendersi di cibo commercia tessuti, il professor Paolo Mantegazza, esimio scienziato che fa da trait d’union tra Artusi e Gazzolo, il ragionier Bonsci che si occupa di assicurazioni e prestiti e che, incidentalmente, a quel convito spera di siglare anche l’accordo matrimoniale della figlia Delia – pure lei presente – con il dottor Viterbo, banchiere grasso e avanti con l’età, però bonario e riflessivo. Altri due convitati completano e danno senso al banchetto: Everardo D’Ancona, delegato italiano del consiglio che regola gli accordi tra Europa ed impero Ottomano, e Alijan, suo subalterno per parte turca. Per motivi diversi, ciascuno dei convenuti ha interesse ad incontrare il delegato e il suo collaboratore, in primis proprio il padrone di casa che spera di piazzare sul mercato ottomano la sua speciale ricetta della carne in scatola per la quale ha richiesto anche un parere dell’Artusi. Sin dalla prima cena, tuttavia, si evidenzia la diversità di vedute dei commensali sugli argomenti più disparati e non manca qualche battibecco che minaccia il buon andamento dell’operazione. Ma qualcosa di peggio turberà di lì a poco la serenità degli ospiti, mandando all’aria qualunque velleità commerciale e gettando un’ombra di sospetto sull’intera brigata, servitù compresa. Un ulteriore, importante personaggio deve irrompere sulla scena e monopolizzarla con interrogatori, supposizioni, ragionamenti e imprevedibili scoperte: è il delegato di pubblica sicurezza Saverio Maria Artistico, amico dell’Artusi dai tempi del primo caso in cui questi si ritrovò coinvolto. Artistico, com’è immaginabile, è qui perché è stato commesso un omicidio, peraltro in modo assolutamente inspiegabile: il morto si trovava nella sua camera chiusa a chiave dall’interno e totalmente inaccessibile per chiunque. Come ha fatto, quindi, l’assassino a compiere il suo crimine senza essere visto? Come ha acceduto alla camera? Sono queste le domande con cui si arrovella l’ispettore Artistico che sa che prima di cercare il “perché” deve trovare il “come” per poi arrivare, finalmente, al “chi”. In suo aiuto verrà, improvviso e provvidenziale, proprio l’Artusi che, grazie al suo libro, alle sue ricette, alla familiarità con la chimica, all’intelligenza e alla capacità di collegare elementi e tasselli, darà un sostanzioso contributo alla risoluzione del caso.

Sebbene a tratti sia forse un po’ troppo lento, Il borghese Pellegrino è un giallo della camera chiusa ben scritto e ben congegnato, divertente e godibile. Con irresistibile ironia, Malvaldi crea una storia perfettamente calata nell’epoca in cui è ambientata – la Belle époque e i fiduciosi anni della ripresa del commercio e dei contatti con l’estero – eppure, a suo modo, attuale e mai banale. Davvero un ottimo modo di rendere omaggio a una figura poco valorizzata della nostra gastronomia, nonché alla nostra cucina, intramontabile perché fatta di esperienza, tradizione, studio e voglia di mangiar bene. Omaggio, ovviamente, all’insegna del giallo!

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Il borghese Pellegrino
  • Malvaldi, Marco (Author)