L’argentino Guillermo Martinez (1962), autore di questo romanzo, è già uno dei più affermati scrittori latino-americani di oggi. Il suo primo libro, “La serie di Oxford”, ebbe grande successo e da esso fu tratto il film “Oxford murders” che ebbe analoga fortuna. Questo “I delitti di Alice” è un perfetto sequel del precedente. In esso troviamo la medesima ambientazione, la città britannica di Oxford, gli stessi protagonisti: uno studente argentino che frequenta il prestigioso ateneo inglese, del quale l’autore non indica mai il nome, noi gli daremo quello che aveva il suo personaggio nel film, Martin; poi il suo mentore professor Arthur Seldon. Rincontriamo anche alcuni personaggi di contorno, come l’ispettore di polizia Petersen o la tutor di Martin, professoressa Bronson. Per comprendere la dinamica dei romanzi di Martinez bisogna partire da un suo dato biografico: è laureato in matematica. E matematici sono anche Martin e Seldon, come tutta matematica è la tecnica che insieme adoperano per dipanare intricati misteri criminali.

Questo nuovo romanzo è ambientato nel 1994 e troviamo Martin impegnato a costruire un programma matematico-cibernetico che partendo da un testo a stampa punta a ricostruire l’autentica scrittura manuale dell’autore. Ma proprio in quei giorni la cittadina viene sconvolta da una serie di delitti che colpiscono i membri della confraternita Lawis Carrol, dedicata al grande scrittore autore del classico “Alice nel paese delle meraviglie”, che proprio ad Oxford aveva compiuto i suoi studi. Particolare importante: anche Carrol era un cultore della matematica.  I delitti avvengono, sinistramente, secondo modalità che ricordano scene descritte nel famoso romanzo di Carrol. La confraternita chiede a Seldon e a Martin, che ormai si sono guadagnati la fama di grandi investigatori, di indagare.

Ben presto i due scienziati comprendono che la vicenda è collegata al progetto della confraternita di realizzare la pubblicazione di una serie di autografi inediti di Carrol, diari o scritti sparsi. Forse c’è qualcuno che vuole dare corpo a certe insinuazioni mai dimostrate, ma mai sopite, di un’insana attenzione che lo scrittore avrebbe nutrito nei confronti delle sorelline Niddel, alle quali il suo famoso libro fu dedicato. C’è un dato molto sospetto: dal diario autografo di Carrol che la confraternita conserva, risulta strappata una pagina: quella che forse scagionerebbe definitivamente Lewis Carrol da ogni infamante accusa. Il sospetto diventa ancor più concreto dopo il brutale assassinio di Kristen Hill, la giovane ricercatrice che aveva ritrovato la pagina mancante senza avere il tempo di consegnarla a Martin. Da questo punto il racconto si dipana lungo una serie di colpi di scena, enigmi logico-matematici da risolvere e suggestivi rimandi letterari ad opere letterarie, da Poe a Borges, che con la vicenda sembrano avere un legame.  Inutile dire che i due matematici investigatori riusciranno brillantemente a venire a capo della duplice vicenda: la congiura contro la memoria del povero Carrol e i delitti commessi per attuarla. Nonostante la indubbia complessità della trama, questo romanzo si legge tutto d’un fiato perché Martinez si conferma maestro di ritmo narrativo ed è straordinariamente brillante nel ricreare suggestive ambientazioni che ormai possiamo definire storiche, dato che la vicenda si svolge nei primi anni ’90. Cioè un’era geologica fa.

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I delitti di Alice. Le indagini del professor Seldom (Vol. 2)
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