False piste di John BanvilleLa ormai ben nota “seconda vita” di John Banville comincia a essere lunga e prolifica, visto che si accumulano i titoli scritti da questo importante autore con lo pseudonimo di Benjamin Black, e nel nostro Paese arriva anche Vengeance, con il titolo di False piste, pubblicato da Guanda.
E così come con i romanzi firmati con il suo nome reale, ecco che Banville incassa consensi di pubblico e critica anche in qualità di autore di gialli: ricordiamo in questa sede il suo Dove è sempre notte, giunto in finale agli Edgar Award del 2008.

Torna quindi per la quinta volta l’anatomopatologo Quirke e con lui quella personalissima miscela di atmosfere retro, suggestioni irlandesi e grande, grande attenzione verso la lingua impiegata, un mix che riesce ogni volta a piazzare i thriller di questo autore qualche gradino più sopra rispetto alla media del genere.

La vita sembra sorridere a Victor Delahaye, importante uomo d’affari irlandese, e quale modo migliore di celebrare successo e soldi di una uscita a barca a vela insieme al figlio del proprio socio?
Ma ben presto la bella giornata di sole e mare si trasforma in assurda tragedia: Delahaye, dopo aver raccontato al giovane una storia istruttiva su indipendenza e confidenza nei propri mezzi, si suicida sparandosi al petto.
O, perlomeno, questo è quel che racconta il ragazzo alle autorità.

La morte misteriosa e lo status sociale delle persone coinvolte donano subito molta risonanza all’accaduto, e a investigare viene chiamato l’ispettore Hackett, che subito coinvolge nel caso il suo occasionale collaboratore, l’anatomopatologo Quirke.
I due affrontano il caso col tatto e discrezione richiesti e cominciano a parlare con parenti e amici della vittima, dalla splendida e giovane moglie ai figli gemelli fino al socio, ma arriva una seconda morte a interrompere le loro indagini, una morte forse ancora più strana della prima e sempre a bordo di una barca.

Ben presto diventa evidente che un terribile segreto minaccia di distruggere le vite e reputazioni di parecchie persone molto in vista a Dublino: perché Delahaye si è ucciso e chi sta cercando di distruggere molte fra le persone a lui più vicine?

False piste è stato accolto da ottime recensioni, con Publishers Weekly che ha elogiato questo “whydunit” parlando di prosa superiore e ottima gestione dei misteri della trama, e The Boston Globe che ne consiglia la lettura a chiunque cerchi nei thriller una scrittura ricca di stile e personaggi creati con cura e profondità.

L’edizione italiana (con la traduzione di I. A. Piccinini) è curata da Guanda, che ha ormai in catalogo ben diciannove titoli di questo grande scrittore, vincitore fra l’altro del Booker Prize, e pubblica anche la sua produzione “blackiana” con il suo vero nome.

False piste – John Banville

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