Salvatore Paci - 2012
In due si uccide meglio

Su nella stanza di Honey – Elmore Leonard


Su nella stanza di HoneyOggi recensiamo il buon vecchio Elmore Leonard, e in particolare parliamo del suo Su nella stanza di Honey, romanzo che vede protagonista Carl Webster, lo sceriffo dell’Oklahoma già visto in Hot Kid.

Titolo: Su nella stanza di Honey
Autore: Elmore Leonard
Editore: Einaudi Stile Libero
Anno di pubblicazione: 2009
Pagine: 313
Traduttore: Luca Conti

Trama in sintesi:
Detroit del 1945. Honey ha appena divorziato dal marito, Walter Schoen, un macellaio che si fa passere per il gemello di Heinrich Himmler, quando nella sua vita l’Hot Kid Carl Webster, che sta cercando due gerarchi nazisti scappati da un campo di prigionia dell’Oklahoma ed è certo della complicità di Schoen nell’evasione.
Per trovare il nascondiglio dei nazisti Carl cerca l’aiuto della biondissima Honey e i due finiscono coinvolti nelle attività di una cellula di spionaggio tedesca… Dopo una serie di incontri e scontri, marchiati da una rara comicità, la resa dei conti avverrà nell’appartamento di Honey, tra il divano del soggiorno e la camera da letto.

Stay cool, diceva uno dei personaggi di Get Shorty
I am cool! rispondeva l’altro.
Magari è un’esagerazione, ma se qualcuno dovesse chiedermi di descrivere in poche parole la magica penna di Elmore Leonard, è con questo piccolo e dannatamente cool scambio di battute che lo farei. E non a caso scegliendo un dialogo, vero punto di forza di questo maestro ormai più che ottantenne ma che ancora è capace di regalarci un Signor Libro come questo Su nella stanza di Honey.
Siamo al tramonto della seconda guerra mondiale, ma gli echi del conflitto arrivano ovattati in quel di Detroit. Qui vive Honey Deal, bella e languida Little Miss Sunshine ma con in più un cervello acuto e una lingua appuntita; ex moglie di Walter Schoen, un macellaio tedesco ritratto sputato (almeno dice lui) di niente meno che Heinrich Himmler (tanto da raccontare, celiando, di esserne il fratello gemello separato alla nascita). Non un uomo di particolare attrattiva, dice Honey all’inizio del libro, soprattutto quando per fare lo spiritoso era solito sparare potenti scoregge e mimare nel contempo una pistola con pollice e indice, puntandoli verso Honey e costringendola a reggergli il gioco facendo finta di essere stata colpita… Potreste scommetterci su un matrimonio così? E infatti la bella Honey ora è la ex signora Schoen, proprio in tempo per l’arrivo sulla scena dell’U.S. Marshall Carl Webster, il mitico Hot Kid dell’Oklahoma, in trasferta alla caccia di un paio di tedeschi evasi da un campo di prigionia.
E siccome è proprio Walter ad essere sospettato di connivenza con questi ultimi, ecco Carl incocciare Honey e chiederle aiuto per ficcare il naso nei posti giusti. L’incontro tra i due promette scintille, e non delude. Tanto che a un certo punto lo stesso Carl non avrà più ben chiaro quale sia diventato l’oggetto della sua caccia, se i crucchi fuggiaschi oppure il bollente corpo della bionda.
Vividi i personaggi sulla scena, con un’evidente predilezione dell’autore per il loro essere cool. Un termine che negli Usa non è un semplice aggettivo, ma denota una personalità, uno stile di vita, un modo di affrontare le cose.
E il più freddo di tutti è l’ormai mitico Carl Webster, l’Hot Kid protagonista (nella realtà e nella finzione del libro), di un romanzo sulle sue gesta. Uno che sembra avere sempre la situazione sotto controllo, che non perde mai la calma, che “quando estrae, estrae per uccidere”, come usa dire agli sventurati che gli si parano davanti con l’intenzione di sfidarlo. Uno così, uno capace di rimanere cool anche di fronte al corpo nudo di lei e ai suoi seni impertinenti puntati come pistole, come può non far breccia nel cuore di Honey? Aggiungiamo il fatto che lei non è una bionda senza cervello da facile clichè, sa come si seduce un uomo e quando gli si deve dire di no, perchè dire sempre di si è semplicemente troppo facile e troppo poco divertente…
Dialoghi efficaci e credibili come nella migliore tradizione di Leonard , ritmi mai lenti e personaggi mossi con l’abilità consumata di un vecchio direttore d’orchestra, in “Su nella stanza di Honey” si alternano situazioni tese ad altre divertenti senza che la storia perda un briciolo di credibilità, sino al crescendo finale di un climax da duello simil western, che ci fa stare incollati alla pagina come se i personaggi fossero qui attorno a noi, nel nostro salotto, pronti a estrarre e a fare il botto. Con Webster che ci strizza l’occhio e ci rassicura che tutto andrà bene, la mano sulla pistola e gli occhi calmi, mentre dice be easy, stay cool!

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Articolo protocollato da Cristiano Idini

Magistrato Onorario alla Procura di Sassari, scrittore per passione e diletto, grande divoratore di libri e fumetti. Non necessariamente in quest'ordine.

Cristiano Idini ha scritto 17 articoli: visita la sua pagina.

Archiviato il 27 aprile 2010 in Einaudi, Recensioni libri. Puoi testimoniare, o lasciare una traccia dal tuo sito.


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