Drive in la trilogia di Joe LansdaleEinaudi ripropone a inizio settembre, con copertina flessibile, un caposaldo della cultura pop quale la notissima trilogia di Joe Lansdale, per questa occasione ribattezzata, con titolo leggermente modificato, Drive-In. La trilogia ed è grande occasione di recupero sia per chi non ha ancora scoperto uno dei migliori lavori di questo autore texano, sia per chi ha consumato le pagine a furia di leggerle.
La frase di John Steinbeck che Lansdale ha spesso avuto modo di ripetere, ovvero “il Texas è uno stato mentale”, si può benissimo adattare ai tre romanzi che costituiscono questo splendido ciclo messo insieme dallo scrittore con uno sbalzo temporale non da poco, visto che i primi due titoli risalgono rispettivamente al 1988 e al 1989 mentre l’episodio conclusivo è stato pubblicato quasi vent’anni dopo, nel 2005.
Tutto inizia un venerdì notte di tanto tempo fa, e non è una notte qualsiasi: è la Grande Nottata Horror durante la quale al drive-in texano, di fronte a più di quattromila automobili e sei schermi, vengono proiettati alcuni film horror.
Non si tratta, come spesso affermato da critici forse un po’ troppo frettolosi o forse un po’ fuori dal loro genere di competenza, di cinema horror di serie B, ma di alcuni fra i capolavori del genere.
Poi arriva la cometa rossa, e tutto quel che ne consegue lungo tre romanzi dei quali in molti, come d’altronde non può essere altrimenti per un’opera scritta in questo modo, hanno fatto notare sì l’ottimo stile, diretto e violento, i personaggi memorabili e le situazioni sospese fra orrore e popcorn, ma anche una certa disomogeneità fra i primi due libri, ottimi, e il terzo episodio, che lascia qualcosa a desiderare, in particolare nell’ultima metà.
Persone massacrate, cowboy che vengono ridotti a grumi di lacrime e sofferenza, cannibalismo e crocefissioni: Joe Lansdale si scatena in ogni pagina e troviamo particolarmente memorabili almeno due degli antagonisti, il Re del Popcorn nel primo volume, frutto della fusione di due persone in un unico corpo e efficace simbolo del consumismo più inesorabile, e Popalong Cassidy, il ragazzo con la “testa televisiva” che irradia ogni tipo di programma.
Ma anche il terzo libro, nonostante il tono talvolta più metafisico e le ambizioni forse un po’ troppo alte per le capacità dell’autore, ha pagine di grande interesse, con momenti ancora più visionari rispetto ai capitoli precedenti, e creature indimenticabili quali il pesce gatto che vuole ingoiar balene.
Misterioso, violento, visionario ed esilarante, il drive-in Orbit e tutto quel che lo circonda e attraversa è davvero uno stato mentale, un luogo dell’anima collettiva nel quale, purtroppo, predomina molto spesso tutto quel che di peggio ha da offrire l’essere umano.
Invidiamo molto chi ancora deve sedersi di fronte ai suoi enormi schermi per farsi raccontare una delle migliori storie pulp mai narrate!

Drive-In. La trilogia – Joe Lansdale

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