Di punto in bianco - Cristina RavaApprodato da pochissimi giorni sugli scaffali delle librerie italiane, in anteprima letto per gli amici del Thriller Café, “Di punto in bianco”, l’ultimo romanzo di Cristina Rava, una delle voci più acute del noir al femminile in Italia.
Dall’esordio nel 2002, la Rava ha scritto ben 14 romanzi, passando per le case editrici Frilli, Garzanti e ora Rizzoli. Cristina Rava costituisce ormai una realtà solida sulla piazza del thriller italiano poiché non si limita a raccontare una storia, ma scava nel groviglio di emozioni, sensazioni e sentimenti che sfociano nel disagio mentale, affrontato sempre con rispetto da quest’autrice, che costringe il lettore a riflettere sul perché una persona arrivi a compiere un atto delittuoso, evidenziandone la componente patologica, perché il delitto in fondo è una condizione di sofferenza che non trova altro modo di esprimersi.

L’ambientazione di questo nuovo romanzo è costituita dalle irresistibili e affascinanti Langhe piemontesi, un luogo di malinconia, di pace e tranquillità; un luogo perfettamente silenzioso per ascoltare i pensieri che si agitano nella nostra mente. In queste terre, Bartolomeo Rebaudengo, commissario dallo spirito inquieto, si ritira dopo una proficua carriera svoltasi tra omicidi e scene del crimine, ma «per quanto si possa essere schivi d’animo, è un inganno sostenere che si sta bene da soli. Si sta, tutt’al più». L’inquieta solitudine mascherata da pacifica serenità del commissario verrà, infatti, interrotta da uno dei casi più intricati della sua carriera professionale: un giovane studente di ingegneria, dopo una festa a base di droghe ed alcol, verrà ritrovato privo di vita, con il corpo e il volto tumefatti a causa di inspiegabili violenze subite. La morte del giovane ragazzo sarà inoltre l’occasione per rincontrare Ardelia Spinola, medico legale dall’intuito infallibile e donna dalle mille qualità, nonché vecchia fiamma del commissario Rebaudengo.

Di punto in bianco” segna un momento molto importante nella carriera dell’autrice, con il passaggio in Rizzoli ed il ritorno del suo personaggio più noto e amato: Bartolomeo Rebaudengo. Ed è un ritorno che riesce a convincere, in una vicenda che si sviluppa in uno scenario completamente nuovo. Rebaudengo, dopo aver vissuto negli Stati Uniti per frequentare un master, ha fatto carriera e dal Commissariato di Alassio viene trasferito a Roma come docente. Ma erediterà una fortuna da una vecchia prozia e si ritirerà nella solitudine delle Langhe, sua terra natia, territorio di cibo e vini di altissimo livello, concentrato di cultura enogastronomica invidiata da tutto il mondo, ma allo stesso tempo terra di silenzi assordanti e segreti taciuti, terra di paure e di occhi che spiano dalle finestre: «queste colline sono una terra intrisa di vino e di sangue, popolata da gente troppo severa, che anche quando ride conserva un cuore triste.»

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In questa nuova avventura, il lettore saprà immediatamente chi è l’assassino, momento dal quale la trama si districherà passando dal registro drammatico a quello comico con molta naturalezza.

Come accennato, in un romanzo con tale ambientazione, non può certo mancare qualche riferimento al tema della cucina, perché «il cibo in qualche modo fa parte della quotidianità e della condizione affettiva di ognuno di noi. Il cibo ha un rapporto diretto con l’anima, è un antidoto contro la morte».

Tra i diversi temi affrontati nel racconto, il velato amore tra i due personaggi principali, Ardelia e Bartolomeo, anima le pagine della storia: «quando si pensa a un rapporto d’amore, si pensa a due persone che stanno insieme o che insieme trascorrono il tempo libero, condividono gioie, dolori e speranza. In altri casi, meno comuni, il nutrimento dell’amore è l’assenza. Ecco, il loro è così.» L’amore tra i due è un amore sofferto, intimamente psicologico; è un amore che tarda a manifestarsi, sopito, taciuto dall’orgoglio.

La scrittura di Cristina Rava è una scrittura vivida, forte, attiva, che prima di farsi leggere si fa vedere. Le diverse storie che animano le righe del racconto si fondono in una trama strutturalmente organica e coerente con gli intenti dell’autrice, nella quale mistero, tensione, commedia e una tagliente ironia trasportano il lettore in un turbinio di aggrovigliati equivoci e sorprendenti scoperte. Una narrazione di tal fatta rende il racconto incalzante, vivo, con sentimenti e svolte improvvise e inaspettate, agitando le acque di una vicenda che non smette mai di assomigliare ad un cielo martoriato da una bufera di accadimenti e colpi di scena.

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Di punto in bianco
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