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Delitti vietati ai minori - Emanuele Gagliardi

Eros e Thanatos: sicuramente uno degli accoppiamenti che più ricorre nella letteratura e nel cinema thriller, e probabilmente uno di quelli che più si presta alla forma del racconto, come già testimoniò l’uscita qualche anno fa del volume omonimo de Il giallo Mondadori, e come ci propone ora Emanuele Gagliardi nel suo Delitti vietati ai minori: sesso, possesso e crimine.

Si tratta questa di una raccolta di undici racconti polizieschi, pulp e hardboiled, ambientati perlopiù nella Roma degli anni Settanta-Ottanta, in cui il crimine si tinge di sfumature morbose, perversioni, feticismi, tradimenti, stupri, giri di prostituzione.

Un ritratto nitido, a tratti brutale, delle pulsioni oscure della natura umana fotografate senza falsi moralismi o atteggiamenti voyeuristici attraverso personaggi autentici, descritti nelle loro complessità psicologiche, nelle loro matrici culturali, nella loro estrazione sociale: la liceale che vive con apprensione la prima esperienza amorosa, la vecchia usuraia fatta a pezzi in casa propria… L’insigne avvocato masochista divorato dalla gelosia e una diabolica signora di provincia… Una ricca vedova che coltiva propositi incestuosi e un sordido traffico di squillo minorenni reclutate tra i banchi di una prestigiosa scuola privata… Il fotografo di moda dominato dalla moglie-padrona e la grigia impiegata quarantenne in crisi reputata colpevole di aver ucciso il marito con la complicità di ignoti. Su tutti, spicca il Commissario Umberto Soccodato: cicciottello, demodé, innamorato della moglie, disincantato come ogni buon “romano de Roma”, ma sensibile e comunque animato da una sincera e trasparente volontà di ricercare la giustizia anche a dispetto delle convenienze.

Un’ampia scelta di casi di perversioni, quindi, quella che troviamo in quest’opera, in cui il ventaglio di pulsioni e perversioni viene ben orchestrato da un autore che ha alle spalle una notevole esperienza in ambito giornalistico e narrativo. Dipendente RAI, Socio Onorario dell’Associazione Culturale Accademia degli Artisti di Napoli, ed esperto di politica internazionale e storia contemporanea dell’Estremo Oriente, Emanuele Gagliardi è infatti anche direttore responsabile dell’agenzia online Cultura&Identità e collabora con saggi e articoli su riviste specializzate come Studi Cattolici, Nova Historica, Radici Cristiane, Corrispondenza Romana.

La sua esperienza come scrittore di genere noir comincia con La maschera (Rai Eri) che si classifica 3° al Premio Carver 2012 e continua nel corso degli anni con i successivi La neve (Europa Edizioni, 2013), Scommessa assassina (Giovane Holden Edizioni, 2014), La pavoncella (EEEbook, 2014), Un’ombra (Giovane Holden Edizioni, 2015), Scacco dell’imbecille (Giovane Holden Edizioni, 2015), Nero pesto (EEEbook, 2016), Roma da morire (EEEbook, 2017), cui si aggiunge anche nel 2018 il romanzo fantasy Oceano di pietra (EEEBook).

Un curriculum di tutto rispetto che lascia intuire facilmente una sicura capacità di scrittura, che potete del resto cogliere anche nell’estratto che qui vi riportiamo:

Mi guarda! Sorride. Luminosa. E il suo corpo di leoparda si accende di lascivia. Intuisce la mia sorpresa. Si piega un poco più in avanti. Con le mani nervose solleva la veste e dopo le gambe scopre il didietro! Sono frastornato: tutto quanto finora ho avuto timore persino di sperare è davanti a me, racchiuso nell’invito delle sue terga protese! Alla povera luce della lampadina impolverata che accentua ombre e contorni, fisso il sedere di Maria: non troppo grande, scuro, le natiche levigate simili a enormi olive separate dal solco nero. Meravigliosa durezza animale che evidenzia per contrasto la succulenta seduzione fra le cosce leggermente divaricate.

Mi invita. Mi incita. Sfrontata. Divertita dal mio sgomento.

[…]

C’è chi parla dopo aver scopato. C’è chi dice “ti amo” e chi dice qualcosa che non c’azzecca con quello che ha appena fatto. C’è chi sta zitto e c’è chi fuma… A me, dopo un amplesso travolgente, con il sapore di lei ancora nei polmoni, Maria dice “dobbiamo uccidere Francesco”! Ho capito male?! O vorrei non aver capito?… Invece ho capito benissimo. Anche perché Maria lo ripete forte e chiaro: “dobbiamo uccidere Francesco”…

[Forever young, pag. 67]

Affresco credibile, senza falsi moralismi o atteggiamenti voyeuristici, delle pulsioni oscure della natura umana, Delitti vietati ai minori è una lettura che di certo chi apprezza il connubio tra sesso e morte non deve lasciarsi scappare.