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Mauro Mogliani è stato un dj rock negli anni 80/90, ma non è ovviamente in questa veste che oggi è presente al Thriller Café. Vi segnaliamo infatti l’uscita del suo romanzo Cerco te, uscito per i tipi di Leone Editore sul finire del 2018. Già insignito del premio speciale al concorso nazionale di narrativa gialla/thriller/noir Premio Tettuccio 2019 e del premio speciale al concorso internazionale di poesia e narrativa di Prato Un tessuto di cultura 2019, questo romanzo si colloca decisamente nel genere thriller, già esplorato da Mogliani nel 2014 con Nessuno sa chi sono io, pubblicato da Italic Pequod e intriso di forte tensione psicologica.

Ma di cosa parla, Cerco te? Vediamo subito la trama.

L’ispettore Nardi  di Macerata riceve una lettera misteriosa, firmata «Nessuno» che dà inizio a un gioco perverso: quattro donne verranno sequestrate in successione e liberate dopo sette giorni; staranno meglio di prima, assicura Nessuno. Le donne rilasciate sono in stato confusionario e non ricordano più nemmeno chi sono. Spetterà a Nardi con l’aiuto dell’ispettore Gambuti, scoprire cosa lega tutte le vittime, per anticipare le mosse di Nessuno, capirne gli intenti e impedire che compia l’annunciato finale.

Si intuisce bene da questa sinossi come il meccanismo narrativo poggi sull’elemento della deadline, il tempo che scorre, l’esito drammatico che si avvicina. Una dinamica che di certo ci riporta alla mente molti illustri antecedenti. La lotta contro il tempo è infatti un acceleratore di tensione ben sfruttato da Jeffery Deaver in diversi romanzi, primo fra tutti Il collezionista di ossa, o anche dal poco conosciuto Non dire una parola di Andrew Klavan (poi salito maggiormente alla ribalta grazie all’omonimo film). Un espediente che quando ben padroneggiato rende impossibile abbandonare la lettura e l’ascesa della suspense dirompente. Al Thriller Café non possiamo negare che le minacce con scadenza ci piacciono parecchio.

Mogliani ambienta però il suo romanzo in Italia, a Macerata, di certo non la più sfruttata delle ambientazioni, e rende protagonisti due ispettori italianissimi. Il contesto nazionale, ci va di sottolinearlo, allontana gli echi del già letto e le facili suggestioni d’oltreoceano, per un’opera che pur nella sua brevità sa avere un bel ritmo cinematografico e sa sfruttare il fascino per le devianze della mente umana. Nessuno è infatti un antagonista distorto, manipolatore, delirante, ma fascinoso proprio per questo.

Complessivamente un’opera che può sicuramente appassionare i lettori di thriller puro, Cerco te ha avuto finora buona fortuna editoriale. Se potrà piacere anche a voi, lo scoprirete solo leggendo…

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Cerco te
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