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	<title>Thriller Cafe &#187; Einaudi</title>
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		<title>La lingua del fuoco &#8211; Don Winslow</title>
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		<pubDate>Mon, 13 Dec 2010 23:30:15 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Thriller Cafe</dc:creator>
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<p>Quando c&#8217;è un incendio, Jack Wade si  precipita. È un ex poliziotto del dipartimento incendi licenziato per  aver protetto un testimone. Adesso lavora come perito per la compagnia  di assicurazioni California Fire and Life. Ovvero fruga tra le ceneri  delle vite di altra gente. È un uomo che conosce la lingua del fuoco,  che sa leggere le tracce rimaste come una carta stradale. Quando viene  chiamato a esaminare una strana richiesta di assicurazione, le tracce  gli dicono che c&#8217;è qualcosa di sbagliato. Di talmente sbagliato che Jack  viola la sua regola principale &#8211; mai metterci niente di personale, né  di emotivo &#8211; e si butta a capofitto nel caso&#8230;<br />
<span id="more-4194"></span><br />
<strong><a href="http://www.ibs.it/code/9788806204273/winslow-don%3Cbr%3E/lingua-del-fuoco.html?shop=4224"><strong><em>La lingua del fuoco</em>, di Don Winslow: acquistalo su IBS!</strong><br />
<img class="alignleft alignnone size-medium wp-image-224" style="float: left;" title="i6" src="http://www.thrillercafe.it/wp-content/uploads/2008/06/i6.gif" alt="" width="90" height="48" /></a></strong></p>


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		<title>Road Dogs &#8211; Elmore Leonard</title>
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		<pubDate>Wed, 17 Nov 2010 00:17:36 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Cristiano Idini</dc:creator>
				<category><![CDATA[Einaudi]]></category>
		<category><![CDATA[Recensioni libri]]></category>
		<category><![CDATA[Elmore Leonard]]></category>

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<p>Titolo: Road Dogs<br />
Autore: Elmore Leonard<br />
Editore: Einaudi<br />
Anno di pubblicazione: 2010<br />
Pagine: 307<br />
Traduttore: Luca Conti</p>
<p>Trama in sintesi:<br />
Per Cundo Rey, stallone cubano, il bandito gentiluomo Jack Foley è il solo bianco di cui fidarsi in carcere. Ecco perché non tentenna nel pagare profumatamente un legale per far ridurre la pena del suo amico da trent&#8217;anni a trenta mesi. Uscito di galere, Jack è ospite a casa di Cundo a Venice, in California, dove vive la moglie Dawn Navarro, avvenente medium con una passione per gli uomini e intenzionata ad appropriarsi del patrimonio del marito. <span id="more-3408"></span>Lei e Foley fanno conoscenza; Cundo è geloso e possessivo, ma anche deciso a ricominciare la sua carriera criminale proprio da dove l&#8217;ha lasciata. Jack, invece, è tenuto sott&#8217;occhio da Lou Adams, agente dell&#8217;Fbi che non solo è pronto a tutto pur di rimandarlo in galera, ma addirittura sta scrivendo un libro su di lui.</p>
<p>Diavolo di un Elmore. A ottantacinque anni suonati, con più di un centinaio tra romanzi e racconti all&#8217;attivo, numerose trasposizioni cinematografiche, saggi e quant&#8217;altro, non solo non mostra alcun segno di rilassatezza (narrativamente parlando), ma sforna questo Road Dogs con nonchalance invidiabile, con un entusiasmo e una verve da giovane scrittore esordiente. Non è certo una cosa da poco. Altri scrittori, dal pedigree ugualmente pregiato, già da tempo hanno appeso la macchina da scrivere al chiodo, anche se pare continuino ad apparire in libreria tomi voluminosi con su scritto il loro nome (e dispensano commenti, come quello che campeggia in copertina del romanzo di Leonard). Elmore invece non tradisce mai. Sarà per la presenza di Jack Foley, personaggio a cui chiaramente l&#8217;autore è particolarmente affezionato (già protagonista di Out of sight), sarà perchè quando hai la storia giusta, e soprattutto la mano giusta, è impossibile sbagliare, fattostà che leggere Road Dogs è come scivolare sul velluto, le pagine scorrono con una facilità estrema, senza mai momenti di stanca.<br />
All&#8217;inizio del romanzo Jack è in prigione, proprio dove ce l&#8217;aveva riportato la bella e letale Karen Sisco, agente dell&#8217;FBI coinvolta con Foley in un complicato groviglio sentimentale, divisa tra l&#8217;amore e il dovere. Capiamo che Jack era evaso, e aveva fatto l&#8217;errore di tornare tra le braccia di Karen sperando chissà cosa e ottenendo invece solo una notte di sesso e una pallottola nella gamba la mattina dopo, prima di prendere il suo biglietto sola andata per la galera. La prospettiva è tremenda: trent&#8217;anni di galera, la vita praticamente finita.<br />
In prigione però Jack fa amicizia con Cundo, cubano dentro per aver accoppato un uomo, un po&#8217; chiassone ma con evidenti risorse, soprattutto economiche, che spiega al suo nuovo amico cos&#8217;è che fa la differenza tra trent&#8217;anni per evasione e sette e mezzo per omicidio: un buon avvocato.<br />
E grazie ai giochetti legali di Ms Megan Morris, avvocatessa tutto tailleur da mille dollari e parcelle in contanti, Foley si trova in men che non si dica fuori dalla galera, all&#8217;improvviso con una nuova vita davanti e un debito enorme nei confronti di Cundo, che si è accollato la parcella e gli permette di stare a casa sua sino a quando le cose non si rimettono a girare per il verso giusto.<br />
Si stabilisce a Venice, quartiere per eccentrici riccastri nel mezzo di Los Angeles, e stringe un intricato sodalizio con la moglie di Cundo, Dawn Navarro, sedicente medium con una grande passione per i soldi, pochi scrupoli e molta voglia di arrivare. Sembra tutto filare liscio sino al momento in cui Cundo esce di galera. Da qui in poi, come si suol dire, le cose si complicano, e Foley dovrà guardarsi da nemici su più fronti. Dawn, l&#8217;agente dell&#8217;FBI Lou Adams la cui missione nella vita pare essere quella di attendere un nuovo passo falso di Jack, e lo stesso Cundo, con cui ormai non sembrano essere più dei road dogs, cioè dei cani da strada, termine gergale per definire due compagni che si guardano le spalle l&#8217;un l&#8217;altro per la sopravvivenza di entrambi.<br />
Leonard muove le pedine del suo nuovo gioco pericoloso con la solita maestria, affinando una tecnica narrativa che sembra sempre superarsi e non trovare mai uno zenith. Ancora una volta scrive come se si trovasse di fronte a uno schermo del cinema, e da alla storia un ritmo che lega una pagina all&#8217;altra secondo una danza ormai nota ai suoi innumerevoli fan.<br />
Fan che salutano ogni libro come un altro, ennesimo piccolo dono del Dickens del nuovo millennio, che di mettersi a riposo sembra non averne la minima intenzione: basta guardare il suo nuovo sito per vedere che il treno è ancora in corsa, e che di strada da percorrere ce n&#8217;è ancora tanta.<br />
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<p>
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		<title>La luminosa tenebra di Micheal Gregorio</title>
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		<pubDate>Fri, 25 Jun 2010 00:57:19 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Thriller Cafe</dc:creator>
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			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-medium wp-image-3527" title="luminosa-tenebra" src="http://www.thrillercafe.it/wp-content/uploads/2010/06/luminosa-tenebra-198x300.jpg" alt="" width="150" height="210" />Non ci fosse Alessandra Buccheri, forse con <strong><a href="http://www.michaelgregorio.it/">Micheal Gregorio</a></strong> avrei fatto una figuraccia. Mi aveva(no) mandato il comunicato stampa per l&#8217;uscita del nuovo romanzo, <em><strong>Luminosa tenebra</strong></em>, e me l&#8217;ero perso tra le decine di email che ricevo ogni giorno. Poi ho visto <a href="http://angolonero.blogosfere.it/2010/06/michael-gregorio-in-due-nella-vita-e-nei-libri.html">l&#8217;intervista su l&#8217;Angolonero</a> e mi sono ricordato della cosa. E quindi ecco oggi una presentazione del libro, uscito a inizio giugno per Einaudi. Il protagonista è nuovamente il procuratore Hanno Stiffeniis, già apparso in &#8220;Critica della ragion criminale&#8221;.</p>
<p>Estate 1808. Nel caldo asfissiante l&#8217;esercito di Napoleone occupa la Prussia e cerca d&#8217;impossessarsi della sua ricchezza più grande: l&#8217;ambra. Ma una vera e propria maledizione pare calare sulle raccoglitrici della preziosa resina: donne forti e bellissime vengono uccise da un assassino efferato e maniacale. Mentre i loro cadaveri, nudi e stranamente mutilati, sembrano tracciare un oscuro disegno, tocca di nuovo a Stiffeniis, il detective allievo di Kant, sfidare l&#8217;ignoto, e un pericolo più vicino di quanto lui stesso possa immaginare.</p>
<p>Io non l&#8217;ho letto, ma se qualcuno vuole un parere su <em>Luminosa Tenebra</em>, sempre su L&#8217;Angolonero è possibile leggere <a href="http://angolonero.blogosfere.it/2010/06/luminosa-tenebra-di-michael-gregorio.html">anche una recensione</a>, e vi assicuro che potete fidarvi del giudizio. Se qualcuno vuole esprimere il suo parere, poi, chiaramente è ben gradito!<br />
<span id="more-3521"></span><br />
<strong><a href="http://www.ibs.it/code/9788806203382/gregorio-michael/luminosa-tenebra.html?shop=4224"><strong><em>Luminosa tenebra</em>, di Micheal Gregorio: acquistalo su IBS!</strong><br />
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		<title>Tre secondi per Roslund e Hellstrom</title>
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		<pubDate>Mon, 12 Apr 2010 00:44:10 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Thriller Cafe</dc:creator>
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Piet Hoffman, nome in codice Paula, è un infiltrato della polizia svedese da diverso tempo, ma allo stesso tempo è uomo come tanti altri, attaccato alla moglie e ai figli. Per bloccare il traffico di droga di una mafia dell&#8217;Est, è obbligato a entrare come criminale in una prigione di massima sicurezza. E qui qualcosa va storto. Piet, rimasto da solo contro tutti, non può che accettare il nuovo ruolo per proteggere la sua famiglia e diventare davvero un criminale. Attorno a lui si muovono Ewert Grems, vecchio e ostinato commissario di Stoccolma, poliziotti che fanno addestramento in America, killer senza scrupoli, gangster polacchi e politici spaventati che si affidano al crimine. Il lato più buio della società erige un muro impenetrabile, davanti a un uomo solo, alla sua paura.<br />
<span id="more-3205"></span><br />
<strong><a href="http://www.ibs.it/code/9788806200794/roslund-anders/tre-secondi.html?shop=4224"><strong><em>Tre secondi</em>, di Roslund e Hellstrom: acquistalo su IBS!</strong><br />
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<p>
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		<title>La foglia grigia &#8211; Alessandro Cannevale</title>
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		<pubDate>Wed, 16 Sep 2009 01:20:52 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Andrea Pelfini</dc:creator>
				<category><![CDATA[Einaudi]]></category>
		<category><![CDATA[Libri novità]]></category>
		<category><![CDATA[Recensioni libri]]></category>
		<category><![CDATA[New Italian Epic]]></category>

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<p>Titolo: La foglia grigia<br />
Autore: Alessandro Cannevale<br />
Editore: Einaudi<br />
Anno di pubblicazione: 2009<br />
Pagine: 448</p>
<p>Trama in sintesi:<br />
Perugia, luglio 1877. L&#8217;ispettore Verbasco non ha studiato molto, gli riesce difficile anche leggere e scrivere. Ma come poliziotto nessuno è meglio di lui. Assieme a Boeris, potente uomo dei Servizi, deve fermare l&#8217;assassino di due ragazze. Sono state rinvenute entro la cinta delle mura, svestite e sventrate. Sarebbe una vicenda di &#8220;servette e puttane&#8221;, per le autorità del posto, ma Boeris sa sono davanti a un affare di Stato. Intanto l&#8217;assassino inizia a colpire anche nell&#8217;alta società&#8230; Nel frattempo, arriva in città il poeta Giosue Carducci: anche lui resterà invischiato in un gioco vasto, di cui non si vede la fine.</p>
<p><span id="more-1111"></span>Succede che parallelamente a <em>La foglia grigia</em> di <strong>Alessandro Cannevale</strong> stavo leggendo il breve saggio con cui il collettivo Wu Ming svolgeva la sua tesi secondo cui tutto un insieme di romanzi scritti in Italia dal 1993 in poi possono essere catalogati sotto la comune categoria di <strong><em>New Italian Epic</em></strong>. Probabilmente a causa di un&#8217;indole irrimediabilmente razionalista, novello emulo di Linneo, ho dovuto dare soddisfazione alla mia domanda di catalogazione del creato: &#8220;La foglia grigia&#8221; può essere considerata un&#8217;opera del genere New Italian Epic?</p>
<p>La risposta che mi sono dato – assumendo come assioma di fondo il fatto di aver ben compreso tale definizione di genere letterario, cosa assolutamente non scontata – è affermativa. <em>La foglia grigia</em> è un libro ambientato nel Risorgimento italiano e, più precisamente, nella Perugia del 1877. La città umbra è scossa dal ritrovamento dei cadaveri di due ragazze abbandonati in un fosso, orrendamente mutilati e riportanti gli evidenti segni di tortura. Le due giovani donne sono due servette che per arrotondare lo stipendio mensile, probabilmente, non disdegnavano di prostituirsi per pochi spiccioli. Non frega niente a nessuno, quindi, della loro sorte. Peccato che l&#8217;ispettore di pubblica sicurezza Giulio Verbasco, però, non sia <em>nessuno</em>. E neppure il colonnello dei Carabinieri Boeris, incaricato, anni prima, dallo stesso Camillo Benso conte di Cavour di porre fine a questa mattanza di giovani donne che sembrava inarrestabile e capace di coinvolgere l’intero, neonato Stato. Strumenti idonei a tal fine: tutti. Da qui parte e si dipana una vicenda che dal thriller nudo e crudo arriva a descrivere un intero periodo storico in cui affondano le radici del nostro Paese, a sviscerare i complessi rapporti di potere esistenti tra la Chiesa e le istituzioni pubbliche, ad indagare nelle profondità più recondite dell’animo umano.</p>
<p>A tal proposito ho trovato particolarmente illuminanti le poche pagine in cui Cannevale fa parlare Cavour in un flashback di alcuni anni prima rispetto allo svolgersi della vicenda: &#8220;Il fatto è che il bisogno di fare il male risiede nelle più oscure profondità dell&#8217;animo umano&#8221; [pg. 280]. &#8220;Sto dicendo che navighiamo sulla zattera della civiltà, capitano Boeris, ma siamo persi nel mare immenso della violenza brutale. Un mare che ospita esseri orrendi, con i quali rischiamo di confonderci, se la zattera affonda. Ci balocchiamo con l&#8217;idea del progresso come cammino inarrestabile dal buio alla luce, con l&#8217;illusione di essere usciti per sempre dalle tenebre della barbarie&#8221; [pg. 281] e ancora &#8220;L&#8217;orrore convive con la nostra civiltà, si alimenta e cresce dentro un organismo senza combatterlo apertamente, ma privandolo della linfa vitale dei suoi ideali. Può svuotare quell’organismo, lasciarne intatto solo l&#8217;involucro esterno, trasformarlo in un animale imbalsamato. Uno Stato libero senza più libertà, preda dell’esercizio sfrenato e sanguinario del potere.&#8221; [pg. 282].</p>
<p>Cavour non avrà sicuramente mai pronunciato queste parole, stiamo parlando di un romanzo, quindi di fiction e non di un testo di storia, come lo stesso Cannevale ci avvisa al termine del libro. Però avrebbe potuto averle dette. L&#8217;autore ci precipita in un&#8217;epoca e ci piazza lì, insieme a Boeris, davanti alla scrivania nello studio di Cavour ad assistere ad una delle più belle pagine scritte sul progresso, la nostra civiltà, l&#8217;Uomo e il male. È probabilmente dalla sua esperienza di magistrato che l’autore attinge per scrivere queste parole, è dal suo trovarsi quotidianamente di fronte all&#8217;assurdità del piccolo e del grande male – o forse semplicemente del Male – che Cannevale trova quel perfetto grimaldello in grado di renderci una figura storica così vicina e attuale. Perché forse aveva ragione Machiavelli: gli uomini non cambiano. Per questo motivo studiava gli antichi romani al fine di capire i propri contemporanei. Il medesimo principio vale per noi.</p>
<p>La lingua utilizzata è un misto tra italiano e dialetto umbro, anche se abbondantemente edulcorato, così da ricreare l&#8217;atmosfera del luogo senza rendere l&#8217;intera narrazione incomprensibile a chi umbro non è. Camilleri docet. Gli accenti thriller del romanzo non sono particolarmente originali, risultando a tratti anche prevedibili. Non c&#8217;è, per capirci, il colpo di scena finale che sovverte tutti gli equilibri creati o in grado di spiazzare il lettore. Ma credo che non fosse neanche questo lo scopo dello scrittore. Non era nella sua volontà lo scrivere un romanzo semplicemente di genere. Il thriller, come ormai accade sempre più di frequente, non è altro che un pretesto, un espediente narrativo per parlare d&#8217;altro, per esporre in maniera piacevole e accattivante i concetti descritti sopra e che potrebbero tranquillamente trovare casa pure in un testo complesso ed ermetico di filosofia, anche se con probabili diverse sorti editoriali e di vendita.</p>
<p>Se alcune delle persone coinvolte nella catena di omicidi possono essere sospettate dal lettore attento con relativo anticipo sullo sviluppo della storia, ciò che resta incognito fino al termine del libro è se Verbasco e gli altri funzionari di pubblica sicurezza riusciranno a scovare e soprattutto punire i colpevoli. Perché siamo sempre alle solite, siamo fermi a George Orwell: tutti gli animali sono uguali, ma alcuni sono più uguali degli altri. Pagina 410: &#8220;Ossa di porco e ossa di cristiano. Se cane trova porco, trova uomo. Tengono il mismo odore, quando l’anima se n&#8217;è volata&#8221;.</p>
<p><a rel="nofollow" href="http://lideablog.wordpress.com/">Andrea Pelfini &#8211; Pegasus Descendig</a></p>
<p><strong><a rel="nofollow" href="http://www.ibs.it/code/9788806195564/cannevale-alessandro/foglia-grigia.html?shop=4224" target="_blank"><em>La foglia grigia</em>, di Alessandro Cannevale: acquistalo su IBS!</a></strong></p>
<p><img class="alignleft alignnone size-medium wp-image-224" style="float: left;" title="i6" src="http://www.thrillercafe.it/wp-content/uploads/2008/06/i6.gif" alt="" width="90" height="48" /></p>


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		<title>Vedi di non morire &#8211; Josh Bazell</title>
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		<pubDate>Mon, 17 Aug 2009 22:19:54 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Cristiano Idini</dc:creator>
				<category><![CDATA[Einaudi]]></category>
		<category><![CDATA[Libri novità]]></category>
		<category><![CDATA[Recensioni libri]]></category>
		<category><![CDATA[famiglia Locano]]></category>
		<category><![CDATA[Josh Bazell]]></category>
		<category><![CDATA[Luca Conti]]></category>
		<category><![CDATA[Pietro Brwna]]></category>
		<category><![CDATA[Vedi di non morire]]></category>

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<p>Titolo: Vedi di non morire<br />
Autore: Josh Bazell<br />
Editore: Einaudi<br />
Anno di pubblicazione: 2009<br />
Traduttore: Luca Conti<br />
Pagine: 314</p>
<p>Trama in sintesi:<br />
Protagonista di questo thriller è <strong>Peter Brown</strong>, ex killer della mafia e ora medico in un ospedale di Manhattan, grazie alla nuova identità che gli ha dato il programma di protezione testimoni. Il passato sembra alle spalle, ma tra le corsie del nosocomio c&#8217;è un paziente moribondo, un uomo che conosce Brown e che se morisse farebbe tornare a galla il suo nome: Pietro Brwna detto Orso, ex affiliato alla <strong>famiglia Locano</strong>. La sfida alla Morte comincia, Peter cercherà di tenere in vita l&#8217;uomo il più possibile, mentre in lui si fa largo il desiderio di chiudere in maniera definitiva conti con la famiglia Locano.</p>
<p><span id="more-997"></span>Se per caso vi dovesse capitare di lamentarvi con qualche medico per le cure ricevute, prima di farlo assicuratevi che il medico in questione non sia un ex mafioso ora entrato in un programma di protezione dell&#8217; FBI, e specializzato nel fare a pezzi il prossimo. Non solo le vostre lamentele non troverebbero soddisfazione, ma potreste persino ritrovarvi con qualche osso rotto.<br />
E se una prospettiva del genere vi sembra troppo irrealistica, aspettate di leggere<strong> </strong><em>Vedi di non morire</em><strong> </strong>di Josh Bazell, e troverete dosi di irrealismo a pacchi.<br />
Il protagonista di questo romanzo d&#8217;esordio, soprannominato <strong>Orso </strong>per motivi facilmente immaginabili, deve districarsi tra la sua nuova vita da medico e l&#8217;improvvisa minaccia di un mafioso ricoverato per una delicata operazione. “Vedi di non morire” è l&#8217;ammonimento che Orso<strong> </strong>deve fare suo malgrado al tizio: non perchè gli importi qualcosa se quello crepa o no, ma perchè il mafioso lo ha riconosciuto e, temendo dunque per la sua incolumità, ha stipulato con Orso<strong> </strong>un&#8217;assicurazione di ferro: se ci lascia le penne, i suoi sgherri riserveranno a lui lo stesso trattamento.<br />
Da questo stratagemma parte il romanzo, che si snoda lungo due linee direttrici: la prima riguarda gli avvenimenti del presente, con il protagonista intento a destreggiarsi tra le sue incombenze da medico e i nuovi sviluppi mafiosi, la seconda una serie di flash-back che ci spiegano tutto ciò che dobbiamo sapere, ovvero il perchè e il percome una persona qualunque può entrare a far parte di una potente famiglia di criminali. Le due strade viaggiano parallele per gran parte del libro, sino all&#8217;inevitabile incrocio in cui il passato confluisce negli eventi attuali.<br />
Dosi di irrealtà, si diceva all&#8217;inizio. E infatti alcuni episodi narrati fanno un po&#8217; storcere il naso, per una spettacolarizzazione che a volte appare un po&#8217; forzata. La storia sembra costruita per il cinema, e non certo con la mente a Kieslowski, quanto piuttosto a qualcosa tipo <strong>Bruce Willis </strong>e ai suoi <strong>Die Hard</strong>. Basta leggere la scena in cui il protagonista trova il modo di procurarsi un coltello con cui fronteggiare un&#8217;incombente minaccia per capire di cosa si sta parlando.<br />
Ma la vera forza di questo libro è senz&#8217;altro la scrittura (e in effetti, cos&#8217;altro potrebbe essere?). Circa trecento pagine che scivolano via senza alcuna fatica, un racconto in prima persona che riflette e comunica tutto il sarcasmo e il cinismo di cui Orso è così ben dotato. Gustosa persino l&#8217;architettura grafica, con piccoli simboletti qua e là sparsi, e tante note a piè di pagina che ironizzano doppiamente: sia su ciò che devono spiegare, sia sulla loro stessa funzione esplicativa.<br />
In definitiva un buon libro, ben costruito e soprattutto ben narrato. E se proprio dobbiamo vederlo al cinema, auguriamoci che la nota in quarta di copertina non sia profetica, e che al posto del paffuto Di Caprio ci sia veramente il buon Bruce. Del resto, quando il gioco si fa duro&#8230;</p>
<p>(Cristiano Idini)</p>
<p>Sul suo sito <a href="http://lconti.com/2009/06/16/vedi-di-non-morire/" target="_blank">Luca Conti offre un assaggio del primo capitolo</a>. Questo il trailer su Youtube:</p>
<p><object classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" width="460" height="290" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="allowscriptaccess" value="always" /><param name="src" value="http://www.youtube.com/v/gzM1U9umqwU&amp;hl=it&amp;fs=1&amp;" /><embed type="application/x-shockwave-flash" width="460" height="290" src="http://www.youtube.com/v/gzM1U9umqwU&amp;hl=it&amp;fs=1&amp;" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true"></embed></object></p>
<p>Il sito del libro è infine <a href="http://www.beatthereaper.com">www.beatthereaper.com</a></p>
<p><strong><a href="http://www.ibs.it/code/9788806195588/bazell-josh/vedi-di-non-morire.html?shop=4224"><strong><em>Vedi di non morire</em>, di Josh Bazell: acquistalo su IBS!</strong><br />
<img class="alignleft alignnone size-medium wp-image-224" style="float: left;" title="i6" src="http://www.thrillercafe.it/wp-content/uploads/2008/06/i6.gif" alt="" width="90" height="48" /></a></strong></p>


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