Castigo di Dio, cupissimo romanzo di Marcello Introna, recensito oggi al Thriller Café.

Questa è una storia di delitti efferati.
È una storia di rari crimini contro l’umanità.
È un romanzo di devastazione materiale, etica e sociale, di un tipo che si trova solo indugiando nelle pagine più oscure della storia umana.
Narra la storia di una città, Bari, mentre la Seconda Guerra mondiale sta per concludersi ma è come appena cominciata per il sud Italia, mentre il fascismo sta per crollare e crolla eppure le squadracce di camicie nere imperversano in città e i suoi rappresentanti nelle istituzioni mantengono il potere.
È la storia finale della Socia, una enorme cooperativa di facchini fondata nel 1897 e che fallisce, una persona giuridica che muore e ritorna a mordere il ventre di una società prostrata dalla dittatura e dalla guerra.

«Questa è la Socia, qui sono tutti ciechi. Le pareti per prime. Siamo anche muti e la maggior parte di noi è sorda. Molti sono morti anche se camminano ancora e altri non nasceranno mai.»

È la storia, appena narrativamente deformata, di come ci sono uomini che costituiscono un vero flagello biblico per le comunità in cui agiscono, individui che emergono e prosperano in società estrattive e che, al pari di dittatori, di guerra, peste e carestia, costituiscono un vero e proprio Castigo di dio. Alla città e agli uomini, donne e bambini i Cavalieri non risparmieranno proprio niente. Personaggi come Amaro, un “uomo senza qualità”, il re della Socia e della vita e dei corpi di coloro che hanno avuto la terribile sorte di trovarcisi dentro, in questo scenario di distruzione e brutalità sembrano proprio un overkill, lo spostare ancora e ancora il limite dell’inumano.

Da sempre servo dei potenti, da sempre aguzzino dei disperati, se intravedeva qualcuno con delle potenzialità, un qualsiasi talento, si scatenava e si chetava solo quando aveva disintegrato psicologicamente la vittima designata, costretta a strisciare come un serpente, ma senza quella bella pelle lucida, senza quell’armonia.

Anche se alcuni personaggi sono inventati i cadaveri e i drammi sono veri, le dinamiche, gli stupri, i sequestri, i racket e la tratta di esseri umani, la predazione sugli altri descritti da Marcello Introna risultano orrendamente realistiche. Pregevole davvero è la resa narrativa e il lavoro di ricerca sulla contaminazione da iprite del porto barese. Incidente, costato migliaia di vite civili, messo a tacere dai più alti livelli del comando Alleato.
Con una prosa piana e senza complessità retoriche Introna provvede a un romanzo storico nerissimo, a tratti horror. Non protegge il lettore dal mostrare il male in azione, il senso del dovere e il piccolo eroismo di altri personaggi non è consolatorio. Mostra senza timore un piccolo e spietato collasso della società ben riconoscibile.

Recensione di Antonio Vena

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Castigo di Dio
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Castigo di Dio
  • Marcello Introna
  • Editore: Mondadori