Ve la ricordate la prima stagione di True Detective? Quella con Matthew McConaughey e Woody Harrelson alle prese con una serie di misteriosi omicidi nelle paludi della Louisiana?

Oggi ne parliamo qui al Thriller Café, approfittando dell’uscita di un saggio davvero interessante: Carcosa svelata di Marco Maculotti, edito da Mimesis.

True Detective è una serie di tipo antologico: ciò significa alla prima stagione ne sono seguite altre due, con storie del tutto indipendenti e diversi registi e attori, ma è senza dubbio con le prime otto puntate che la serie ha raggiunto il successo maggiore, tanto di pubblico che di critica. Le ragioni di questo trionfo sono molteplici: sicuramente il cast ha avuto un ruolo importante, così come la regia di Cary Joji Fukunaga, ma anche la sceneggiatura di Nick Pizzolatto ha giocato un ruolo fondamentale. È proprio su di essa che si concentra l’analisi di Maculotti, perché “ha la caratteristica di basarsi più sul non detto che sul detto, di sfruttare più le atmosfere create e i simbolismi sapientemente velati che non quello che accade effettivamente, a livello di azione, nei suoi frangenti narrativi”.

Come spiega il sottotitolo, Appunti per una lettura esoterica di True Detective, il libro si configura come un viaggio in un labirinto di riferimenti simbolici, antropologici e filosofici presenti ma impliciti nella trama di True Detective. Il percorso di lettura si articola in tre parti ed è punteggiato dalle tenebrose ed evocative di illustrazioni in bianco e nero di Marco Sabbatani.

La prima tappa ha il sapore del true crime: Maculotti si chiede quali fatti di cronaca abbiano potuto ispirare la vicenda delineata nella serie TV, e le sue scoperte sono sorprendenti. Veniamo infatti a scoprire che il “posto dove gli uomini ricchi vanno ad adorare il Demonio” (non entro in ulteriori dettagli per evitare spoiler ai danni di chi ancora non ha visto la serie) non è soltanto un’invenzione letteraria di Pizzolatto, ma che ricorda piuttosto da vicino dei fatti accaduti nel 2005 nella cittadina di Ponchatula, in Louisiana. L’indagine si sposta poi in California, sulle tracce del Bohemian Grove, un bosco dove, a partire dal 1878, si riunisce il Club Boemo, un misterioso consesso di potenti, e di lì si arriva a Hollywood, indagando su pellicole celebri e controverse come Rosemary’s Baby di Roman Polanski e Eyes wide shut di Stanley Kubrik.

Il passo successivo è analizzare i riferimenti simbolici che si celano dietro i rituali pagani e i sacrifici umani narrati nella serie TV. Anche in questo caso, c’è molto da scoprire. Dietro a Childress, il “cattivo” della serie TV, si nasconde infatti un fitto sottobosco di figure inquietanti: il terribile Minotauro che si aggira nel labirinto, ma anche Cernunno, il Dio Cornuto dei Celti, e i greci Dioniso e Pan. Tutte queste figure puntano verso l’archetipo ambiguo e feroce del Green Man o Uomo Selvatico.

Con la seconda parte del saggio, invece, passiamo all’ambito letterario. Com’è noto, nella serie sono presenti molteplici riferimenti a “Carcosa” e al “Re in giallo”. Non si tratta di invenzioni estemporanee, ma di precisi riferimenti a una tradizione presente nella letteratura fantastica. Seguendo il “filo giallo” che porta alla perduta città di Carcosa, infatti, arriveremo ai racconti ottocenteschi di Ambrose Bierce, il primo a nominare questo luogo misterioso, cui seguirà Robert W. Chambers con la raccolta di racconti “Il re in giallo”. Il tema sarà poi ripreso dal “visionario di Providence”, Howard P. Lovecraft, i cui incubi vengono messi in relazione con le opere dell’enigmatica Madame Blavatsky (il titolo stesso del libro, “Carcosa svelata”, è un omaggio alla “Iside svelata” di questa affascinante figura dell’esoterismo ottocentesco).

La terza parte del libro, infine, ha un taglio filosofico e si concentra sulla figura di Rust Cohle, il detective tormentato e nichilista impersonato da Matthew McConaughey. Maculotti porta alla luce le fonti che hanno ispirato la genesi del personaggio, riferendosi soprattutto al testo “La cospirazione contro la razza umana” di Thomas Ligotti, che fu fonte di ispirazione per la serie, ma anche ad altri importanti pensatori quali Nietzsche, Schopenhauer e Cioran. Nelle conclusioni, la nera avventura del detective Cohle viene letta come un vero e proprio viaggio sciamanico, un percorso iniziatico per raggiungere la luce.

In sintesi, Carcosa svelata è un saggio che si legge come se fosse un romanzo. L’autore ha saputo distillare da un ambito “pop” come quello di una serie TV di successo una rete di rimandi e riferimenti profondi e  sorprendenti, capaci di ammaliare il lettore. Pur essendo complessa e labirintica, la trattazione scorre fluida e non è mai noiosa, grazie a una struttura estremamente chiara e solida. Ne consigliamo la lettura non soltanto ai fan di True Detective, ma anche a chi voglia approfondire tematiche insolite ma di sicuro fascino.

Carcosa svelata. Appunti per una lettura esoterica di True Detective
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