Buchi nella sabbia di Marco MalvaldiBuchi nella sabbia, questo il titolo del nuovo romanzo di Marco Malvaldi pubblicato da Sellerio Editore, ci porta, come spesso avviene nelle opere di questo scrittore pisano, in Toscana, ma questa volta, non trattandosi di un volume della serie del BarLume, ad attenderci è una Toscana un po’ diversa.
E per cercare di conoscere questa regione italiana e i personaggi che animano la vicenda bisogna fare un accurato salto indietro nel tempo, un salto di oltre cento anni.

La vicenda di Buchi nella sabbia è infatti ambientata nella Toscana dei primi del Novecento e appartiene a quel gruppo di gialli storici nei quali l’ottimo Malvaldi utilizza la forma del giallo d’indagine per intrattenere il lettore mentre lo informa anche d’altro, mentre parla con noi di vari particolari e dettagli di un’epoca passata, regalandoci squarci di una vita che fu.
Cerchiamo di scoprire cosa si nasconde in questi Buchi nella sabbia

Pisa, 1901. Le autorità sono in fibrillazione: è un momento storico di attentati alle autorità e la Toscana è terra d’anarchia, ma al Teatro nuovo sta per andare in scena la Tosca di Giacomo Puccini ed è attesa la presenza di Vittorio Emanuele III, amico del compositore.
Molte delle persone coinvolte nell’opera, a partire dal tenore della compagnia Arcadia Nomade, molti tecnici e i vari cavatori di marmo e operai chiamati per i lavori, sono simpatizzanti con la causa internazionalista e il rischio che possa accadere qualcosa al re è abbastanza alto.

E qualcosa accade, qualcosa di tragico anche se di diverso rispetto a quel che ci si poteva attendere: a morire non è il Re bensì un attore della compagnia, colpito a morte da quello che evidentemente non era un proiettile a salve. L’omicidio accade al culmine della rappresentazione della Tosca e non si riesce a comprendere se si è trattato comunque di un attentato anarchico o di qualche resa dei conti fra gli attori.
A indagare troveremo il carabiniere Gianfilippo Pellerey e il suo superiore Ulrico Dalmasso, accompagnati da un terzo e imprevisto incomodo: Ernesto Regazzoni, giornalista de La Stampa, poeta, anarcoide e antimilitarista e grande amante della bottiglia.
Riuscirà l’improbabile trio a far luce sulla vicenda?

Che scriva dei simpatici vecchietti del BarLume o di questi gialli storici, la scrittura di Marco Malvaldi mantiene sempre il raro dono della densità nella leggerezza, del prenderci per mano e regalarci dettagli e particolari di mondi che alcuni fra noi conoscono ben poco, come è il caso dell’Opera per il sottoscritto.
E lo fa con grande abilità, senza nessuna condiscendenza o discorso dall’alto, con un tono e un tatto come se ci raccontasse queste cose al parco, seduti su una panchina, discutendo amabilmente.

Il 2015 è stato un buon anno per Malvaldi, che ha visto comparire alcuni suoi racconti sparsi per varie antologie, nonché il saggio Le regole del gioco. Storie di sport e altre scienze inesatte per Rizzoli e ora anche questo Buchi nella sabbia.

Buchi nella sabbia – Marco Malvaldi

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